{"id":52,"date":"2015-08-13T12:41:17","date_gmt":"2015-08-13T10:41:17","guid":{"rendered":"https:\/\/comunicacity.net\/galverla\/?page_id=52"},"modified":"2015-08-31T11:30:19","modified_gmt":"2015-08-31T09:30:19","slug":"i-comuni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/comunicacity.net\/galverla\/i-comuni\/","title":{"rendered":"I Comuni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La superficie territoriale interessata dal GAL \u00e8 di complessivi 994,23 Km2, di cui 857,56 Km2 (86,3%) sono ricadenti in territorio montano con quote altimetriche che variano da un minimo di 104 metri s.l.m. ad un massimo di 2.242 metri s.l.m. (Monte Meta). La maggior parte dei Comuni del GAL sono dichiarati montani 857,56 Km2 pari al (86,3%) e la superficie del GAL in zona protetta \u00e8 pari al 9%.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">I centri storici sono situati in posizione elevata (da 369 a 926 metri s.l.m.), spesso costruiti intorno a castelli medioevali. Il territorio, inoltre, presenta diversi parchi e diversi siti di importanza comunitaria SIC e ZPS. La popolazione residente nell\u2019ambito del territorio delimitato dal GAL \u00e8 di 95.499 abitanti.<\/span><\/p>\n<div class=\"ccCenter\"><img decoding=\"async\" class=\"rounded ui image large\" src=\"https:\/\/comunicacity.net\/galverla\/wp-content\/uploads\/sites\/19\/2015\/08\/territorio-Galverla.jpg\" alt=\"facciata\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Arpino<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La citt\u00e0 di Arpino si sviluppa sul versante sinistro della media valle del fiume Liri, su di un sistema collinare ad un&#8217;altitudine di circa 450 m s.l.m.. Il centro \u00e8 dominato dall&#8217;acropoli, detta di Civitavecchia (650 m).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nel territorio comunale si raggiunge un&#8217;altitudine massima di 837 m (localit\u00e0 Montecoccioli) mentre l&#8217;altitudine minima \u00e8 di 192 m s.l.m.. Il territorio, per lo pi\u00f9 votato all&#8217;agricoltura (numerosi gli oliveti secolari) e tuttora scarsamente urbanizzato, \u00e8 ricco di boschi.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Acquafondata<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Situata a 926 metri di altezza al centro di un vallata posta sull&#8217;altopiano delle Mainarde, in direzione del Volturno, \u00e8 circondata da rilievi boscati ed un paesaggio carsico con acque che si infiltrano in profondit\u00e0 (da cui il nome del centro Aqua fondata, &#8220;acqua che precipita in basso&#8221;).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il paese trae origine dal processo d&#8217;incastellamento voluto dai conti di Venafro che fondarono i villaggi fortificati di Acquafondata, Casalcassinese (oggi &#8220;frazione&#8221;) e Viticuso, dapprima contrastati dai monaci di Montecassino, poi da loro acquisiti intorno al 1088.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Alvito<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nei documenti storici la denominazione Alvito compare per la prima volta nell\u2019anno 1096. La signoria ed il castello appartennero ai D\u2019Aquino dal 1100 fino all\u2019avvento degli Angioini i quali, favoriti dalla distruzione della rocca conseguente al terremoto del 1349 che comport\u00f2 la morte di Adenolfo III\u00b0 d\u2019Aquino e dei suoi eredi, vi insediarono militari francesi tra i quali i Cantelmo che la riedificarono.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">I Cantelmo riuscirono a creare un vasto dominio feudale fra Abruzzo e Campania, con le contee di Popoli ed Alvito; nel Quattrocento l\u2019intera valle e la contea di Sora erano saldamente nelle loro mani con Alvito capitale del loro stato.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Belmonte Castello<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Situato tra la Valle di Comino e quella del cassinate, il centro urbano \u00e8 datato intorno all\u2019anno Mille. Nel 990 il territorio di Belmonte apparteneva al ducato di Capua per essere trasferito poi ai d\u2019Aquino, poi ai Cantelmo, quindi ai Carafa, Borgia, Navarro, Cardona ed ai Gallio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Devastato dai terremoti e semidistrutto nella seconda guerra mondiale, dell\u2019antico centro \u00e8 ancora possibile riconoscere la cinta muraria con le sue tre porte principali, il luogo ove sorgeva il castello di cui \u00e8 presente l\u2019alta torre, i resti dell\u2019acquedotto romano scavato nella roccia, risalente al I\u00b0 secolo a.C. e la chiesa di San Nicola del XII secolo.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Atina<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Atina, cos\u00ec come Arpino, \u00e8 una delle cosiddette citt\u00e0 saturnie, citata da Virgilio che la annovera tra le cinque citt\u00e0 del Lazio alleate contro Enea, definendola \u201cpotens\u201d. Sotto il dominio di Roma ebbe il rango di prefettura, poi di colonia ed infine di municipio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Occupata dai longobardi, saccheggiata dai saraceni, sottoposta ai duchi di Capua, poi al conte dei Marsi, fino a diventare feudo dei duchi d\u2019Aquino.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Boville Ernica<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Edificata su un colle da dove domina la valle del Liri, del Cosa e del Sacco, ha una storia che affonda le radici nell\u2019epoca preromana, cos\u00ec come attestano i numerosi rinvenimenti archeologici provenienti dal suo territorio risalenti al III\u00b0 secolo a.C. e le imponenti mura pelasgiche che la cingono.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Sulla sommit\u00e0 di Monte Fico sono state rinvenute numerose statuette votive raffiguranti un bue, da cui deriva il primitivo nome del centro, \u201cBauco\u201d, che ricorda il culto agricolo del dio Bove, simbolo della fecondit\u00e0. Mura pelagiche, il castello, la cinta muraria medioevale con ben 18 torri caratterizzano l\u2019antico centro.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Broccostella<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Territorio del GalverlaPresso il centro Madonna della Stella sono stati ritrovati reperti che fanno pensare ad un insediamento di epoca romana. In un documento del 1017 si fa riferimento al colle Brocco e ad una chiesa di San Vito, ma non ad un centro abitato. Il castello fu eretto tra questa data e il 1137. Il castello di Brocco, seguendo le vicende di Sora, fu al centro dello scontro tra Imperatori e Papi nel basso Medioevo, nel 1230 fu distrutto da Federico II come altri centri fortificati della Ducato di Sora. Un anonimo nel 1579 lo descrive come:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"> \u00ab &#8230; Castelletto murato in cima d&#8217;un bellissimo colle: fa veramente circa 75 fuochi, &#8230; Ha nel suo piano una bellissima pesca di trotte e di carpioni nel fiume Fibreno &#8230; \u00bb<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Campoli Appennino<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Localizzata sull\u2019orlo di una grande dolina carsica denominata Fossa o Tomolo, Campoli \u00e8 uno dei paesi del versante laziale del Parco Nazionale d\u2019Abruzzo, Lazio e Molise, con territori montani di grande pregio ambientale e paesaggistico fra i quali la forra del Torrente Lacerno, affluente del Liri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">L\u2019edificato medievale di Campoli risale alla dominazione longobarda (mura, case torri e la maestosa torre quadrata) ma i reperti archeologici rinvenuti nel territorio confermano l\u2019esistenza di antichi insediamenti di et\u00e0 romana (mosaici di ville a Carpello, resti di acquedotto e di due ponti).<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Casalattico<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">CasalatticoFrazionato in pi\u00f9 nuclei sparsi nel territorio, dalla piana del fiume Melfa fino ai 719 metri s.l.m. di Montattico, Casalattico presenta un ricco patrimonio naturalistico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Dal punto di vista politico i centri che oggi formano il comune di Casalattico furono legati da prima alle signorie che si succedettero nel possesso della Valle di Comino (es. D\u2019Aquino, Cantelmo..) e successivamente alla contea di Arpino.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Casalvieri<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il centro sorge sulla sponda destra del fiume Melfa all\u2019ingresso delle omonime gole. Come in tutto il territorio del Gal vi sono testimonianze di attivit\u00e0 umana dal paleolitico fino all\u2019et\u00e0 romana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nel suo territorio, in localit\u00e0 Pescarola, sono stati rinvenuti importanti depositi votivi risalenti al IV\u00b0 secolo a.C. cos\u00ec come tracce di un antico impianto termale con relativo sistema di canalizzazione.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Colle San Magno<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Comune montano di origini antiche, il cui nome, a cui fu aggiunto successivamente quello del santo patrono, deriva dall\u2019insediamento medioevale sorto sopra una collina mentre i resti di un villaggio trovato nel suo territorio risalgono addirittura all\u2019Et\u00e0 del bronzo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La nascita del paese \u00e8 ben documentata solo dopo il Mille, quando la popolazione della Civitas Castrum Coeli cominci\u00f2 ad abbandonare l\u2019insediamento del monte Asprano, dividendosi tra Castrocielo e Colle.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Fontechiari<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">L\u2019attuale nome del paese deriva da una sorgente, che, nel 1732, era denominata Fons Clara; sino al 1862, infatti, il comune si era chiamato Schiavi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Si colse l\u2019occasione della proclamazione dell\u2019unit\u00e0 per cambiare il nome in Fontechiari. Si fa risalire al X\u00b0 secolo l\u2019origine del borgo costruito ad opera dei monaci benedettini per il controllo del territorio collocato fra le citt\u00e0 di Sora, Alvito, ed Arpino.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Gallinaro<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il piccolo comune \u00e8 edificato su un rilievo collinare al centro della Valle di Comino. Intorno al 1023-1047 il paese fece parte della contea di Sora, per passare in seguito alle dipendenze di Montecassino.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">In un periodo non precisato dalle fonti, a Gallinaro sorse il Santuario di San Gerardo, dedicato ad un eremita inglese morto nel 639 nel piccolo paese di ritorno dalla Terra Santa, beatificato da papa Gregorio XI\u00b0 e chiamato dai suoi fedeli il \u201cSanto dei miracoli\u201d.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Monte San Giovanni Campano<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Dal nome di una chiesa dedicata a San Giovanni, a cui venne aggiunto nell\u2019anno Mille l\u2019appellativo \u201cCampano\u201d poich\u00e9 sito nella provincia pontificia di Campagna, il comune non ha origini certe, ma dalla documentazione storica risulta che intorno ai primi decenni dell\u2019XI\u00b0 secolo compare il castello alla sommit\u00e0 della collina su cui \u00e8 sito.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Pescosolido<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La storia di Pescosolido sembra risalire al IX\u00b0 secolo, anche se presso il confine con Campoli Appennino sono stati ritrovati diversi resti archeologici di et\u00e0 romana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Una prima menzione del paese si ha nel 1159 mentre per tutta la durata del Medioevo non si contano i passaggi di signoria, che seguono le vicende della vicina Sora.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Picinisco<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il Comune di Picinisco presenta tracce della presenza di antichi popoli italici e delle invasioni successive (sanniti, romani, saraceni). A partire dal medioevo il centro segue le sorti delle citt\u00e0 vicine, in particolare di Atina ed Alvito, alle cui giurisdizioni politiche ha fatto capo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nel 1150 abbiamo la prima menzione storica della localit\u00e0 piciniscana, in un documento di re Ruggero che delimita i confini di Atina. Con gli Hohenstaufen Picinisco fu dominio regio, ma gli Angioini lo concessero ai diversi signori della contea di Alvito, che lo tennero come feudo fino al 1806.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Posta Fibreno<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il termine Fibreno \u00e8 stato aggiunto all\u2019originario nome di Posta nel 1877. Analoga agli altri comuni delle Valle la storia pi\u00f9 antica; il centro \u00e8 menzionato per la prima volta, in una donazione a favore di Montecassino fatta risalire al 970.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Descritto da Giulio Prudenzio nel 1574 come un piccolo borgo noto per i suoi carpioni (trote) e per l&#8217;abbondanza della pesca, il paese \u00e8 anche raffigurato nel secolo XVII in una formella di stucco della Villa Gallia. Posta perse l&#8217;autonomia agli inizi dell&#8217;Ottocento, e venne associata a Vicalvi a cui rimase legata fino al 1956 quando, malgrado diversi tentativi di rendersi autonoma, con apposita legge torn\u00f2 all&#8217;antica autonomia amministrativa.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Ripi<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ripi, nel territorio del GalverlaDi origine volsca, fu conquistata dagli Ernici per poi diventare nel 306 a.C. colonia romana. Dopo la caduta di Roma e le successive invasioni barbariche, Ripi entr\u00f2 subito a far parte del dominio temporale del Papa sotto l&#8217;amministrazione della Diocesi di Veroli. Con la discesa di Carlo Magno in Italia, anche Ripi sub\u00ec il processo di feudalizzazione e fu governata dai missi dominici (Comes) inviati dal Papa. Le lotte all&#8217;interno della Curia tra le famiglie romane, permisero l&#8217;estinzione dell&#8217;autorit\u00e0 dei Comes e al territorio della diocesi di godere di ampia autonomia.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>San Biagio Saracinisco<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il suo nome deriva dalla chiesa dedicata all\u2019omonimo santo e nel corso dell\u2019Ottocento vi si aggiunse l\u2019attributo \u201cSaracinisco\u201d (da Caracenisco) per ricordare la presenza dalla popolazione sannitica dei Caraceni, cui devono attribuirsi le mura poligonali e, in parte, reperti archeologici ed il sepolcreto in localit\u00e0 \u201cOmini morti\u201d che, posto alle falde di monte Santa Croce, risale forse all\u2019epoca degli scontri sannitico-romani.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>San Donato Val di Comino<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il nome ha origine dal santo venerato nel paese a cui fu aggiunta nel 1862 la specificazione Val di Comino, per distinguersi da altri paesi omonimi. Mura poligonali e reperti di epoca romana sono stati rinvenuti in localit\u00e0 San Fedele, nei pressi della sorgente omonima. Il primo nucleo del centro abitato \u00e8 edificato intorno alla chiesa di San Donato forse costruito dagli abitanti dello scomparso castello di Sant\u2019Urbano.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Sant&#8217;Elia Fiume Rapido<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Sant&#8217;Elia Fiumerapido \u00e8 un comune italiano di 6.283 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La storia del paese si lega strettamente a quella del vicino Monastero benedettino di Montecassino. Infatti fu fondata, su una collinetta alla sinistra del corso del fiume Rapido, dall\u2019abate Mansone di Montecassino attorno all&#8217;anno 990 e prese il nome da una piccola chiesa dedicata al Santo Profeta, esistente all&#8217;epoca di poco pi\u00f9 a valle del nuovo paese, proprio nei pressi del fiume, dove ancora oggi \u00e8 possibile ammirare la parte superiore di un ponte romano detto di Sant&#8217;Elia Vecchio.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Settefrati<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Anche se diversi resti archeologici sono stati trovati in molti punti del territorio settefratese, l\u2019origine del centro va fatta risalire alla presenza di una chiesa alto medievale dedicata a sette fratelli, figli di Santa Felicita, uccisi nel 164 d.C. a Roma, durante le persecuzioni contro i Cristiani.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il nome dell\u2019abitato compare per la prima volta nell\u2019anno 991, quando \u00e8 menzionato in un documento cassinese e il suo castello, sul piano politico risulta legato alla signoria cominese di Atina-Alvito ed alla contea sorana, mentre sul piano religioso \u00e8 collegato ai benedettini di San Vincenzo al Volturno e poi a quelli di Montecassino.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Terelle<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Terelle \u00e8 posto sul versante orientale del Monte Cairo; ha seguito le sorti, prima della contea di Aquino e poi del monastero di Montecassino.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Un periodo di disordini fu il Cinquecento quando l\u2019intero Lazio venne sconvolto da orde di briganti che, rifugiati sul monte Cairo, infestavano l\u2019intera zona. Nell\u2019ottocento gli abitanti conobbero in prima persona il brigantaggio filoborbonico, a cui fecero fronte schierandosi per l\u2019unificazione nazionale.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Vallerotonda<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il territorio di Vallerotonda presenta resti archeologici di epoca romana e preromana mentre il nucleo urbano primitivo risale al primo medioevo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"> Vallerotonda per la sua posizione geografica \u00e8 stata esterna alle principali direttive di collegamento per diversi secoli; oltre alle distruzioni dei disastrosi terremoti del 1349 e 1915, una continua emigrazione, soprattutto a partire dall\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia e fino al secondo dopoguerra ha ridotto il numero degli abitanti.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Veroli<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">L\u2019antica \u201cVerulae\u201d degli ernici, rappresenta uno dei centri della Ciociaria pi\u00f9 ricco di storia, cultura ed arte. Arroccato su un colle, ove nella parte pi\u00f9 alta \u00e8 sita l\u2019acropoli e pi\u00f9 in basso la citt\u00e0 vera e propria, domina l\u2019area interna che collega la valle del Sacco con la conca sorana, controllando il nodo strategico che unisce le citt\u00e0 di Ferentino, Alatri e Sora.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Vicalvi<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Le notizie sul paese medievale risalgono al X secolo quando la zona era dominata dai longobardi che avevano a Vicalvi un gastaldo e nel momento in cui il territorio entr\u00f2 nell\u2019orbita dei conti dei Marsi, il castello vicalvese divenne dimora comitale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Sul paese ebbero interesse anche i monaci cassinesi, che possedettero una prepositura rimasta in vita sino alla fine del Medioevo (oggi \u00e8 posta nel limitrofo comune di Casalvieri) e dall\u2019856 il centro entr\u00f2 a far parte dei possedimenti di Montecassino.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Villa Latina<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">L\u2019antico centro di Agnone, edificato intorno all\u2019anno Mille, si \u00e8 reso autonomo dalla vicina Atina nel 1832, mentre il nome attuale \u00e8 stato assunto nel 1862 per sottolineare la presenza nel proprio territorio di importanti resti archeologici di epoca romana (ville come quella Orrea, monumenti, resti di terme e di un acquedotto).<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Villa Santa Lucia<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Villa Santa Lucia, territorio del GalverlaVilla Santa Lucia, medaglia d\u2019Argento al Merito Civile, \u00e8 un comune del Lazio meridionale situato alle pendici del monte Cairo, distante pochi chilometri da Cassino.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il centro storico abbonda di reperti archeologici ritrovati sul territorio nel corso degli anni. Molti dei reperti sono visibili perch\u00e9 inseriti nei muri di edifici pubblici e privati, questa particolarit\u00e0 rende il borgo molto interessante per quei turisti amanti della storia e dell&#8217;architettura.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La superficie territoriale interessata dal GAL \u00e8 di complessivi 994,23 Km2, di cui 857,56 Km2 (86,3%) sono ricadenti in territorio montano con quote altimetriche che variano da un minimo di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":8,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[24],"class_list":["post-52","page","type-page","status-publish","hentry","tag-bullseye"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>I Comuni - GALVERLA<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/comunicacity.net\/galverla\/i-comuni\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"I Comuni - 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