Sabato 24 Agosto doppio appuntamento con la rassegna “Ferentino in Fiaba 2019”:

Ore 18.00 Orto del VescovoIl grande trionfo di Fagiolino

Spettacolo di burattini Tradizionali

Lo spettacolo di burattini tradizionali Emiliani “Il grande trionfo di Fagiolino pastore e guerriero” è rappresentato dal burattinaio solista Mauro Monticelli della Compagnia “Teatro del Drago” di Ravenna. E’ una produzione del 1988 che ha conseguito molto successo in Italia ed è inoltre stato segnalato in alcuni importanti Festivals internazionali per la ricerca nel campo della tradizione della commedia burattinesca.
Questo spettacolo, dalla trama molto semplice, proviene da un vecchio canovaccio del burattinaio bolognese Angelo Cuccoli (metà ‘800).
“Il caso più curioso, cari cinni e cari adulteri, l’è quello che vedrete proprio adesso in tal casot di buratéin, e ciovè io mè Fagiolino Fan Fan squattrinato e senza un baiocco, con tanta fame da vendere e niente soldi da spendere, guarir n’a pranzipessa e diventar tota in t’una volta un re !!! …”.Con queste battute di presentazione si apre la storia di Fagiolino che con tanta fortuna è diventato uno dei più ricchi agricoltori del regno di Tracia.
Nel frattempo il Mago Norandino viene rifiutato come sposo dalla bella Altea, Principessa nel regno di Tracia; per vendetta il terribile Mago, con una stregoneria … toglie la favella alla Principessa.
Fagiolino aiutato da una Fata di nome Alcina, andrà prima a rubar la “nocciolina fatata” al Diavolo Farfarello e poi a guarir la Principessa.
Ovviamente alla fine affronterà anche il Mago Norandino a suon di sane randellate.
Si concluderà lo spettacolo con Fagiolino pastore che diventerà prode guerriero e sposo prediletto della bella Altea.
E per concludere … il balletto finale! Musica maestro !!!

 

Ore 21.15 Piazza Mazzini – Cenerentola in bianco e nero

Cenerentola è certamente una delle storie più conosciute e raccontate al mondo, la sua origine si perde nella notte dei tempi, si dice che provenga dalla Cina ma altri sostengono che fosse conosciuta già nell’antico Egitto. La prima testimonianza italiana si deve a Giambattista Basile che la riporta nel suo “Lo Cunto de li Cunti” (1635), mentre le più fortunate e conosciute versioni in occidente sono quelle che ci sono arrivate da Charles Perrault (1697) e dai Fratelli Grimm (1822), scritture per molti versi simili ma con importanti differenze, soprattutto nel finale.
La nostra visitazione prende spunto proprio da queste incredibili e diverse maniere di far concludere la vicenda, da una parte Perrault, che perdona le malefatte della matrigna e delle sue figlie e che vede addirittura Cenerentola accoglierle nel Palazzo dove era andata in sposa con il Principe, idea ripresa poi da Walt Disney nel suo celeberrimo film d’animazione (versione bianca). Dall’altra la “zampata” dei Fratelli Grimm, che invece puniscono severamente le sorellastre, facendole accecare da due colombi nel giorno delle nozze di Cenerentola (versione nera).
Lo spettacolo racconta fedelmente la vicenda, attraversando i momenti più cari e noti al pubblico di ogni età, ci sarà in scena Cenerentola in carne ed ossa, col suo vestito sporco di cenere e con quello sfavillante con cui si presenta alla festa, ci sarà il Principe, la scarpetta abbandonata e tutto il resto. Non mancheranno, come tradizione della compagnia, pupazzi animati, situazioni divertenti e coinvolgimento diretto del pubblico, anzi, sarà proprio quest’ultimo a decidere quale dei due finali è più gradito, lo farà con una regolare votazione, alzando il foglio che gli verrà consegnato all’ingresso, nella parte bianca o in quella nera.
Quella di Cenerentola è storia di mondi magici, di straordinari rapporti con la natura e gli animali, ma è anche storia di una profonda ingiustizia, di riscatto, di prepotenze sconfitte, del bene che trionfa sul male. Tutti, chi prima e chi dopo, abbiamo subito nella nostra vita dei torti, si comincia già a scuola con il triste fenomeno del bullismo, e tutti abbiamo sognato di avere giustizia, questo ci permette un’immediata identificazione con le vicende di Cenerentola, siamo dalla sua parte sin dall’inizio, lo siamo stati per secoli e continueremo ad esserlo ancora.
Da punto di vista delle tecniche teatrali utilizzate, lo spettacolo pur essendo essenzialmente d’attore, mostra una contaminazione giocosa tra questi e l’utilizzo di figure animare di diverso genere: si va dal burattino a stecca con il braccio mobile, al grande pupazzo in gommapiuma, fino a diverse figure piatte animate. L’incontro tra l’attore e la figura sposta lo spettacolo su un piano così fantastico da far diventare tutto incredibilmente vero, la vicenda coinvolge, emoziona, indigna e rapisce i bambini in maniera immediata.
Dal punto di vista didattico è molto interessante vedere come i più piccoli si schierano al termine dello spettacolo, i finali proposti sono due: quello di Perrault (bianco/perdono) e quello dei Fratelli Grimm (nero/punizione), vengono raccontati entrambi e posti al giudizio del pubblico, che, con appositi cartoncini consegnati all’ingresso, dovrà prendere posizione ed esprimere un accordo sul perdono o sulla severissima punizione qual’è quella proposta dai Fratelli Grimm.
Sarà un momento su cui riflettere successivamente a Scuola e al contempo importante occasione per capire ciò che si muove nell’animo del bambino. Episodio che spalanca porte e portoni, certamente vecchio quanto l’uomo, ma pur sempre di grandissima attualità.

Ingresso gratuito