La trama di “Smetto quando voglio”, una via di mezzo tra un “Breaking Bad” capitolino e un “Boris” ambientato alla Sapienza invece che alla Rai, è carina quanto basta, gli attori sono tutti simpatici e in parte, ma la vera sorpresa del film è la messa in scena. L’idea vincente è di dare a una commedia una struttura narrativa da film d’azione

Una banda di ricercatori si converte alla produzione e allo spaccio di droghe sintetiche. C’è il neurobiologo appena licenziato che disegna la molecola, il chimico adesso cameriere che la sintetizza, ci sono anche un economista, un antropologo, un archeologo e addirittura due latinisti, tutti al limite della miseria. Cosa succede quando questi ex-accademici senza speranze si ritrovano tra discoteche trendy, escort di lusso e boss della mala? Che si ride molto.