Anche oggi doppio appuntamento per la rassegna “Ferentino in Fiaba”, che questa sera calerà il sipario sulla sua undicesima edizione.

Ore 18.00 Piazza Matteotti  – Pulcinella e la cassa magica

Pulcinella Citrulo è innamorato della bella Teresina, figlia dell’albergatore Don Pancrazio Codadivacca e promessa sposa al giovane possidente Don Felice Sciosciammocca, pensionato della locanda. Pulcinella, travestito da donna prende alloggio nella locanda per scoprire il segreto della ricchezza del suo rivale.
E’ mezzanotte e Pulcinella, nascosto dietro una tenda, scorge Don Felice invocare niente di meno che…Il diavolo!!
Fra colpi di scena, travestimenti, filtri magici, diavoli veri, e diavoli finti, si dipana una matassa complicatissima che vedrà Pulcinella scendere all’inferno come un eroe mitologico e trovarsi alla fine promesso sposo…di un uomo!

 

Ore 21.15 Piazza Mazzini  – ” Il Pifferaio di Hamelin”

La storia, nota a grandi e piccini, ha un’amara conclusione. Il sindaco e gli abitanti del paese di Hamelin vengono puniti per le loro cattive azioni e la punizione consiste in una delle più crudeli trovate delle fiabe di tutti i tempi: la scomparsa dei bambini, quindi della creatività, dello stupore, valori a cui l’umanità deve far riferimento per liberarsi dall’inevitabilità degli eventi (guerre, distruzioni, sfruttamento, intolleranza). Vi sono naturalmente tutti gli elementi costitutivi della fiaba: il tempo indefinito (il c’era una volta), gli antagonisti della fiaba, l’elemento negativo rappresentato dal sindaco, ovvero l’arroganza del potere e la viltà del popolino/massa che rifiuta le proprie responsabilità e accetta indistintamente le decisioni prese dai vertici; e l’elemento positivo, rappresentato dal pifferaio, che non è un principe azzurro ma un’artista di strada, un personaggio misterioso, un “diverso”; quindi la “crisi drammatica” nella presenza ad Hamelin di milioni di topi, la loro cacciata ad opera del pifferaio e poi le promesse non mantenute da parte dei potenti (vedi politici). Infine, la punizione, inaspettata, crudele. Ma, diversamente da tante altre fiabe, la punizione è a tempo indefinito e la colpa mai espiata. Crediamo che gli abitanti di Hamelin abbiano patito abbastanza e quindi abbiamo voluto offrire una possibilità di salvezza; una soluzione all’evento irrisolto, che mantenendo il linguaggio fiabesco, riportasse la vita ad Hamelin, introducendo il sogno, l’utopia, di cui abbiamo ancora bisogno nonostante (o proprio per?) i livelli supertecnologizzati della nostra epoca. Finale a sorpresa dunque nel paese dei bambini.

Ingresso gratuito