Il viaggio burrascoso e affascinante del povero Ulisse con ingresso libero. C’è un’opera nella letteratura di tutti i tempi che riassume in maniera perfetta il significato del viaggio: è l’Odissea di Omero. Il viaggio di Ulisse è un viaggio di ritorno dalla guerra di Troia verso la sua Itaca, la patria abbandonata e ritrovata insieme alla moglie Penelope e al figlio Telemaco. Un viaggio che può essere considerato come il raggiungimento di una meta, di uno scopo, che è la riconquista dei valori originari, dopo il superamento di mille pericoli, ostacoli e prove. In viaggio che diventa simbolo di ricerca del nuovo, di confronto e capacità di adattamento a situazioni imprevedibili. Di qui la bellezza di questo divertente spettacolo, che sarà messo in scena martedì 28 maggio prossimo alle ore 20.30 al Teatro Ricciardi di Capua, con entrata ad invito, dal prof. Silvio Bonacci e dagli alunni del Foscolo di Sparanise. Una commedia che narra in chiave moderna le peripezie di Ulisse con la sua barca in navigazione che attraversa i mari ed il tempo. Omero (Marco Consoli), umile e fedele scrivano nelle mani del Dio Giove, con la sua penna d’oca descrive tutte le avventure di Ulisse (un eroe cialtrone) dalla partenza fino al suo ritorno ad Itaca, con al seguito i suoi compagni di viaggio. Un viaggio pieno di insidie ed avventure che spingono Ulisse (Luigi Palmesano) e Penelope (Chiara Ragosta) in un mondo di mostri come Polifemo (Alessandro Capuano ), maghe (Circe), sortilegi (la sirena Maria Marotta) e tentazioni minacciose come quelle di Calipso (Raffaella Omaggio) e Nausica (Doriana Norcia) . Questa “Odissea” rivela anche un’interessante varietà di atteggiamenti nel carattere di Ulisse: la tenacia nel sopportare le tempeste, l’astuzia nell’aggirare i pericoli di Polifemo, la temerarietà nel viaggiare negli Inferi. In questo caso la bellezza del viaggio è nel percorso no nella meta che sfugge e viene costantemente inseguita. Dante nella sua lettura del mito di Ulisse, nel canto XXVI dell’Inferno, ci dà questa nuova interpretazione del mito, contrassegnata da una sete di conoscenza sfrenata che lo porta il povero Ulisse alla morte, legata al suo peccato di superbia nei confronti del divino. Il prof. Bonacci con questa sua interpretazione del mito di Ulisse ha violato il sacro due volte: ha interpretato a suo modo il testo di Omero e ha trasformato il Superbo Ulisse in un cialtrone. Ma l’effetto è molto divertente. Lo è, del resto, ogni volta che l’uomo interpreta l’ignoto e i segni divini  in maniera terrena. Il viaggio in mare è metafora della vita. Essa è come una navigazione che si conclude in un porto assalito dalla tempesta. L’esistenza, la nave, è destinata a perdere la sua guida (la ragione) ed Ulisse che rappresenta il dramma umano, si sente in balia di se stesso. E’ incredibile come il regista Silvio Bonaccio riesca a far ridere e a far sorridere sul dramma umano di Ulisse e su quello esistenziale di Omero.  Ma il regista Bonaccio ci riesce, i ragazzi molto bravi e l’Odissea di Omero l’hanno capita interpretandola in dialetto napoletano. Lo spettacolo si terrà presso il Teatro “Ricciardi” a Capua, in mattinata per gli alunni della scuola e in serata alle ore 20.30, per i docenti, i genitori e gli amanti del grande poeta greco. Con il regista prof. Bonaccio, ha collaborato la prof.ssa  Cerullo Antonia. Questi gli altri giovani attori:  Alessandra Palumbo (maga Circe), Angela Cicinella (Euriclea)  Antonio Puca (Polite),  Vitaliano Ragosta ( Elpenore), Matteo De Biase (Giove),  Giuseppe Mancini (Mercurio),   Kajdi Kasa (telemaco),  e poi le ballerine Norcia Doriana,  Svetlana Mesolella e Martina Sozio. Cì sarà perfino un postino (Fabio Iannucci). Assistenti di scena Sara Laudando, Noemi Zanni e Noelia Monfreda.