{"id":39,"date":"2016-07-14T14:54:14","date_gmt":"2016-07-14T12:54:14","guid":{"rendered":"https:\/\/comunicacity.net\/campoliappennino\/?post_type=turismo&#038;p=39"},"modified":"2016-08-03T17:30:15","modified_gmt":"2016-08-03T15:30:15","slug":"storia","status":"publish","type":"turismo","link":"https:\/\/comunicacity.net\/campoliappennino\/turismo\/storia\/","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Campoli Appennino \u00e8 un paese dell\u2019estrema Ciociaria, situato a ridosso della catena degli Appennini centro-meridionali, nel versante laziale del Parco Nazionale d\u2019Abruzzo, dominante la Valle del Lacerno. La caratteristica che rende Campoli Appennino unico nel suo genere \u00e8 la sua collocazione, innalzandosi sul bordo di una caratteristica e suggestiva dolina carsica, denominata il &#8220;Tomolo&#8221;, a 650 metri di altitudine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua struttura, di natura calcarea-cretacea \u00e8 miocenica, attraversata da strati di conglomerato di et\u00e0 quaternaria e di ambiente lacustre. La dolina, per le sue dimensioni (diametro m. 630, profondit\u00e0 m. 130, privo d\u2019inghiottitoio) e per il suo aspetto grandioso, pu\u00f2 essere annoverata tra le maggiori del Lazio e l\u2019unica che presenta i bordi abitati. Il territorio di Campoli \u00e8 interessato dalla presenza di altre tre doline, anch\u2019esse di origine carsica: la seconda per grandezza \u00e8 a ridosso della chiesa di San Pancrazio, le altre due cavit\u00e0 sono ubicate sul versante orientale della collina: una a sud-est del suddetto santuario e l\u2019ultima infine si trova pi\u00f9 a valle in localit\u00e0 Treo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bench\u00e9 non possiamo avere notizie precise circa la sua fondazione, \u00e8 chiara l\u2019origine medievale, le cui tracce sono ravvisabili nella maestosa torre, nei resti della cinta muraria, in alcune torrette di avvistamento e nei caratteristici spazi o piazze del centro storico. Lo storico atinate Tauleri fa risalire i natali di Campoli al 293 a.C. i consoli Lucio Papirio Cursore il giovane (figlio dell\u2019eroe della seconda guerra sannitica) e Spurio Carvilio Massimo distrussero con i loro potenti eserciti Atina, Cominium ed Aquilonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla depopolazione di dette citt\u00e0 ebbe inizio la fondazione di Campoli e di altri comuni. Un\u2019altra versione sull\u2019origine di Campoli \u00e8 data dal canonico don Andrea Di Pietro, il quale la fa risalire a Plestinia, citt\u00e0 dei Marsi-Atinati, pi\u00f9 volte citata da Livio e distrutta dai Romani nel 291 a.C. Invece in un documento pubblicato nella rivista Il Regno delle due Sicilie nell\u2019anno 1856 (trascritto da originale esistente nell\u2019Abbazia di Montecassino) si dice che Campoli deve la sua origine a Gandolfo, conte di Sora e di Aquino, il quale rialz\u00f2 dalle rovine il paese distrutto dai Longobardi che nel VII secolo infestavano tutta la provincia di Terra e Lavoro e devastavano molti luoghi tra i quali anche Campoli e, nell\u2019anno 843, dai Saraceni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel secolo IX l\u2019esistenza di Campoli \u00e8 attestata nella Vita di S. Restituta del vescovo di Terracina Gregorio e nelle Memorie di Sora del padre Domenico Tuzzi. Nella cronaca della celebre Abbazia cistercense di Fossanova si narra che verso il 1150, a causa della rivalit\u00e0 fra Guglielmo di Sicilia ed il papa, presumibilmente Anastasio IV o Adriano IV, Campoli fu incendiato da Andrea Conte di Ceccano. Questi, esiliato dal re, volle vendicarsi invadendo lo stato di Comino. Alcuni paesi furono saccheggiati ed altri, tra i quali Campoli, distrutti. Nell\u2019archivio di Montecassino risulta infatti che Campoli fu ricostruito tra il 1160 ed il 1180 dal duca Landolfo. Fino alla met\u00e0 del XIII secolo si avvicendarono in Campoli i Landolfi ed i Pandolfi, nobili di origine longobarda che detenevano le contee di Aquino e di Capua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da menzionare il feudatario Landolfo II il quale fu il padre del celebre San Tommaso d\u2019Aquino, quest\u2019ultimo conosciuto con gli appellativi di dottore angelico ed Aquila dei teologi. Dal 1325 al 1340 una parte di Campoli era in possesso di Bernardo conte di Loreto e del nipote Adenolfo; morto questi la met\u00e0 di Campoli fu ceduta alla regina Giovanna I d\u2019Angi\u00f2. Questa ne fece dono, insieme agli altri feudi lasciati dal detto Adinolfo a Tommaso di Ceccano, fratello del cardinale arcivescovo di Muscolo e legato apostolico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altra met\u00e0 di Campoli rimase ad Berardo di Aquino, conte di Loreto. Dopo tale epoca non \u00e8 stato possibile precisare i feudatari successivi. Notizie frammentarie si possono rintracciare nelle vicende del ducato di Alvito. Agli inizi del secolo XIV Cristoforo d\u2019Aquino riun\u00ec sotto una stessa bandiera i feudi di Campoli, Alvito, S. Donato e Settefrati. Nel 1313, i beni che Carlo I aveva tolti nel 1273 a Tommaso conte d\u2019Aquino, vennero dati, da Carlo II ad Eustasio de Faylle, e da questi a Goffredo de Jonville.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1319, il paese torn\u00f2 ai d\u2019Aquino. I Cantelmo, nel 1382, riuscirono a spodestare i d\u2019Aquino e da allora tutto il territorio segu\u00ec le sorti della signoria dei Gallio, Duchi di Alvito, i quali tennero il paese fino al 1806, anno dell\u2019ab olizione dei feudi da parte di Giuseppe Bonaparte. Nella fine del secolo XVIII, Campoli fu saccheggiato e devastato dalle truppe francesi. Nle 1860, in seguito alla fatidica spedizione del Mille, Campoli fu compresa nell\u2019annessione al Piemonte, entrando a far parte del Regno d\u2019Italia l\u2019anno dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel decennio compreso fra il 1860 e il 1870 il paese fu infestato dai briganti reazionari, forestieri che scelsero questo lembo di territorio, data la vicinanza con i confini dello Stato Pontificio. Diversi cittadini campolesi parteciparono alla terza Guerra d\u2019Indipendenza (1866) militando sotto gli ordini del generale Raffaele Cadorna, che ebbe l\u2019incarico di occupare Roma. Nell\u2019Ottocento si aprono alcune miniere di ferro e si tenta l\u2019allevamento dei bachi da seta. Dopo l\u2019unificazione, Campoli \u00e8 sempre pi\u00f9 strettamente legata a Sora; inizia un processo di lentissima modernizzazione e c\u2019\u00e8 una forte emigrazione all\u2019estero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Campoli Appennino \u00e8 un paese dell\u2019estrema Ciociaria, situato a ridosso della catena degli Appennini centro-meridionali, nel versante laziale del Parco Nazionale d\u2019Abruzzo, dominante la Valle del Lacerno. 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