{"id":158,"date":"2014-10-31T11:14:15","date_gmt":"2014-10-31T10:14:15","guid":{"rendered":"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/?page_id=158"},"modified":"2015-01-15T15:35:53","modified_gmt":"2015-01-15T14:35:53","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/storia\/","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"<h3><i class=\"book icon ccGrey\"><\/i> L&#8217;Epoca Romana<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019Et\u00e0 Romana, Gaeta divenne un rinomato luogo di villeggiatura di vari imperatori e, come nota Cicerone, un porto di notevole importanza.<br \/>\nSin dall\u2019ultimo secolo della Repubblica, lungo la rinomata Via Flacca fortemente voluta da Lucio Valerio Flacco, sulle circostanti verdi colline e a ridosso delle spendide spiagge lungo tutta la costiera verso Sperlonga, sorsero grandiose ville con giardini e piscine, ninfei, templi e mausolei di cui restano ovunque imponenti testimonianze, in ricordo dell&#8217;importanza dei personaggi che vi hanno dimorato.<\/p>\n<h3><i class=\"book icon ccGrey\"><\/i>L&#8217;Epoca Ducale<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla decadenza dell&#8217;Impero Romano, Gaeta attravers\u00f2 un periodo buio caratterizzato da continui saccheggi ad opera delle popolazioni barbariche e in seguito dai Saraceni.<br \/>\nProprio per la sua caratteristica posizione e conformazione Gaeta fu poi fortificata con cinta murarie che ne difendessero le coste e sulle pendici di Monte Orlando venne eretto il castello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il &#8220;patrimonium cajetanum&#8221; era un lembo di terra che andava da Terracina al Garigliano, apparteneva politicamente a Bisanzio, geograficamente alla curia romana, che in pratica ne esercitava la podest\u00e0. Capo indiscusso era l\u2019Episcopus, nelle sue mani era accentrato tutto il potere sociale, politico e amministrativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pericolo dei saraceni comport\u00f2 una modifica del piano urbanistico della civica: strade rare e tortuose, per esigenze di spazio furono create numerose e ripide scalinate lungo il monte, le case si susseguivano l\u2019una sopra l\u2019altra, con una serie di cavalcavia e sottopassaggi. Ridimensionato il pericolo dei saraceni, l\u2019economia e i commerci tornarono a decollare.<br \/>\nNell\u2019851 ripresero le ostilit\u00e0 con la curia Romana e il potere del ducato pass\u00f2 nelle mani della classe militare, al cui vertice stava l\u2019Ipata o Duca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Ipata, che corrisponde al latino consul, aveva il potere amministrativo, giuridico e militare.<br \/>\nLa fonte principale per la storia di Gaeta durante il suo periodo ducale \u00e8 il Codex diplomaticus cajetanus, una raccolta di documenti ufficiali.<br \/>\nNel periodo che va dall&#8217;839 al 1140 Gaeta pu\u00f2 essere considerata una Repubblica Marinara, in quanto si governava in base a proprie leggi, le sue navi percorrevano il Mediterraneo, la nave militare gaetana era il Dromone, difese la sua libert\u00e0 durante numerosi assedi e batteva una sua moneta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dinastia dei Docibili si impegn\u00f2 per far progredire Gaeta mediante opere e alleanze. Essi si fregiarono di un imponente palazzo e accrebbero il prestigio e la ricchezza della citt\u00e0. I Docibili resero Gaeta indipendente da Napoli.<br \/>\nLa fine della repubblica marinara fu causata dalla dominazione Normanna. L\u2019esperienza del ducato termin\u00f2 nel 1140 quando Gaeta fu conquistata dal Re Ruggero II d\u2019Altavilla<\/p>\n<h3><i class=\"book icon ccGrey\"><\/i>L&#8217;Epoca Medievale<\/h3>\n<p><strong>Alto Medioevo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le chiese risalenti questo periodo storico sono di caratteristiche e di dimensione modeste.<br \/>\nLe migliori risorse venivano utilizzate per l\u2019erezione di opere destinate alla difesa, gli altri edifici erano realizzati con materiali di seconda scelta, questo giustifica la loro fragilit\u00e0.<br \/>\nQuesto periodo \u00e8 comunque caratterizzato da importanti innovazioni architettoniche, ne \u00e8 esempio l\u2019 &#8220;Arco moresco&#8221; ogivale, slanciato e resistente.<br \/>\nImportante testimonianza artistica sono gli Exultet, conservati attualmente nel museo diocesano, i pi\u00f9 antichi risalgono al X sec, i pi\u00f9 recenti sono del XII sec.<br \/>\nLe imponenti strutture architettoniche del periodo sono state in gran parte realizzate grazie alla presenza di muratori saraceni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Terremoto del 1231<\/strong><br \/>\nNel mese di giugno si comp\u00ec il pi\u00f9 grande evento catastrofico avvertito da Capua fino a Roma. Il terremoto, evento descritto nella cronaca di Riccardo da S. Germano, \u00e8 paragonabile al 10\u00b0 della scala Mercalli, con probabile epicentro nella Catena degli Aurunci. I gaetani, atterriti dal terremoto, fuggirono nelle campagne. A causa del teremoto a Gaeta non ci sono chiese datate prima del 1231. Negli anni seguenti si costruirono opere e chiese pi\u00f9 solide. Le chiese di Gaeta erano ancorate a schemi antiquati, lontano dallo stile gotico italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Trecento<\/strong><br \/>\nQuesto periodo storico fu caratterizzato dal dominio angioino. Essi apportarono importanti rivoluzioni di stile nonch\u00e9 dell\u2019istituzione del primo giubileo del 1300 e il millenario del martirio di S. Erasmo.<br \/>\nQuesti fattori favorirono la realizzazione di numerose iniziative atte ad aumentare il valore civico, sono da esempio la Chiesa, oggi santuario, della SS. Annunziata, la statua del patrono.<br \/>\nCon la diffusione degli ordini religiosi si afferma anche a Gaeta lo stile gotico italiano, caratterizzato da possenti murature in conci lapidei ben squadrati e Chiese pi\u00f9 ariose per aumentare le dimensioni. Le nuove tecniche del \u2018300 sono evidenti nella chiesa dell\u2019Annunziata e in S. Domenico.<br \/>\nL\u2019arte del periodo angioino si pu\u00f2 tuttora ammirare nella scultura del Cero Pasquale e nella statua del patrono S.Erasmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Quattrocento<\/strong><br \/>\nFu un periodo di stasi, caratterizzato comunque dall\u2019arrivo di diversi artisti catalani voluti dal re Alfonso d\u2019Aragona. Sotto la dominazione degli aragonesi fu completata la parte bassa del castello, dedicato agli Angioini e iniziarono i lavori per la parte alta, quella Aragonese.<br \/>\nImportanti personaggi, che lasciarono il loro contributo artistico nella citt\u00e0, sono l\u2019arch. Sagrera, a lui attribuita la voltatura della navata principale<\/p>\n<h3><i class=\"book icon ccGrey\"><\/i>L&#8217;Epoca Rinascimentale<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il cinquecento<\/strong><br \/>\nLa cultura Rinascimentale Gaetana ha inizio grazie a numerosi fattori che influirono sull\u2019ascesa del paese:<br \/>\n&#8211; Nomina a vescovo di Gaeta del cardinal De Vio.<br \/>\n&#8211; Il rafforzamento della posizione strategica della cittadina.<br \/>\n&#8211; La costruzione delle Mura cittadine volute da Carlo V il Grande.<br \/>\n&#8211; La pace, che contribu\u00ec all\u2019incremento dei commerci e alla prosperit\u00e0.<br \/>\n&#8211; L\u2019affluenza della nobilt\u00e0 spagnola, che inseguito alla controriforma, svilupp\u00f2 il mecenatismo che increment\u00f2 la realizzazione di numerose opere d\u2019arte.<br \/>\n&#8211; La vittoria di Lepanto.<br \/>\n&#8211; L\u2019istituzione della festa della Madonna del Rosario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere pi\u00f9 importanti di questo periodo risalgono a noti pittori come Andrea Sabatini, Gian Filippo Criscuolo, Scipione Pulzone e l\u2019arch. Giovanno Donadio.<br \/>\nCon la dominazione spagnola nel 1504 Gaeta ricopr\u00ec un ruolo strategico molto importante per cui fu dotata di altre fortificazioni aggiornate per resistere alle nuove armi da fuoco.<br \/>\nFu con l&#8217;arrivo degli spagnoli che alcuni personaggi politici, passati in disgrazia, vennero costretti ad abbandonare Gaeta, tra cui Giovanni Caboto, che si rifugi\u00f2 a Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il seicento<\/strong><br \/>\nDurante il seicento si instaur\u00f2 per Gaeta un rapporto privilegiato con Napoli e questo non fece altro che aumentare le commesse dei maggiori artisti che incrementarono il patrimonio artistico culturale di Gaeta.<br \/>\nCaratteristiche principali del nuovo movimento artistico sono le mura poderose, le Chiese ricche di capolavori e i nobili palazzi. E&#8217; l\u2019et\u00e0 d\u2019oro per Gaeta, grazie al nascente Barocco e al contributo della famiglia dei Lazzari, discendenti forse da Donato di Pascuccio d\u2019Antonio Lazzari detto Bramante. La famiglia era di origini toscane, precisamente di Carrara, per questo detti i Marmorari.<br \/>\n<strong>Il settecento<\/strong><br \/>\nPeriodo di continua ascesa per il paese, dovuto al nuovo fenomeno artistico culturale del neoclassicismo e agli allievi della famiglia Lazzari.<br \/>\nNotevole fu l\u2019impulso dei vescovi e della nobilt\u00e0 napoletana e spagnola.<br \/>\nA loro sono dovute le realizzazioni di monasteri e conventi quali S. Domenico, S. Caterina, S. Francesco.<br \/>\nA fine secolo Pietro Paolo Ferrara, allievo del Vanvitelli, ristruttur\u00f2 la cattedrale di Gaeta, realizz\u00f2 la facciata di S. Angelo in Planciano e S. Antonio Abate (anche noto come S. Biagio).<br \/>\nNel 1734 Gaeta fu conquistata da Carlo III di Borbone, fondatore del ramo napoletano della dinastia dei Borbone.<\/p>\n<h3><i class=\"book icon ccGrey\"><\/i>L&#8217;Ottocento<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1799 inizia, per Gaeta un periodo di decadenza artistica. Il re Ferdinando IV fu costretto ad espropriare numerosi beni ecclesiastici per finanziare le spese di guerra.<br \/>\nA questo si unirono gli invasori che saccheggiarono la citt\u00e0, deprendandola delle opere d\u2019arte, confiscarono statue. Il volto della citt\u00e0 era cambiato, si trasform\u00f2 in citt\u00e0 militare e non riprese mai la precedente vitalit\u00e0 che aveva portato Gaeta nell&#8217; et\u00e0 d\u2019oro. Durante i moti rivoluzionari e le guerre di indipendenza, Gaeta, all\u2019epoca sotto il regno dei Borboni, fu considerta un rifugio sicuro. Durante i moti del \u201848, il 25 novembre 1848, il papa Pio IX si rifugi\u00f2 a Gaeta, ospite dei Borbone, in seguito alla proclamazione della Repubblica Romana ad opera di Giuseppe Mazzini, e vi rimase fino al 4 settembre 1849, periodo durante il quale Gaeta assunse la denominazione di &#8220;Secondo Stato della Chiesa&#8221;.<br \/>\nFu proprio durante questo soggiorno che papa Pio IX fu spesso in preghiera presso la Cappella d&#8217;Oro, ebbe l&#8217;intuizione dell&#8217;Immacolata Concezione e, ne proclam\u00f2 il Dogma al suo ritorno a Roma. In quegli anni, il re Ferdinando II invi\u00f2 a Gaeta artisti di fiducia, come Travaglini e Guarinelli.<br \/>\nGrazie alla loro presenza e opere di restauro ci sono giunte le chiese di S.Francesco, S.Caterina, S.Maria della Sorresca, SS.Addolorata, le cappelle dell\u2019Ulivo e del Rosario.<br \/>\nPer adornare queste chiese il re fece pervenire sculture, cornici, paliotti dalle Reali collezioni della reggia di Capodimonte. Dopo l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia e quindi l\u2019assedio Gaetano del 1860-\u201961, l\u2019ultima roccaforte borbonica, tramont\u00f2 il regno del sud.<br \/>\nGaeta cadde in una lunga fase di decadenza e abbandono.<\/p>\n<h3><i class=\"book icon ccGrey\"><\/i>Il Novecento<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra la fine dell\u2019Ottocento e i primi anni del secolo successivo, l\u2019elite laica e quella religiosa avevano prodotto due importanti contributi per la storia della citt\u00e0: Onorato Gaetani aveva scritto nel 1885 \u201cMemorie storiche della citt\u00e0 di Gaeta\u201d, cui avevano fatto seguito, nel 1903, le \u201cMemorie religiose e civili della citt\u00e0 di Gaeta\u201d di monsignor Salvatore Ferraro. Dal secondo decennio del XX secolo Gaeta conobbe una serie di iniziative, segnale di tempi nuovi. Nel 1914 venne scoperto lo specchio d\u2019acqua del Mandracchio, un piccolo ricovero lungo corso Attico al cui posto nacque Villa delle Sirene, ampia e alberata, che avrebbe ospitato, nel 1924, anche il monumento ai Caduti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1917 iniziava una nuova rivoluzione urbana con l\u2019abbattimento di parte dei bastioni che cingevano la zona di S. Erasmo. Cadevano, in particolare, le mura della batteria Vittorio Emanuele, consentendo il riempimento di un tratto di mare e la creazione di un grande largo, l\u2019odierna Piazza Caboto, alle spalle della Gran Guardia, edificio destinato attualmente a Circolo Ufficiali, progettato nel 1786 da Pietro Paolo Ferrari. Fu realizzato anche un giardino pubblico, che nel 1926 accolse il monumento ai Caduti con la statua bronzea della Vittoria alata, opera di Aurelio Mistruzzi. La villa e la piazza vennero poi dedicate al generale Vincenzo Traniello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1920 fu inaugurato l\u2019acquedotto di Elena, ancora comune autonomo; la riunificazione tra Elena e Gaeta vi fu solo nel 1926 e, con la soppressione della provincia di Caserta avvenuta nel 1927, fu assegnata al Lazio, sotto la provincia di Roma e, dal 1934 sotto quella della neo-istituita provincia di Littoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo dopoguerra fu caratterizzato non solo da una lenta ripresa ma, soprattutto, dal passaggio di Gaeta dalla sua tradizione di citt\u00e0 militare a quella di citt\u00e0 di servizi turistici grazie anche all\u2019apertura della nuova strada Litoranea Flacca, la Terracina \u2013 Sperlonga &#8211; Gaeta, avvenuta nel 1958, che la sottraeva al suo isolamento e la immetteva nei traffici nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1971 fu istituito il Centro Storico Culturale, divenuto punto di riferimento nel panorama della cultura cittadina, con una fornita biblioteca dedicata in particolar modo alla memoria della patria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Epoca Romana Nell\u2019Et\u00e0 Romana, Gaeta divenne un rinomato luogo di villeggiatura di vari imperatori e, come nota Cicerone, un porto di notevole importanza. 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