{"id":33,"date":"2016-07-14T12:48:28","date_gmt":"2016-07-14T10:48:28","guid":{"rendered":"https:\/\/comunicacity.net\/acquafondata\/?post_type=turismo&#038;p=33"},"modified":"2016-08-03T11:52:54","modified_gmt":"2016-08-03T09:52:54","slug":"cosa-visitare","status":"publish","type":"turismo","link":"https:\/\/comunicacity.net\/acquafondata\/turismo\/cosa-visitare\/","title":{"rendered":"Cosa visitare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Acquafondata (Acuafunn\u00e0ta in dialetto ciociaro) \u00e8 un comune italiano della provincia di Frosinone nella regione Lazio. \u00c8 l\u2019ultimo comune della provincia di Frosinone ed \u00e8 quello con il minor numero di abitanti. Il comune di Acquafondata (Altitudine 946 m s.m.), fa parte della \u201cComunit\u00e0 montana Val di Comino\u201d e dista 27 km dalla citt\u00e0 di Cassino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arrivare ad Acquafondata: lo spettacolo della natura.<br \/>\nMonumenti e luoghi di interesse<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Borgo di Acquafondata e resti del castello<\/li>\n<li>Chiesa di S. Giovanni Battista<\/li>\n<li>Chiesa di San Rocco (sec. XVII)<\/li>\n<li>Chiesa della Madonna del Carmelo<\/li>\n<li>ex Chiesa di S. Maria (in ristrutturazione)<\/li>\n<li>Lavatoio di Acquafondata (inizio \u2019900)<\/li>\n<li>Monumento ai caduti<\/li>\n<li>Monumento ai soldati polacchi<\/li>\n<li>Le edicole votive e la statua di padre Pio<\/li>\n<li>Il cimitero<\/li>\n<li>L\u2019albero pi\u00f9 antico di Acquafondata<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Escursioni a pochi chilometri da Acquafondata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Arrivare ad Acquafondata: lo spettacolo della natura.<\/strong> Da Cassino si percorre la strada per Sant\u2019 Elia e poi quella che risalendo la valle del fiume Rapido\u00a0 porta a Vallerotonda. Poi un\u00a0 susseguirsi di salite e curve con uno spettacolo naturalistico da emozionare l\u2019anima. La natura, che si affaccia predominante, libera lentamente il corpo\u00a0 dallo stress quotidiano in un percorso che vede, prima, la campagna lavorata o qualche animale al pascolo, poi, le varie tonalit\u00e0 del verde dei boschi. Ecco la \u201ccavalcata naturalistica\u201d che porta ad Acquafondata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Acquafondata \u00e8\u00a0 \u201cun verde balcone\u201d tra Lazio, Abruzzo e Molise. Il paese, \u00e8 situato al centro di una piccola valle circondata dai verdissimi monte Selva e Monna Acquafondata appartenenti al versante meridionale delle Mainarde. Acquafondata \u00e8 il luogo davvero ideale per il relax e per respirare l\u2019aria pura dei suoi circa mille metri di altitudine. Lo stupendo vivaio forestale di Acquafondata \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandiosi dell\u2019intera regione Lazio. Caratteristiche predominanti di questi luoghi son le bellezze naturali montano-faunistiche con l\u2019incontrastata padronanza del nibbio negli abissali valloni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto il paesaggio suggerisce un\u2019immagine di potenza, di maestosa naturalit\u00e0 nei monti e nelle vallate: foltissimi alberi di querce, cerri, abeti, faggi, aceri al posto del cemento e una fresca aria di montagna al posto del pesante grigiore cittadino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrando nel paese il Monumento dei Caduti polacchi accoglie il turista con la serenit\u00e0 di ricordi di guerre lontane e subito si respira un\u2019aria di pace. Piccolo paese, dalle case pulite e fiorite, che da pi\u00f9 di mille anni vive arroccato sulla montagna, nelle tradizioni legate al suo popolo, alla sua cultura e alle ricette di una cucina semplice e genuina, ma originale nelle soluzioni arricchite dalle influenze delle popolazioni vicine, abruzzesi e molisane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paese \u00e8 posto arroccato su una collinetta e sembra custodire i segreti e\u00a0 le leggende legate ad \u201cun mondo perduto\u201d. Paese rurale dove si possono rivivere atmosfere antiche al giorno d\u2019oggi sempre pi\u00f9 rare e preziose. Partendo da piazza Municipio, per conoscere Acquafondata, bisogna avventurarsi in una serie di scale per le strette vie\u00a0 del paese. Il punto pi\u00f9 alto del paese\u00a0 \u00e8 piazza Chiesa con la visione del suo campanile risalente al 1182. E\u2019 proprio qui che\u00a0 dal \u201cbelvedere\u201d si pu\u00f2 osservare e rimanere affascinati dalla visione della campagna di Acquafondata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Borgo di Acquafondata e resti del castello.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Acquafondata \u00e8 un piccolo borgo dalla storia millenaria ma purtroppo \u00e8 stato pesantemente danneggiato dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiali e ricostruito successivamente. La sua struttura per\u00f2 \u00e8 ancora quella medievale quando si costruiva sulle alture per difendersi dai nemici o per tenersi lontani da valli paludose e dalla malaria quindi sono un saliscendi di scale, di viuzze, balconi in cui \u00e8 divertente girovagare. Passeggiando per queste stradine, un occhio attento non mancher\u00e0 di scorgere tutti i segni del passato, le cicatrici della guerra ma anche portali, archi e piccole bifore che raccontano di un tempo pi\u00f9 antico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare ad Acquafondata si pu\u00f2 ancora scorgere il nucleo originale medievale ovvero parte del tracciato delle mura, una torre (visibili oggi su via Fontana) e la porta di ingresso (visibile nella piazzetta chiamata La Porta) della fortezza costruita dai conti di Venafro nella contesa con l\u2019abbazia di Montecassino sul territorio di Acquafondata. Secondo fonti storiche infatti il castello fu edificato nel 1018, quando i conti di Venafro invasero i territori dell\u2019Abbazia; fu abbattuto, tuttavia, pochi anni dopo dai soldati Normanni, inviati contro gli usurpatori venafrani dall\u2019abate Atenolfo (1011-1022), ma risulta nuovamente edificato nel 1031, ad opera degli stessi conti di Venafro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il passare dei secoli Acquafondata si allarg\u00f2 un poco oltre quelle mura tanto che, bench\u00e8 piccola, si delineano i rioni di San Rocco, di Santa Margherita e della via Chiana e cos\u00ec le stalle per gli animali che prima erano appena sotto le mura vengono spostate un po\u2019 pi\u00f9 a valle nell\u2019area chiamata in dialetto \u201cle pagliare\u201d. Per i paesani i toponimi che oggi indicano i confini dell\u2019abitato lungo la strada provinciale sono, a monte, \u201cil miglio\u201d e, a valle, \u201cil girone\u201d. Oltre il miglio si esce dal paese per raggiungere il cimitero o la chiesa della Madonna del Carmine, mentre oltre il girone si scende a valle per raggiungere le strutture sportive comunali o per andare verso la frazione di Casalcassinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chiesa patronale \u201cSan Giovanni Battista\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Situata nel centro storico del paese nel \u201cRione Chiesa\u201d. La sua costruzione risale al 1182. La festa del patrono di Acquafondata S. Giovanni Battista si festeggia\u00a0 il 29 agosto rappresentando un riferimento importante per il paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La struttura della Chiesa, risalente al XI secolo, si presenta con pianta a croce latina con una navata principale e due laterali. Quest\u2019ultime sorrette da ampi archi quasi a formare delle cappelle comunicanti tra loro. Nell\u2019area absidale, chiusa da una balaustra, campeggia un altare marmoreo dalle linee semplici e pulite. Nella navata laterale sinistra spicca il grande crocifisso di legno, opera scultorea di grande pregio. Il portale di legno si inserisce direttamente nella torre dell\u2019orologio che scandisce\u00a0 il suono delle campane ogni quarto d\u2019ora. L\u2019imponente campanile domina il paese ed \u00e8 il manufatto pi\u00f9 alto del borgo. La Chiesa \u00e8 stata restaurata pi\u00f9 volte nel corso dei secoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chiesa di San Rocco.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Situata nel centro storico del paese nel \u201cRione La Porta\u201d. Fu costruita nel 1682. Ogni anno, e precisamente, il 16 agosto\u00a0 ad Acquafondata si celebra la festa di S. Rocco nella chiesetta seicentesca a lui dedicata\u00a0 ubicata nel rione \u201cLa Porta\u201d. Si onora la festa di S. Rocco con una messa celebrata nella chiesetta ed una solenne processione nelle vie del paese. La conclusione della festa si realizza nella serata con\u00a0 eventi eno-gastronomici, culturali e di spettacolo, rigorosamente legati alla tradizione organizzati dagli abitanti del rione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa Chiesa \u00e8 dedicata ad un nobile religioso francese che dopo aver donato tutti i suoi tesori ai poveri inizi\u00f2 un viaggio da solo per dedicarsi ai malati di peste.Fu colpito dalla peste lui stesso ma riusc\u00ec a guarire grazie alle cure di un nobile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chiesa della Madonna del Carmine.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cappella \u00e8 situata fuori dal paese a circa 1 km. Importante luogo di culto\u00a0 la chiesa della Madonna del Carmine \u00e8 rinomata e conosciuta per l\u2019antica credenza popolare\u00a0 di un\u2019apparizione ad una contadina del paese, intenta al lavoro dei campi, della Madonna del Carmine. Era il 16 luglio. La Cappella fu eretta in suo onore nel 1481.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si porta la statua della Madonna del Carmelo dalla Chiesa madre di S. Giovanni Battista alla Cappella\u00a0 della Madonna del Carmelo ad 1 km. dal paese. Le donne del paese a turno portano in salita la statua della Madonna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cEx Chiesa di S. Maria\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In via di ristrutturazione, situata fuori dal paese nei pressi della statua di Padre Pio e del Vivaio comunale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggendaria \u00e8 la figura del \u201cbeato\u201d frate francescano Fr\u00e0 Domenico De Filippis alla quale \u00e8 stata legata la chiesa di Santa Maria, meritevole di essere innalzato alla gloria di \u201cServo di Dio\u201d. Narra la leggenda che il frate, quando era un umilissimo contadino, lasciava spesso il lavoro dei campi per ritirarsi in preghiera presso il luogo dove oggi \u00e8 la stuttura, in via di\u00a0 ristrutturazione, della ex Chiesa di S. Maria. Mentre lui pregava i suoi buoi continuavano a lavorare con l\u2019aratro tracciando solchi nella terra. A tutto questo prodigio assistette un religioso questuante che spinse il contadino ad abbracciare la vita religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lavatoio comunale \u201cMonumento alla lavandaia\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019antico lavatoio di Acquafondata ha un indubbio significato simbolico come testimonianza delle tradizioni e della cultura del territorio. Il lavatoio di Acquafondata \u00e8 il \u201dmiglior ricordo\u201d ed \u00e8 il \u201cmonumento\u201d\u00a0 alla fatica ed alla tenacia delle donne del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 ad Acquafondata, vicino al \u201cVivaio\u201d comunale, un antico \u201clavatoio\u201d, oggi in disuso. Immerso in un contesto paesaggistico di estrema valenza si erge nascosto da una fitta vegetazione. Punto fondamentale d\u2019incontro e di aggregazione, oltre che bene comune, ha nascosto\u00a0 tra i suoi manufatti\u00a0 gli echi della fatica e del sacrificio delle lavandaie del paese nel periodo del dopoguerra. Vicino alle sue fontane sono nate storie di vita oggi dimenticate. Non un lavatoio astratto, in un mondo di favola, ma un lavatoio\u00a0 vero, reale. Un manufatto che ha visto la fatica e il sacrificio delle lavandaie, che ha udito storie di vita, di\u00a0 pettegolezzi, di voci e di passi\u00a0 di quei bimbi che le mamme dovevano portarsi dietro per non lasciarli soli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavatoio \u00e8 un piccolo manufatto, probabilmente costruito nei primi anni del \u2018900. Ha la particolarit\u00e0 di non essere situato nei pressi di alcun corso d\u2019acqua Con le sue\u00a0 vasche per la lavatura dei panni, il suo pozzo adiacente (\u201cil pozzo del lavatoio\u201d), le due vasche esterne di forma rettangolare. La piccola struttura di Acquafondata rappresenta un antico esempio di lavatoio pubblico, uno dei pochi ancora esistenti nel territorio. Coperto da una tettoia a terrazzo realizzata in cemento e con belle vasche di pietra per lavare e sbattere i panni. Il lavatoio, oggi, si trova in cattivo stato di conservazione. All\u2019interno vi sono infiltrazioni che hanno danneggiato o distrutto parte degli intonaci. Le pietre sono in alcuni punti sconnesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavatoio \u00e8 stato un luogo d\u2019aggregazione per le donne. L\u00ec si incontravano per lavoro, perch\u00e9 la maggior parte delle donne che si recava al lavatoio lo faceva per mestiere, per necessit\u00e0, lavare i panni dei benestanti del paese. In quel luogo nelle giornate buone col sole, si cantava ci si raccontava, le giovani manifestavano la loro esuberanza le pi\u00f9 anziane sciorinavano consigli, ma nelle giornate fredde quando le mani diventavano violacee e il vento tagliava la pelle del viso la voglia di parlare veniva meno e i rancori uscivano pi\u00f9 violenti, allora al posto dei canti, le maledizioni, gli insulti e qualche volta gli accapigliamenti per futili motivi, per il posto migliore, o per ragioni di cuore. E\u2019 in questo turbinio di ricordi, di romantico rivisitare quei luoghi, si sente la\u00a0 necessit\u00e0 di fissare l\u2019emozione di quando si era\u00a0 bambini e si osservavano le donne nel lavatoio di Acquafondata. Si sentiva oltre lo scorrere dell\u2019acqua le voci di quelle donne curve sulla pietra a fregare e risciacquare, l\u2019odore del sapone, l\u2019acqua che da trasparente, limpida, diventava bianca come se una nuvola fosse caduta l\u00ec nella vasca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pesantezza del lavoro era in parte alleviata dal fatto che il lavatoio era uno dei pochi luoghi di aggregazione femminile nel quale le donne potevano andare senza essere accompagnate, l\u00e0 ci si ritrovava, si scambiavano ricette, consigli e pettegolezzi, si partecipava alle gioie e alle disgrazie delle altre e si condividevano le proprie, si cantavano canzoni nostalgiche e patriottiche, strambotti ironici e amorosi, stornelli satirici e a dispetto, si tramandavano storie e racconti di vita, si rideva e talvolta si litigava in modo cos\u00ec violento da far correre la\u00a0 guardia del paese. Si rifletteva sulla propria disgraziata condizione e su quella altrettanto precaria di molte altre donne. In questi luoghi di aggregazione sono nate e si sono diffuse ed affermate le prime rivendicazioni dei diritti femminili; questa \u00e8 una delle ragioni per le quali gli antichi lavatoi dovrebbero essere conosciuti, tutelati ed apprezzati come siti storici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la Seconda Guerra Mondiale Acquafondata fu duramente colpita dalla furia del conflitto, specialmente a causa dei bombardamenti mirati ed indirizzati alla distruzione del paese. Il lavatoio, miracolosamente fu salvato dalla furia del conflitto ma non \u00e8 rimasto indenne all\u2019usura del tempo trascorso. Potrebbe apparire a molti come cosa inutile, da nascondere, da eliminare ma in realt\u00e0 \u00e8 una testimonianza concreta della vita sociale delle passate generazioni. E\u2019 un ricordo, una testimonianza di un periodo storico vissuto dalla popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad Acquafondata \u00e8\u00a0 sopravvissuto al trascorrere del tempo il \u201clavatoio comunale\u201d. Questo angolo di storia\u00a0 nel secolo scorso costituiva un punto di riferimento, ubicato sulla strada verso la frazione di Casalcassinese, vicino al Vivaio. Copertura in cemento, vasche e lastre di appoggio per strofinare i panni,\u00a0 fanno del lavatoio di Acquafondata un esempio unico nella provincia di Frosinone. Tutto \u00e8 rimasto come un tempo. E\u2019 parte della nostra storia sociale, testimonianza delle dure fatiche delle donne del popolo che, fino alla seconda met\u00e0 del secolo scorso, prima della diffusione capillare della macchina lavatrice, vi si recavano settimanalmente, a volte quotidianamente, per fare il bucato oltre che della propria famiglia, anche di quelle dei ceti abbienti, divenendo in alcuni casi lavandaie di professione, a cui veniva insegnato il mestiere fin da bambine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019antico lavatoio \u00e8 \u201cpatrimonio da salvaguardare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I lavatoi fanno parte del patrimonio storico, artistico, demo-etno-antropologico nazionale come definito dall\u2019art. 2 del Dlgs. 490\/99 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di Beni Culturali ed Ambientali). Oggi non hanno pi\u00f9 la loro funzione originaria di approvvigionamento dell\u2019acqua, di abbeveratoi degli animali o di \u201clavanderia all\u2019aperto\u201d. Oggi nelle case arriva l\u2019acqua potabile e la lavatrice ha sostituito le braccia delle lavandaie. Oggi\u00a0 molti\u00a0 paesi si sono dimenticati della loro importanza storica a abbandonandoli al loro destino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Amministrazione comunale\u00a0 di Acquafondata ha pensato di recuperare questo patrimonio storico perch\u00e9 testimonianza e ricordo\u00a0 di una storia vissuta dai nostri antenati. Non vi sono in bilancio fondi per una possibile manutenzione straordinaria. Il paese non ha risorse economiche tali da recuperare la struttura ma ha intenzione di rendere\u00a0 agibile l\u2019area intorno al lavatoio avendone cura con una accurata \u201cpulizia e manutenzione del lavatoio\u201d.\u00a0 Si inizia, cos\u00ec, un cammino di recupero insieme alla popolazione. Testimonianza inequivocabile dell\u2019interesse a mantenere viva la memoria storica e identitaria della nostra comunit\u00e0. Le strutture ora in esame si presentano in uno stato di degrado e deterioramento dovuto soprattutto al tempo. Si tratta di interventi necessari per il mantenimento conservativo di manufatti di particolare importanza per tutto il Comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Amministrazione comunale si \u00e8 proposta l\u2019obiettivo di recuperare questo antico manufatto\u00a0 per conservare la memoria storica\u00a0 del passato. Si render\u00e0\u00a0 agibile l\u2019area intorno al lavatoio con una accurata cura,\u00a0 \u201cpulizia e manutenzione\u201d. Si cercher\u00e0 di\u00a0 recuperare le\u00a0 vasche, i\u00a0 pozzi e la zona intorno al\u00a0 lavatoio con la sistemazione a prato della parte intorno al lavatoio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Monumento ai caduti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Monumento ai caduti polacchi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le edicole votive.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0L\u2019edicola \u00e8 una struttura architettonica relativamente di piccole dimensioni, con la funzione pratica di ospitare e proteggere l\u2019elemento che vi \u00e8 collocato. Il termine deriva dal latino aedicula, diminutivo di aedes (\u201ctempio\u201d) e dunque con il significato originario di \u201ctempietto\u201d. In origine si trattava di un tempio in miniatura, che ospitava la statua o la raffigurazione di una divinit\u00e0. Pu\u00f2 essere una struttura a s\u00e9 stante, oppure essere appoggiata ad una parete da cui sporge. In questo secondo caso la struttura architettonica dell\u2019edicola (colonne e frontone) pu\u00f2 costituire l\u2019inquadramento di una nicchia ricavata nella parete. Edicole di piccole dimensioni possono essere anche scolpite in un solo pezzo, invece che costruite con elementi separati, ovvero l\u2019inquadramento a edicola di una nicchia pu\u00f2 essere dipinto.\u00a0 L\u2019uomo fin dalla preistoria ha sempre stabilito un forte legame con la propria terra, tanto da attribuirle delle vere e proprie valenze magiche e religiose. Oggi sono ancora visibili innumerevoli simboli di questa \u201csacralizzazione\u201d del territorio, anche se ne stiamo perdendo il significato profondo. Nell\u2019antichit\u00e0 le sorgenti, i crocevia e i luoghi in cui era avvenuto un evento prodigioso erano considerati sacri ed erano segnati da tempietti. Con il cristianesimo questi si sono trasformati in oggetti di devozione verso varie figure divine come santi locali, la Madonna, il Cristo. Questi piccoli elementi architettonici sparsi per il nostro territorio prendono il nome di edicole votive. Sono vere e proprie forme di \u201carte popolare\u201d, espressione di una religiosit\u00e0 radicata e diffusa che continua nel tempo. Nelle citt\u00e0 e nei borghi si presentano sotto forma di nicchie sui muri esterni delle abitazioni, mentre lungo le strade hanno una struttura autonoma dalla base a forma di parallelepipedo. Quasi tutte custodiscono al loro interno vari oggetti, come raffigurazioni sacre, rosari, fiori, ceri\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le edicole votive formano un vero e proprio reticolato religioso, una sorta di \u201csegnaletica\u201d. Il ruolo principale di questi \u201cpiccoli tempi\u201d era di proteggere il luogo sul quale erano edificati come le porte di accesso di un paese, una casa, un latifondo agricolo\u2026 Avevano spesso la funzione di rassicurare il viandante lungo il suo cammino in vari punti cruciali del suo percorso: gli incroci, i punti di sosta, le sorgenti diventavano cos\u00ec occasione per la preghiera. Le edicole votive rappresentavano una vera e propria segnaletica. Venivano impiegate ad esempio per segnare i limiti di un latifondo agricolo, per delimitare le tappe di una processione o per delineare il percorso verso un santuario. Quasi sempre queste costruzioni nascono come opere dei privati, e spesso sono state edificate per adempiere ad un \u201cvoto\u201d. Si trovano in larga parte sul suolo pubblico, ma non mancano esempi eretti nel privato. Le persone del posto continuano a curare questi oggetti e in particolare ci\u00f2 che custodiscono al loro interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In passato le edicole votive erano dei veri e propri monumenti dall\u2019alto valore simbolico. Oggi stiamo perdendo il loro vero significato e li si osserva solo dal lato estetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Edicole di Acquafondata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">edicola votiva inizio di via Cassino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">edicola votiva\u00a0 Madonna di Canneto (entrata del paese)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">edicolavotiva sulla strada provinciale\u00a0 vicino al Cimitero<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">edicola votiva\u00a0 via Orti Chiane<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">edicola votiva\u00a0 strada per Viticuso sotto \u201cla Selva\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Statua Padre Pio ad Acquafondata<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Situata in un una bella zona pianeggiante vicino al campo sportivo, al Vivaio comunale e alla ex Chiesa di S. Maria non \u00e8 solo luogo di culto per\u00a0 gli abitanti del paese ma un posto dove si pu\u00f2\u00a0 ammirare in lontananza il panorama del paese nella sua grandezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cimitero di Acquafondata.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019albero pi\u00f9 antico di Acquafondata.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il TIGLIO dell\u2019ex chiesa di S. Maria. \u201cQuesto bellissimo albero cresce spontaneo ed \u00e8 una\u00a0 pianta molto longeva che pu\u00f2 arrivare ad avere anche 1000 anni di et\u00e0. Il tiglio appartiene al genere Tilia ed alla famiglia delle Tiliaceae. In nome deriva dal greco \u201cptilon = ala o penna leggera\u201d per la caratteristica brattea laterale dei peduncoli dell\u2019infiorescenza.\u00a0 E\u2019 un albero alto dai 15 ai 30 metri a foglia decidua, con tronco dritto, corteccia screpolata, grigiastra e con venature longitudinali quando la pianta ha pi\u00f9 di 20 anni di et\u00e0. Le radici sono molto profonde ed espanse. I tigli sono piante\u00a0 che emanano un gradevole profumo in giugno o luglio, durante la fioritura e sono importanti\u00a0 a scopo medicinale per le innumerevoli propriet\u00e0 terapeutiche\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026.\u201dIn un paese cos\u00ec\u00a0 carico di vegetazione non c\u2019\u00e8 mai venuto il pensiero di conoscere quale \u00e8 l\u2019albero pi\u00f9 \u201cantico\u201d del Comune di Acquafondata?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La natura che ci circonda\u00a0 \u00e8 parte di noi e dei ricordi della nostra esistenza. Tra la vegetazione intensa che siamo abituati a vedere, non facendoci ormai pi\u00f9 caso, \u00a0esiste un albero che ad Acquafondata ha visto e conservato tra i suoi rami le vicende storiche\u00a0 del nostro piccolo comune: il TIGLIO dell\u2019ex chiesa di S. Maria. Il \u201cgrande albero\u201d \u00e8 un vecchio tiglio, oggi molto affaticato, che esiste da sempre ed \u00e8 stato \u201ccompagno\u201d di vita dei momenti di ognuno di noi. Quante volte da bambini\u00a0 il \u201cgrande albero di tiglio\u201d \u00e8 stato protagonista ed osservatorio della realt\u00e0 diventando\u00a0 un occhio spalancato sul mondo circostante. Sono nate l\u00ec vicino molte\u00a0 fiabe\u00a0 raccontate dagli anziani del paese ai bambini. Con la sua dimensione straordinaria, una vera \u201ccattedrale verde\u201d ,\u00e8 stato, per molti,\u00a0 l\u2019albero delle fiabe.\u00a0 Rifugio nei momenti di\u00a0 smarrimento e di solitudine. Oasi di pace per chi ha ceduto con il tempo alla disillusione perdendo la capacit\u00e0 di stupirsi e di interrogarsi sul significato profondo delle cose. La vita attuale ci spinge a vivere in fretta e dove c\u2019\u00e8 fretta non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di approfondire. Il \u201cGrande albero di Tiglio\u201d ci invita a fermarci, ad osservare, ad ascoltare, a far\u00a0 riemergere lo stupore che esiste in noi e che ci riqualifica la vita. Abbiamo bisogno della natura. La natura ci parla. Abbracciamo \u201cil grande albero di tiglio\u201d, ascoltiamo tra le sue braccia il rumore del vento tra le foglie.\u201d \u2026.(Lilly)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Escursioni a pochi chilometri da Acquafondata.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viticuso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parco eolico (nei pressi delle montagne di Viticuso. Possibile passeggiata. Sentiero ripido).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il laghetto di Cardito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Sacrario dei martiri di Collelungo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Acquafondata (Acuafunn\u00e0ta in dialetto ciociaro) \u00e8 un comune italiano della provincia di Frosinone nella regione Lazio. \u00c8 l\u2019ultimo comune della provincia di Frosinone ed \u00e8 quello con il minor numero [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":10,"template":"","meta":[],"class_list":["post-33","turismo","type-turismo","status-publish","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Cosa visitare - Acquafondata<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/comunicacity.net\/acquafondata\/turismo\/cosa-visitare\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Cosa visitare - 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