{"id":22,"date":"2014-10-15T16:20:11","date_gmt":"2014-10-15T14:20:11","guid":{"rendered":"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/?page_id=22"},"modified":"2015-01-15T19:36:35","modified_gmt":"2015-01-15T18:36:35","slug":"aperture-monumenti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/aperture-monumenti\/","title":{"rendered":"Monumenti"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"ccGrey\"><\/h3>\n<div class=\"ccCenter\">\n<h3 class=\"ccGrey\">Chiesa del Santissimo Rosario<\/h3>\n<p><i class=\"map marker icon\"><\/i>Via Aragonese<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-85\" src=\"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/rosario_ico.jpg\" alt=\"rosario_ico\" width=\"200\" height=\"117\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La chiesa di S. Tommaso Apostolo \u00e8 storicamente documentata in un testamento del 1135 conservato nell\u2019Archivio Capitolare di Gaeta. Rientra tra le quattro parrocchie pi\u00f9 antiche di Gaeta (insieme a S. Giorgio, S. Pietro e S. Lucia). Il parroco di S. Tommaso indossava la mitria, occupava i posti maggiormente di rilievo durante le funzioni religiose e veniva spesso eletto tra i canonici della cattedrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La chiesa aveva una struttura ad una navata suddivisa in due campate coperte da volte gotiche; al nucleo originario furono aggiunti successivamente l\u2019avancorpo (ingresso e sovrastante cantoria) e il presbiterio. \u00c8 ipotizzabile che in origine la chiesa avesse uno spiazzo circostante, ma con la realizzazione di Via Aragonese (1850 ca.) l\u2019intero fianco sinistro venne a trovarsi al di sotto del piano stradale e per evitare danni causati dalle infiltrazioni meteoriche si procedette alla realizzazione di una intercapedine su tutto il muro sinistro. Davanti alla facciata, decorata solo da una piccola scultura settecentesca raffigurante la Madonna col Bambino, si apre una piazzetta con selciato in pietra calcarea, posta al termine di una ripida scalinata. Sul fianco destro della cappella si erge un campanile a vela probabilmente realizzato nel XVIII secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1725 le volte furono restaurate ad opera del vescovo Pignatelli. Nel 1809 fu soppressa la parrocchia e nella chiesa fu trasferita la sede della Confraternita del Rosario, proveniente dal convento di San Domenico. Con la Confraternita la chiesa acquisisce il nuovo nome di chiesa del SS. Rosario. Il trasferimento del pio sodalizio ha portato nel luogo di culto tutta una serie di arredi sacri provenienti proprio dalla cappella che la confraternita aveva all\u2019interno del tempio di San Domenico: altare maggiore (1738), pala d\u2019altare \u201cMadonna del Rosario con S. Domenico e S. Caterina da Siena\u201d, dono di Sebastiano Conca (1737-1738), la balaustra con gli stemmi della Confraternita sui pilastrini (1726). Sono databili al 1850 ca. gli altari laterali, alcune statue e parte del corredo della settecentesca Statua della Madonna del Rosario.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-86\" src=\"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/rosario-da-mettere-piu-grande-sotto.jpg\" alt=\"rosario-da-mettere-piu-grande--sotto\" width=\"310\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/rosario-da-mettere-piu-grande-sotto.jpg 248w, https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/rosario-da-mettere-piu-grande-sotto-186x300.jpg 186w\" sizes=\"auto, (max-width: 310px) 100vw, 310px\" \/><\/p>\n<h3 class=\"ccGrey\">Chiesa di San Domenico<\/h3>\n<p><i class=\"map marker icon\"><\/i>Via Aragonese<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-87\" src=\"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/san-domenico.jpg\" alt=\"san-domenico\" width=\"200\" height=\"221\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attuale tempio di San Domenico e il monastero annesso risalgono alla met\u00e0 del Quattrocento, quando venne distrutta la chiesa originaria per favorire la costruzione del castello aragonese. I Domenicani, per\u00f2, erano presenti a Gaeta dal 1229: la prima chiesa e convento dedicati a S. Domenico di Guzm\u00e1n (1170 ca. &#8211; 1221), fondatore dell\u2019Ordine dei Frati Predicatori, furono costruiti nel corso del XIII secolo nell\u2019area gi\u00e0 occupata dal castello svevo, distrutto dalle truppe pontificie. Il complesso, costruito a ridosso della falesia sul mare, obliter\u00f2 il monastero di S. Maria delle monache benedettine. Nel convento fu avviato alla vita religiosa Tommaso De Vio (1484), poi cardinale e vescovo di Gaeta (1519-1534), nonch\u00e9 legato papale presso Lutero (1518).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante l\u2019occupazione austriaca (1707) il complesso sub\u00ec gravi danni. Sotto i Francesi (1809) venne soppresso il convento per trasformarlo in caserma, mentre la chiesa divenne deposito di viveri per i militari. Nel 1813 alcune opere d\u2019arte furono rimosse dalla chiesa: l\u2019organo e la statua del santo furono trasferite nella chiesa di S. Croce di Spigno Saturnia (distrutta durante la battaglia di Cassino, 1944). Anche il successivo Regno borbonico continu\u00f2 ad utilizzare il complesso per scopi militari (1817). La chiesa fu restaurata alla fine degli anni Venti del Novecento e fu temporaneamente dotata di opere d\u2019arte provenienti dal Museo di Capodimonte. Fino alla fine degli anni Sessanta del Novecento fu officiata parrocchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019imponente struttura \u00e8 composta da due navate diseguali su disegno tardo gotico di architetti catalani trapiantati nel regno di Napoli dopo la conquista da parte di Alfonso V d\u2019Aragona (1442). La facciata, ampia e spoglia, \u00e8 caratterizzata dal portale monumentale del XIV secolo. Alla destra del portale vi \u00e8 un\u2019altra apertura: l\u2019originale passaggio tra chiesa e convento. La chiesa \u00e8 tuttora consacrata, mentre il convento \u00e8 in totale abbandono. La chiesa e il convento si affacciano su una piazzetta a lato della strada, che fino al 1853, anno dell\u2019ampliamento di via Aragonese, era poco pi\u00f9 di un vicolo; sulla destra si erge il campanile con eleganti bifore e portale catalano decorato da stelle a otto punte, residuo del precedente convento del XIII secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi si pu\u00f2 ammirare l\u2019imponente struttura gotica con le altissime campate e le eleganti arcate quattrocentesche. Al centro dell\u2019abside si erge l\u2019altare maggiore, un semplice blocco di pietra realizzato nel 1928. Nel convento dal 1622 aveva sede la Confraternita del SS. Rosario, che possedeva una ricchissima cappella nella chiesa. Nel 1809 la soppressione del convento ad opera del governo decennale francese, fece si che la Confraternita si trasferisse nella vicina chiesa di S. Tommaso. Sotto il presbiterio della chiesa e sotto la sacrestia sono presenti alcuni ambienti a mo di cripta utilizzata dal 1747 quali \u201cTerra Santa\u201d.<\/p>\n<div class=\"ui divider\"><\/div>\n<h3 class=\"ccGrey\">Terra Santa di San Domenico<\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-88\" src=\"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/terrasanta-.jpg\" alt=\"terrasanta\" width=\"200\" height=\"134\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Confraternita del SS. Rosario, eretta canonicamente il 4 settembre 1607, aveva tra i propri compiti il pietoso rito di dare sepoltura ai propri adepti. Per avere maggiore disponibilit\u00e0 di spazi, nel 1747 venne costruita sotto il complesso monastico di San Domenico una cappella ad uso Terra Santa al fine di seppellire parte dei propri confratelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attuale scala di accesso \u00e8 il risultato di una serie di vicissitudini conclusesi nel 1853, ma in ogni caso la cappella \u00e8 stata utilizzata per le sepolture dalla fondazione fino al 1808????, salvo eccezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pianta del piccolo cimitero \u00e8 organizzata su tre navate con tre campate, quindi l\u2019intera copertura si regge su quattro pilastri che scandiscono l\u2019intero luogo ambiente e l\u2019altare \u00e8 posto ortogonalmente rispetto all\u2019ingresso. Oggi su ogni mensola \u00e8 posto un cranio con 2 femori. Nella navata di destra sono presenti due riquadri di terra dove inumare i defunti, mentre al centro del pavimento \u00e8 la botola ossaria. Le pareti presentano una serie di mensole in pietra che dovevano sorreggere piani in legno. Tra gli oltre settanta teschi esposti, ne figurano alcuni con una lamina metallica a forma di croce applicata sulla parte frontale, probabilmente il segno distintivo degli ecclesiastici. Sulla parete di fondo vi \u00e8 una teca che conteneva un corpicino imbalsamato oggi scomparso: sulla teca un\u2019epigrafe del 1861 da tutti i riferimenti confermati anche dai dati d\u2019archivio. Nella teca sono rimasti una serie di oggetti: un cuscino imbottito di foglie, una cuffia con il bordo ricamato, una ghirlanda di fiori finti per i capelli, vari elementi dell\u2019abitino e le calze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I resti mortali esposti nella Terrasanta sono uno spunto di riflessione sulla caducit\u00e0 della vita, sulle vanit\u00e0 terrene e sull\u2019inutilit\u00e0 dell\u2019attaccamento degli uomini alle fattezze esteriori: \u201cMemento mori\u201d.<\/p>\n<div class=\"ui divider\"><\/div>\n<h3 class=\"ccGrey\">Chiesa di San Giovanni a mare<\/h3>\n<p><i class=\"map marker icon\"><\/i>Via Bausan<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-89\" src=\"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/torrino_s_g_mare.jpg\" alt=\"torrino_s_g_mare\" width=\"200\" height=\"146\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019edificio \u00e8 tra le costruzioni pi\u00f9 antiche di Gaeta in quanto la decorazione del torrino si data tra la fine del XI e l&#8217;inizio del sec. XII. La chiesa venne edificata utilizzando materiali di spoglio, sia di et\u00e0 romana che alto-medievale. Il luogo di culto a croce latina, \u00e8 suddiviso in tre navate con eleganti volte gotiche sorrette da otto colonne di riuso, cos\u00ec come i capitelli, alcuni dei quali alto-medievali, forse residuo di una precedente chiesa, altri in stile corinzio di et\u00e0 romana; uno splendido arco acuto \u00e8 nell&#8217;abside mentre le navate laterali hanno le volte a crociera. Al centro delle volte si eleva la cupola circolare, poggiante su quattro archi acuti generando all\u2019esterno il torrino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intero edificio mostra un pavimento inclinato verso l\u2019ingresso, espediente di accentuazione prospettica comune a molte chiese medievali che ha lasciato fantasticare sul possibile ingresso della marea nella chiesa. Con i restauri del 1928 sono state rimosse tutte le decorazioni barocche riportando in alla luce affreschi trecenteschi, attribuiti alla scuola del Cavallini, oggi in parte staccati trasferiti al Museo Diocesano. Il paliotto dell\u2019altare \u00e8 stato realizzato con una lastra di sarcofago romano in parte riscolpito nel quattrocento per sacralizzarlo con una croce. Saltuariamente officiata fino al 1998, \u00e8 attualmente chiusa in attesa di restauri statici.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-90\" src=\"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/sangiovanni-mettere-grande-sotto.jpg\" alt=\"sangiovanni-mettere-grande-sotto\" width=\"500\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/sangiovanni-mettere-grande-sotto.jpg 500w, https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/sangiovanni-mettere-grande-sotto-300x133.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 class=\"ccGrey\">Cripta del Duomo<\/h3>\n<p><i class=\"map marker icon\"><\/i>Piazza Papa Gelasio<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-91\" src=\"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/succorpo.jpg\" alt=\"succorpo\" width=\"200\" height=\"299\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Duomo di Gaeta, dedicato a S. Maria Assunta in cielo fu costruito nei secoli X-XI probabilmente dove sorgeva una chiesa risalente forse al VII secolo (S. Maria del Parco). Tra la fine dell\u2019VIII secolo e l\u2019inizio di quello successivo, il vescovo di Formia si rifugi\u00f2 nella fortezza di Gaeta e in quel momento fece nascondere in un pilastro della chiesa i resti di S. Erasmo, vescovo di Antiochia, morto a Formia il 2 giugno 303. Dopo oltre un secolo, il ritrovamento delle reliquie dette il via ai lavori per la costruzione di un\u2019imponente cattedrale. Papa Pasquale II nel 1106 consacr\u00f2 la nuova cattedrale a 5 o a 7 navate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1148 un privato don\u00f2 un terreno alla cattedrale per la costruzione della torre campanaria. Il monumentale campanile venne realizzato su disegno di Nicol\u00f2 d&#8217;Angelo, marmorario romano della famiglia dei Vassalletto. Alto 57 metri, in stile arabo-normanno, ha il basamento composto da innumerevoli blocchi provenienti da monumenti romani e medievali (particolarmente dal mausoleo di Lucio Sempronio Atratino), gli altri livelli sono stati realizzati in laterizio con ricorsi di materiale lapideo, il torrino \u00e8 decorato da innumerevoli scodelle arabo moresche. La scalea sottostante la torre campanaria da accesso alla chiesa: lungo la scala sono ben visibili due bassorilievi rappresentanti Giona che viene ingoiato e risputato dal pistrice, elementi facenti parte dell\u2019antico pulpito del duomo. Sotto le sculture si trovano due sarcofagi romani strigilati (vasche della prima met\u00e0 del III sec.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal campanile si accede anche nella seicentesca cripta o succorpo. Nel 1594, dopo la ricognizione canonica delle reliquie dei santi conservate in cattedrale si procede alla realizzazione della cripta destinata a contenere, sotto l\u2019altare, le reliquie dei martiri: S. Erasmo, S. Marciano (primo vescovo di Siracusa), S. Casto (primo vescovo di Sessa Aurunca), S. Secondino (vescovo di Sinuessa), S. Probo (vescovo di Formia nel 303), S. Innocenzo (vescovo) e S. Eupuria (martire). Il succorpo realizzato ad una navata su disegno degli architetti napoletani Lazzari, mostra le pareti rivestite di marmi policromi e le volte decorate con stucchi e affreschi di Giacinto Brandi (1662-64) rappresentanti, al centro, Dio Padre con cherubini e la Gloria di S. Erasmo (entrambi perduti a causa di una bomba aerea che colp\u00ec la cattedrale la notte tra l\u20198 e il 9 settembre 1943), sempre al centro la gloria degli altri santi, mentre ai lati il pittore ha voluto inserire una serie di figure allegoriche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di altissimo valore artistico \u00e8 il paliotto dell\u2019altare e la balaustra dove i marmorari dell\u2019epoca utilizzarono un\u2019enorme variet\u00e0 di marmi policromi e pietre preziose per rappresentare vasi di fiori, uccelli e decori vari. Sempre di Brandi \u00e8 la pala d\u2019altare con il Martirio del vescovo antiocheno (1664). Chiude la cripta un straordinario cancello in bronzo (1692) con le effigi della citt\u00e0. Attualmente la sovrastante cattedrale \u00e8 chiusa al culto per lavori di consolidamento statico.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-92\" src=\"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/campanile_s_erasmo.jpg\" alt=\"campanile_s_erasmo\" width=\"500\" height=\"318\" srcset=\"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/campanile_s_erasmo.jpg 500w, https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/campanile_s_erasmo-300x190.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"ui divider\"><\/div>\n<h3 class=\"ccGrey\">San Francesco<\/h3>\n<div class=\"ui divider\"><\/div>\n<h3 class=\"ccGrey\">Chiesa e Congrega di Porto Salvo<\/h3>\n<p><i class=\"map marker icon\"><\/i>Via Indipendenza<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-93\" src=\"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/portosalvo_ico.jpg\" alt=\"portosalvo_ico\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/portosalvo_ico.jpg 200w, https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/portosalvo_ico-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il luogo di culto \u00e8 tra le pi\u00f9 significative testimonianze di fede verso la Madonna protettrice del mare e di tutti coloro che vi lavorano. La chiesa, fondata nel 1624, rimase sempre esposta alla frequentazione degli assedianti la citt\u00e0 nelle mura, subendo gravi danni. Dopo l\u2019ultima guerra mondiale vi fu trasferita la Parrocchia dei Santi Cosma e Damiano a causa delle devastazioni belliche dell&#8217;omonimo edificio. Alla chiesa di Porto Salvo si accede da via Indipendenza attraverso una monumentale scalinata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019interno \u00e8 interamente decorato con stucchi barocchi. Nella seconda cappella destra sono esposte le statue dei Santi Medici protettori del Borgo. Significativo l\u2019altare maggiore sovrastato da una nicchia marmorea per la Madonna di Porto Salvo. Dal presbiterio si accede alla Cappella dei pescatori, oratorio dove troneggiava il dipinto della Madonna di Porto Salvo e altre opere pittoriche relative alla vita della Madonna.<\/p>\n<div class=\"ui divider\"><\/div>\n<h3 class=\"ccGrey\">San Cosma Vecchio<\/h3>\n<p><i class=\"map marker icon\"><\/i>San Cosma Vecchio<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-94\" src=\"https:\/\/comunicacity.net\/gaeta\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2014\/10\/s_cosma_vecchio_fonte.jpg\" alt=\"s_cosma_vecchio_fonte\" width=\"200\" height=\"204\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019antica chiesa dedicata ai Santi Cosma e Damiano sorge nel cuore del Borgo nella zona denominata \u201cCastelli\u201d. La prima citazione documentata risale all\u2019anno 997: in tale atto, raccolto nel Codex Diplomaticus Cajetanus, si fa riferimento alle devastazioni della chiesa ad opera dei Saraceni, quindi probabilmente, prima del 915. Nel corso dei secoli la struttura \u00e8 stata pi\u00f9 volte danneggiata a causa di avvenimenti bellici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi l\u2019edificio, di chiara matrice gotica, risulta in parte demolito, rispetto alla struttura originaria a causa dei danni subiti durante l\u2019ultima guerra mondiale. Il portale \u00e8 del 1749, mentre il campanile sulla facciata si data a qualche decennio dopo. L\u2019abitato di Gaeta all\u2019inizio dell\u2019et\u00e0 moderna risultava diviso in due entit\u00e0: la fortezza (attuale quartiere S. Erasmo) e il Borgo, quale antemurale della citt\u00e0 vera e propria. Ecco che il 6 luglio 1591 il Vescovo di Gaeta, Alfonso Laso Sedegno, obbligava i parroci delle chiese fuori le mura a battezzare nel fonte installato da pochi mesi nella parrocchia di San Cosma e vietava agli stessi sacerdoti di recarsi a battezzare nel duomo dove era situato il fonte battesimale della citt\u00e0. Il fonte del Borgo \u00e8 ancora presente nella chiesa entrando a destra<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiesa del Santissimo Rosario Via Aragonese La chiesa di S. Tommaso Apostolo \u00e8 storicamente documentata in un testamento del 1135 conservato nell\u2019Archivio Capitolare di Gaeta. 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