{"id":145,"date":"2017-05-02T13:31:31","date_gmt":"2017-05-02T11:31:31","guid":{"rendered":"https:\/\/comunicacity.net\/provinciadifrosinone\/?post_type=turismo&#038;p=145"},"modified":"2017-05-02T13:31:31","modified_gmt":"2017-05-02T11:31:31","slug":"anagni-la-citta-dei-papi","status":"publish","type":"turismo","link":"https:\/\/comunicacity.net\/provinciadifrosinone\/turismo\/anagni-la-citta-dei-papi\/","title":{"rendered":"Anagni, la Citt\u00e0 dei Papi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Anagni<\/strong> \u00e8 un comune italiano di 21.\u00a0441 abitanti.<\/p>\n<p>\u00c8 nota come la <strong><em>citt\u00e0 dei Papi<\/em><\/strong>, per aver dato i natali a quattro pontefici (<strong>Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII<\/strong>) e per essere stata a lungo residenza e sede papale.<\/p>\n<p>In particolare il nome di Anagni \u00e8 legato alle vicende di <strong>Papa Bonifacio VIII<\/strong> e all&#8217;episodio noto come <strong>lo <em>schiaffo di Anagni<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Nel <strong>centro medievale<\/strong>, fatto di edifici eleganti ed austeri, di chiese romaniche, di campanili,\u00a0 logge e di piazze dall&#8217;architettura sobria ed essenziale, sono di grande interesse il <strong>duecentesco palazzo di Bonifacio VIII<\/strong>, il <strong>palazzo civico<\/strong>, la <strong>casa Barnekow<\/strong> e le numerose chiese, tra cui spicca <strong>la cattedrale<\/strong>, con la <strong>splendida cripta i cui affreschi<\/strong> <strong>costituiscono uno dei pi\u00f9<\/strong> <strong>interessanti cicli pittorici del Duecento italiano<\/strong>.<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong>Suggestiva\u00a0immagine del centro storico medievale.\u00a0Al centro\u00a0la scenografica scalinata che curva dietro le tre absidi della Cattedrale di Anagni\u00a0&#8211;\u00a0 Foto di <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/cuppini\/16536929216\/in\/dateposted\/\">Riccardo Cuppini<\/a><\/p>\n<p>Oggi Anagni si \u00e8 affermata come centro commerciale ed \u00e8, con oltre 500 aziende, <strong>il polo industriale pi\u00f9 grande del Lazio meridionale<\/strong> e uno dei pi\u00f9 importanti del centro Italia.<\/p>\n<p>Anagni \u00e8 situata su di un colle nella valle Latina (o valle del Sacco), in Ciociaria. Dista 72 \u00a0km da Roma centro, 47\u00a0km dal G.R.A. e circa 21\u00a0km da Frosinone. Il suo vasto territorio varia molto a seconda della zona, si passa dai 119 m s.l.m. presso la frazione di Pantanello ai 993 m s.l.m. del monte Porciano, all&#8217;interno della catena montuosa dei monti Ernici.<\/p>\n<p>Anagni, l&#8217;antica <strong><em>Anagnia<\/em><\/strong> capitale degli Ernici, si erge su di una collina tra i monti Ernici e la Valle del Sacco.<\/p>\n<p>La leggenda la annovera tra <strong>le <em>citt\u00e0 saturnie<\/em><\/strong>, le cinque citt\u00e0 della Ciociaria <strong>fondate dal dio Saturno<\/strong> (<strong>Anagni, Alatri, Arpino, Atina e Ferentino<\/strong>, quest&#8217;ultima detta anche <strong>Antino<\/strong>).<br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\nUn altro\u00a0scorcio del\u00a0borgo medioevale\u00a0di Anagni\u00a0&#8211; Foto di\u00a0Fabrizio Monti<\/p>\n<p><strong>Sottomessa dai Romani nel 306 a.C., divenne prefettura e poi municipio<\/strong>. Il generale e console romano (69 d.C.) <strong>Fabio Valente<\/strong> nacque ad Anagni nel 35 a.C.,membro di una importante famiglia equestre della citt\u00e0; fu amico intimo dell&#8217;imperatore Nerone e comandante della Legio I Germanica. Durante l&#8217;Anno dei Quattro Imperatori fu comandante delle truppe di Vitellio e vero governante dell&#8217;Impero romano. nel 1160, durante le lotte tra papa Alessandro III e Federico Barbarossa, ad Anagni venne pronunciata la scomunica contro l&#8217;imperatore e contro l&#8217;antipapa Vittore IV.<\/p>\n<p>Fu libero comune e<strong> nel XIII secolo cadde sotto la signoria dei Caetani<\/strong>. In questo periodo visse una fase di straordinario splendore, arrivando a contare circa 50.000 abitanti, dando alla Chiesa ben quattro papi e divenendo residenza pontificia, tanto da meritare l&#8217;appellativo di &#8220;Citt\u00e0 dei Papi&#8221; (Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII). In seguito al ritorno dei papi a Roma la citt\u00e0 sub\u00ec un forte declino e torn\u00f2 a contare a distanza di pochi anni circa 2700 abitanti, durante questo periodo fu retta da duchi nominati dalla chiesa.<\/p>\n<p><strong>La citt\u00e0 fu teatro delle lotte tra i Colonna, il re di Francia Filippo il Bello e papa Bonifacio VIII<\/strong>, che qui venne fatto prigioniero e avvenne il celebre episodio dello &#8220;<strong>schiaffo di Anagni<\/strong>&#8220;. Nel 1798, prese parte ai movimenti giacobini che portarono alla Repubblica Romana.<br \/>\nLa\u00a0Cattedrale di Anagni \u00e8 dedicata a S. Maria Annunziata. La costruzione\u00a0risale agli anni <strong>1072-1104,<\/strong>\u00a0fu voluta dal\u00a0<strong>vescovo Pietro da Salerno.<\/strong> All\u2019esterno si presenta in stile romanico emiliano-lombardo. E&#8217;\u00a0tra i pi\u00f9 insigni e conosciuti monumenti dell\u2019arte medievale italiana. Nella foto\u00a0la facciata nord della Cattedrale\u00a0&#8211; Foto di Pietro Scerrato<\/p>\n<p>La citt\u00e0 fu capoluogo del Dipartimento del Circeo della Repubblica Romana e pertanto dotata di un tribunale di censura. Dopo l&#8217;occupazione francese del Lazio e la nascita del Dipartimento di Roma (1805) annesso all&#8217;impero napoleonico, Anagni ospit\u00f2 un contingente di Carabinieri imperiali.<\/p>\n<p>Dal fianco destro della chiesa sporgono <strong>un&#8217;alta cappella laterale<\/strong> ed una <strong>terrazza sostenute da una loggia su arcate<\/strong>. \u00a0Al di sopra della terrazza sporge un&#8217;edicola contenente la <strong>statua di Bonifacio VIII<\/strong> &#8211; Foto di\u00a0<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=11229903\">PLT<\/a><\/p>\n<p>Nel 1848-1849 la citt\u00e0 fu protagonista delle vicende della Repubblica Romana essendo stata sede del quartier generale della I Divisione dell&#8217;esercito repubblicano (comandata da Giuseppe Garibaldi).<\/p>\n<p>Negli anni sessanta del XX secolo<strong> si verific\u00f2 un boom economico<\/strong>, con il passaggio dell&#8217;autostrada si ebbe l&#8217;apertura di moltissimi stabilimenti, notevoli sia per le produzioni sia per il numero di occupati, con l&#8217;incremento del turismo sia ad Anagni che nella vicina citt\u00e0 termale di Fiuggi la zona divent\u00f2 la pi\u00f9 ricca della provincia con la domanda di lavoro che superava l&#8217;offerta e con un boom edilizio e demografico senza precedenti.<\/p>\n<p><strong>La Cattedrale\u00a0<\/strong><strong>di Santa Maria Annunziata<\/strong><\/p>\n<p>Tra i pi\u00f9 <strong>insigni e conosciuti monumenti dell\u2019arte medievale italiana<\/strong>, la Cattedrale di Anagni puo\u2019, da sola, riassumere un intero vissuto della storia che supera il fatto locale. Il pi\u00f9 importante monumento di Anagni si colloca, infatti, allo snodo cruciale della secolare <strong>lotta tra il papato e il potere imperiale<\/strong> e dei nascenti stati nazionali. Mai come in questo caso, dunque, un unico complesso architettonico diventa non solo teatro di eventi storicamente arcinoti \u2013 e non solo \u2013 ma simbolo inconfondibile di esiti dal portato universale.<\/p>\n<p>La Cattedrale, con la possente facciata in pietra arenaria, domina\u00a0il sagrato insieme al poderoso campanile romanico con aperture a monofore, bifore e trifore che svetta a 30 metri di altezza. Nel 1938, in occasione dei lavori di restauro, \u00e8 stata costruita internamente una torre di ferro per reggere il peso delle cinque campane\u00a0\u00a0&#8211; Foto di <a href=\"https:\/\/illaziodeimisteri.wordpress.com\/\">Luca Bellincioni<\/a><\/p>\n<p>Ricordiamo tra gli altri episodi<strong> le scomuniche di Federico Barbarossa<\/strong> (1160), <strong>Federico II e Manfredi<\/strong> (1254), l\u2019incontro tra i legati delle citt\u00e0 della lega lombarda e il pontefice nel 1159, la firma del \u201c<em>Pactum anagninum<\/em>\u201d- propedeutico al <strong>trattato di Venezia<\/strong> \u2013 da parte dei messi imperiali qui giunti (1176) a chinare il capo dopo la sconfitta subita a Legnano da parte della lega lombarda, la <strong>canonizzazione di Santa Chiara d\u2019Assisi<\/strong>, la composizione della disputa religiosa tra regolari e secolari, la fondazione dell\u2019Universita\u2019 La Sapienza di Roma.<\/p>\n<p>Le tre absidi della Cattedrale\u00a0\u00a0&#8211; Foto di\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/98998691@N00\/albums\/72157635443076538\">Monica Galentino\u00a0<\/a><\/p>\n<p>La Cattedrale ha fatto da scenario ad uno degli episodi pi\u00f9 tragici della storia anagnina: l\u2019assalto al quartiere Caetani e <strong>la cattura del papa Bonifacio VIII <\/strong>da parte delle truppe di <strong>Sciarra Colonna e Gugliemo di Nogaret<\/strong>, noto come <strong><em>Lo schiaffo di Anagni<\/em><\/strong>, avvenuto nel settembre del 1303. Dopo Bonifacio VIII, in effetti, niente fu pi\u00f9 come prima. La vicenda della Chiesa entr\u00f2 in uno dei suoi momenti pi\u00f9 drammatici con la lunga cattivit\u00e0 avignonese che ne ridimensionera\u2019 l\u2019autorita\u2019, la consistenza territoriale fino a ridurne notevolmente le ambizioni di egemonia temporale.<\/p>\n<table width=\"200\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Particolari architettonici\u00a0dei\u00a0cilindri absidali, scanditi da lesene unite tra loro da coppie di archetti. Sulla dx una trifora del Campanile romanico\u00a0&#8211; Foto di <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/11257308@N06\/albums\/page1\">Romanus_too<\/a><\/p>\n<p>La possente costruzione, voluta dal vescovo <strong>Pietro da Salerno<\/strong> e dedicata a <strong>S. Maria Annunziata<\/strong>, iniziata nell\u2019anno <strong>1072<\/strong> venne portata a termine nel <strong>1104<\/strong>. Basata su pure <strong>forme romaniche<\/strong> le si affiancano<strong> elementi gotici dal XIII sec.<\/strong>\u00a0 Si erge sull\u2019acropoli della citta\u2019 dove chi vi arriva dal corso principale impatta con subitaneo, intimo godimento, dapprima nel sinuoso ed aereo abside svettante sulla sobria, caratteristica cordonata, quindi sul poderoso lato meridionale dominato dalla statua di Bonifacio assiso sul trono.<br \/>\nImmagine dell&#8217;interno. Il pavimento cosmatesco, databile al 1224-27, \u00e8 opera di Cosma di Jacopo di Lorenzo e dei suoi due figli Luca e Jacopo\u00a0\u00a0&#8211; Foto di Maurizio Ciliegi<\/p>\n<p>La facciata ben piantata esprime forza e semplicit\u00e0 in un muro crudo, sul quale si aprono <strong>tre ingressi<\/strong> ad oriente. Accanto all&#8217;ingresso di sinistra, dietro una grata, c&#8217;\u00e8 un affresco di <strong>Madonna in trono tra S. Caterina della Rota e S. Antonio Abate<\/strong> (sec.XIV). La parte occidentale dell&#8217;edificio sacro presenta tre bellissime absidi e una scalinata, che d\u00e0 un tono solenne all&#8217;insieme.<\/p>\n<p><strong>Il campanile, alto 30 m e in stile romanico<\/strong>, presenta monofore, bifore e trifore. Venne restaurato nel 1938 quando all&#8217;interno \u00e8 stato installato un castello di ferro, che sopporta il peso di cinque.<\/p>\n<p>L&#8217;edificio sacro \u00e8 a tre navate costruito dai maestri comacini. Caratteristico il <strong>pregevole pavimento a mosaico eseguito nel 1231<\/strong> dalla celebre famiglia di marmorari romani, i <strong>Cosmati <\/strong>(da qui l&#8217;aggettivo cosmatesco). La lunetta interna sopra la porta centrale raffigura la <strong>Madonna con bambino tra S. Magno e S. Secondina<\/strong> (fine sec. XIII).<\/p>\n<p>L&#8217;Altare Maggiore\u00a0&#8211;\u00a0\u00a0Interventi effettuati nel corso del XIII secolo hanno introdotto elementi tipicamente gotici nel presbiterio, sono invece ottocentesche le decorazioni delle absidi &#8211; \u00a0Foto di\u00a0Maurizio Ciliegi<\/p>\n<p>Sullo sfondo dell&#8217;abside centrale, sopra il <strong>panneggio del Cisterna<\/strong>, campeggiano le figure degli Apostoli, ognuno caratterizzato dal proprio attributo, opera del <strong>Borgogna<\/strong> (sec. XVII), in alto le figure dei santi venerati ad Anagni, l&#8217;Annunciazione e l&#8217;Eterno Padre opera dei pittori <strong>Pietro e Giovanni Gagliardi<\/strong>.<\/p>\n<p>Nell&#8217;abside di sinistra <strong>i discepoli di Emmaus e gli angeli adoranti<\/strong>. In quella di destra <strong>il matrimonio tra S. Giuseppe e la Vergine ed il Transito di S. Giuseppe<\/strong>.<\/p>\n<p>Particolare dell&#8217;Altare maggiore &#8211; Foto di Pietro Scerrato<\/p>\n<p>Nell&#8217;abside maggiore possiamo ancora ammirare tre pregiate opere del <strong>Vassalletto<\/strong> (1267): una bellissima <strong>colonna tortile mosaicata<\/strong> per il candelabro del cero pasquale, <strong>la cattedra episcopale<\/strong> e il <strong>ciborio che copre l&#8217;altare<\/strong>, tutte opere volute dal vescovo Landone.<\/p>\n<p>Si affacciano sul vano della chiesa il battistero e <strong>le cappelle Lauri, Caetani, Raoli<\/strong> (detta anche cappella di S. Carlo) con il quadro della Madonna della Misericordia opera del Frenguelli donato da Papa Leone XIII. Ai lati due tele dei <strong>fratelli Gagliardi<\/strong>.<\/p>\n<p>La splendida colonna tortile cosmatesca per il\u00a0candelabro del cero pasquale e la cattedra episcopale, entrambe del 1267,\u00a0a firma\u00a0del\u00a0Vassalletto (figlio di Pietro)\u00a0&#8211; Foto di Pietro Scerrato<\/p>\n<p>La Cattedrale di Anagni, oltre ad un solido spessore artistico e ad una genuina attrattiva estetica, connota un\u2019assoluta e <strong>notevolissima rilevanza storico-culturale<\/strong>.\u00a0 <strong>Fu la<\/strong> <strong>San Pietro del medio evo<\/strong>.<br \/>\nSull&#8217;altare si trova il ciborio, opera del Vassalletto, di tipo romano con multiple loggette su colonnine sovrapposte\u00a0 &#8211;\u00a0\u00a0Foto di <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/11257308@N06\/albums\/page1\">Romanus_too<\/a><\/p>\n<table width=\"200\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"2\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Pochi sono i <strong>resti di pittura medievale<\/strong> superstiti nella basilica, tra questi\u00a0una <em>Vergine con il Bambino affiancata da san Magno e santa Secondina<\/em> nella lunetta sopra il portale maggiore (XIV sec.)\u00a0 &#8211; Foto di\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/11257308@N06\/albums\/72157621214418125\">Romanus_too<\/a><\/p>\n<p>Cosi\u2019 come la prima basilica romana si impose e s\u2019impone come centro della cristianita\u2019, parimenti nel duomo anagnino pulso\u2019 all\u2019epoca il vigoroso fervore che innervo\u2019 tutta <strong>la vita religiosa e politica del tempo<\/strong>, essendo stata la prescelta <strong>sede ufficiale dei pontefici<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;Altare, particolare\u00a0&#8211; Foto di Fabrizio Monti<\/p>\n<p>Con i papi Anagni ha sempre avuto dimestichezza, vantando, oltre a <strong>Bonifacio VIII<\/strong>, la nascita sul suo suolo di una triade di tutto rispetto.<\/p>\n<p>Interno della Cattedrale, la navata laterale con campana di Bonifacio VIII in primo piano &#8211; Foto di Riccardo Cuppini<\/p>\n<p>Uno fu l\u2019importantissimo<strong> Innocenzo III,<\/strong> forse tra i maggiori dieci pontefici della storia della chiesa, alle prese con le complesse e travagliate vicende incentrate sui difficili rapporti con l\u2019imperatore. Gli altri due furono <strong>Alessandro IV e Gregorio IX<\/strong>.<\/p>\n<table width=\"200\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Particolari del pavimento in stile cosmatesco &#8211; Foto di <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/11257308@N06\/albums\/72157621214418125\">Romanus_too<\/a><\/p>\n<p><strong>La Cripta di San Magno<br \/>\n<\/strong><br \/>\nMa la Cattedrale di Anagni, soprattutto, supera la sua stessa fama se si pensa che, tra le altre numerose gemme che contiene, ve ne \u00e8 una che \u00e8 un celebre <strong><em>\u201cunicum\u201d<\/em><\/strong> <strong>della storia dell\u2019arte, della cultura, della religione e della storia.<\/strong>\u00a0 E\u2019 la sua<strong> cripta<\/strong>, definita <strong><em>la Cappella Sistina del medioevo<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Un ambiente sotterraneo che gelosamente custodisce un portentoso e originale <strong>ciclo di affreschi <\/strong>realizzati sulle sue volte e pareti tra il 1104, ultimo anno della costruzione e data di consacrazione del duomo, e il 1250.<\/p>\n<table width=\"515\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La preziosa Cripta di San Magno, definita <em>La Cappella Sistina del Medioevo.<\/em> Secondo gli studiosi piu\u2019 accreditati, la Cripta \u00e8 <strong>una delle piu\u2019 interessanti e rare cosmogonie presenti nella pittura italiana.<\/strong> Riconoscibili, nelle foto, i tre diversi stili dei tre\u00a0Maestri che si cimentarono nella decorazione della Cripta\u00a0\u00a0&#8211;\u00a0\u00a0 Foto di <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/11257308@N06\/albums\/72157621214418125\">Romanus_too\u00a0<\/a>\u00a0\u00a0e Fabrizio Monti<\/p>\n<p>In questo periodo tra le pareti della cripta <strong>si cimentarono tre differenti e provetti affrescatori<\/strong>, detti:<\/p>\n<p><em>\u201c<strong>primo maestro<\/strong>\u201d<\/em> (tipicamente bizantineggiante per minuzia e attribuzioni appannaggio della scuola orientale),<br \/>\n<em><strong>\u201csecondo maestro<\/strong>\u201d<\/em> (piu\u2019 variabile e vivace dal punto di vista cromatico),<br \/>\n<em><strong>\u201cterzo maestro<\/strong>\u201d<\/em> (assai plastico, abile e innovativo nella \u201cmoderna\u201d caratterizzazione dei personaggi).<\/p>\n<p><strong>Tre maestri diversi<\/strong> per impostazione, tratto, impianto coloristico, argomento trattato, e pertanto <strong>ben evidenziabili e individuabili<\/strong> nella loro personalissima peculiarita\u2019.<\/p>\n<p>I temi trattati variano su scene enucleate dal <strong>vecchio e nuovo testamento<\/strong> (<em>l\u2019apocalisse, la storia dell\u2019arca dell\u2019alleanza<\/em>) e su vicende relative ai santi locali (<em>la traslazione del corpo del patrono tranese S. Magno<\/em>, i <em>suoi miracoli, il martirio di Santa Se<\/em>condina).<\/p>\n<p>Ma cio\u2019 che piu\u2019 colpisce, attrae, seduce ed avvince e\u2019 un argomento di cristallina originalita\u2019, le origini del mondo che rimandano ai quattro elementi platonici <em>acqua-aria-terra-fuoco<\/em> (ripresi dal timeo) e, del pari, in modo piu\u2019 capillare, alle stagioni dell\u2019anno cui, per conseguente e naturale parallelismo, fanno da contraltare le varie stagioni dell\u2019esistenza umana.<\/p>\n<p>Non casualmente trattasi, secondo gli studiosi piu\u2019 accreditati, di <strong>una delle piu\u2019 interessanti e rare cosmogonie presenti non meno nella pittura italiana che in quella mondiale.<\/strong>\u00a0 <em>(Testo:\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.citta-in-arte.it\/content\/la-cattedrale\">http:\/\/www.citta-in-arte.it\/content\/la-cattedrale<\/a> )<\/em><\/p>\n<p><strong>Il Tesoro<\/strong><\/p>\n<p>Il Tesoro del Duomo di Anagni raccoglie una campionatura particolarmente selezionata di <strong>ori, smalti, avori, reliquiari<\/strong> (come il cofanetto di san Thomas Becket), preziosi tessuti (<strong>famoso il piviale di Bonifacio VIII, decorato con animali simbolici che rimandano alla sua concezione del papato<\/strong>) e antifonari in pergamena con miniature in oro.<\/p>\n<p>(<a href=\"http:\/\/www.alessandrojazeolla.info\/__Illustrazioni\/img_galleria\/ANAG\/pivbon.htm\"><em>Particolare dal <strong>Piviale di Bonifacio VIII<\/strong>, sciamito rosso ricamato in oro<\/em><\/a><em> \u2013 manifattura cipriota, 2a met\u00e0 XIII sec. \u2013 Anagni, Museo del Tesoro della Cattedrale) &#8211;\u00a0<\/em><em>\u00a0(clicca sul link per vedere la foto ingrandita)<\/em><\/p>\n<p>Essi, per la variet\u00e0 di tecniche, manifatture, stili e provenienze, testimoniano <strong>uno dei momenti pi\u00f9 densi e vitali della cultura artistica del duecento.<\/strong> Attigua alla sala del Tesoro \u00e8 la medievale <strong>Cappella del Salvatore con affreschi del XII-XIII secolo<\/strong>. In essa sono conservate pregevoli<strong> opere lignee<\/strong> tra le quali spicca una <strong>cattedra episcopale del XII secolo, tra le pi\u00f9 antiche d&#8217;Europa<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Oratorio di San Tommaso Becket<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Oratorio di S.Thomas Becket <strong>\u00e8 situato accanto alla Cripta<\/strong>. Nel vestibolo, dove prima erano i sepolcri di famiglie illustri della Citt\u00e0, si apre una porta che introduce nell&#8217;antico mitreo, di cui si conserva ancora l&#8217;ara sacrificale, trasformato pi\u00f9 tardi in oratorio cristiano. Particolarmente interessante \u00e8 il<strong> ciclo pittorico<\/strong> che ha lo scopo di catechizzare il popolo attraverso le immagini di episodi biblici: dalla creazione dell&#8217;uomo alla nascita di Ges\u00f9, fino al Giudizio Universale e al trionfo di Cristo.<strong> Di particolare bellezza \u00e8 l&#8217;affresco della parabola delle Vergini stolte sulla parete d&#8217;ingresso<\/strong>. Inoltre, \u00e8 presente un ciclo di storie su <strong>Thomas Becket<\/strong> (+1170), tra cui il suo martirio. Lo stesso santo \u00e8 raffigurato sulla parete di fondo, accanto al Cristo benedicente. Thomas Becket venne canonizzato da Alessandro III nella vicina Segni il 21 febbraio 1173, dunque la realizzazione di queste pitture \u00e8 da collocarsi dopo quella data.<\/p>\n<p><strong>Lapidario e collezione archeologica<\/strong><\/p>\n<p>Il Lapidario si trova nei locali adiacenti il chiostro. Esso raccoglie marmi, antiche<strong> lastre mosaicate e cosmatesche<\/strong>, lapidi ed iscrizioni romane, frammenti di pietre tombali, stemmi e cippi funerari, testimoni dei tempi passati. Di particolare importanza sono i famosi cippi romani posti dinanzi la cancellata della cordonata, ritrovati ad Anagni in localit\u00e0 detta <em>&#8220;Terme di Piscina<\/em>&#8220;. Alcuni di questi reperti non appartengono ad Anagni n\u00e9 al suo territorio, ma provenienti da Roma e dalle catacombe romane, furono regalati in passato alla Cattedrale. Importante \u00e8 anche la collezione archeologica allestita in teche di vetro esposte nel Criptoportico.<\/p>\n<p><strong>Palazzo della Ragione<br \/>\n<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Il palazzo comunale, costruito dall&#8217;architetto bresciano <strong>Jacopo da Iseo<\/strong> nel 1163 venuto ad Anagni qualche anno prima per costituire la Lega Lombarda, \u00e8 formato dalla giustapposizione di due preesistenti edifici collegati tra loro da un imponente portico su cui poggia la grande <em><strong>Sala della Ragione<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong>Il Palazzo della Ragione, costruito dall&#8217;architetto bresciano <strong>Jacopo da Iseo<\/strong> nel 1163 &#8211;\u00a0Attualmente \u00e8\u00a0sede del\u00a0Comune di\u00a0Anagni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>(Foto <\/em><a href=\"http:\/\/www.comune.anagni.fr.it\/\"><em>www.comune.anagni.fr.it<\/em><\/a><em>)<\/em><br \/>\nArcate su cui poggia la Sala della Ragione del Palazzo omonimo &#8211;\u00a0 Foto di\u00a0Riccardo Cuppini<\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 Affresco sotto l&#8217;arcata del Palazzo Civico &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/luigistrano\/8056973779\/in\/album-72157594500624292\/\">Foto di Luigi Strano<\/a><\/p>\n<p><strong>Il Palazzo papale<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.citta-in-arte.it\/content\/palazzo-bonifacio-viii\">Importante dal punto di vista storico ed architettonico<\/a> \u00e8 il palazzo detto &#8220;<strong>di Bonifacio VIII<\/strong>&#8220;, nel quale, si narra, <strong>il pontefice fu pubblicamente umiliato da Sciarra Colonna<\/strong> durante il duro confronto tra il papa e l&#8217;inviato di Filippo il Bello, <strong>Guglielmo di Nogaret.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Il duecentesco\u00a0Palazzo\u00a0di Bonifacio VIII dove avvenne il famoso episodio dello <em><strong>schiaffo di Anagni<\/strong>,<\/em>\u00a0in cui<strong>\u00a0il Pontefice fu pubblicamente umiliato da Sciarra Colonna<\/strong> durante il duro confronto tra il papa e l&#8217;inviato di Filippo il Bello, <strong>Guglielmo di Nogaret <\/strong>&#8211;\u00a0\u00a0 (Foto web)<br \/>\nPalazzo Bonifacio VIII, cortile interno &#8211; Foto di Emilia Trovini<br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\nLa lapide\u00a0che riporta il verso\u00a0della &#8220;<em>Divina Commedia<\/em>&#8221; di Dante\u00a0\u00a0(<em><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Purgatorio_%28Divina_Commedia%29\">Purgatorio<\/a><\/em>, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Purgatorio_-_Canto_ventesimo\">Canto XX<\/a>, <a href=\"https:\/\/it.wikisource.org\/wiki\/Divina_Commedia\/Purgatorio\/Canto_XX\">vv. 85-90<\/a>) che fa riferimento\u00a0allo &#8220;schiaffo di Anagni&#8221; all&#8217;interno del Palazzo di Bonifacio VIII &#8211;\u00a0 Foto di <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/11257308@N06\/\">Romanus_too<\/a><\/p>\n<p>L&#8217;episodio \u00e8 passato alla storia come <em>&#8220;<\/em><strong><em>lo schiaffo di Anagni<\/em><\/strong><em>&#8220;<\/em>, anche se probabilmente si tratt\u00f2 di uno &#8220;schiaffo&#8221; morale piuttosto che di vere percosse fisiche.<br \/>\nLa quattrocentesca\u00a0Loggetta del Banditore con la statua di Bonifacio VIII, in alto\u00a0gli stemmi della citt\u00e0 di Anagni e quelli della famiglia Orsini e della famiglia Caetani\u00a0\u00a0&#8211; Foto di Fabrizio Monti<\/p>\n<p>Sulla facciata nord si possono ammirare la graziosa <strong>Loggetta del Banditore<\/strong> e gli stemmi della Citt\u00e0 insieme a quelli della famiglia Orsini e della famiglia Caetani (la famiglia di Bonifacio VIII).<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong>La medievale\u00a0Casa Barnekow,\u00a0acquistata e ristrutturata dal pittore svedese Albert Barnekow. Si ritiene che la casa possa aver <strong>ospitato Dante Alighieri<\/strong> durante una sua permanenza in citt\u00e0 &#8211;\u00a0\u00a0Foto di\u00a048_marioc<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Casa Barnekow<\/p>\n<p><\/strong>Molto interessante \u00e8 <strong>Casa Gigli<\/strong>, un palazzo medievale che ricorda quelli di Palermo. Fu comprata e ristrutturata, verso la met\u00e0 del XIX secolo, dal pittore svedese <strong>Albert Barnekow<\/strong> ed \u00e8 oggi conosciuta come <a href=\"http:\/\/www.citta-in-arte.it\/content\/casa-barnekow\"><strong>Casa Barnekow<\/strong><\/a>. Si ritiene che la casa possa aver <strong>ospitato Dante Alighieri<\/strong> durante una sua permanenza in citt\u00e0.<br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\nPorta Cerere, una delle\u00a0cinque porte di ingresso al centro storico &#8211; Foto\u00a0di <a href=\"http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/User:LPLT\"><em>LPLT<\/em><\/a><em> &#8211;<\/em><\/p>\n<p>Le porte di ingresso al centro storico: <strong>Porta Cerere<\/strong>, Porta S. Maria, Porta S. Francesco, Porta Tufoli, Porta San Nicola.<\/p>\n<p><strong>Anagni detta<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><em><strong>la\u00a0citt\u00e0 dei papi<\/strong><\/em><em>,<\/em>\u00a0fu luogo di soggiorno preferito dai pontefici soprattutto nei secoli XII e XIII e sovente la Cattedrale fu sede di importanti fatti storici come il<strong>\u00a0<\/strong><em><strong>Pactum Anagninum<\/strong><\/em>, il trattato firmato dai legati dell\u2019imperatore <strong>Federico Barbarossa con papa Alessandro III<\/strong> dopo la sconfitta di <strong>Legnano<\/strong> (1176), l\u2019elezione di <strong>papa Innocenzo IV<\/strong> nel 1243 e le canonizzazioni di sant\u2019Edoardo re d&#8217;Inghilterra (1161), san Bernardo da Chiaravalle (1174) e santa Chiara d&#8217;Assisi (1255).<\/p>\n<p>In essa furono anche comminate le <strong>scomuniche all&#8217;antipapa Vittore IV<\/strong> e all\u2019imperatore Federico Barbarossa (1160), la seconda scomunica a Federico II (1239) e poi a suo figlio Manfredi (1254)<\/p>\n<p>Oggi Anagni e la sua Cattedrale rimangono un importante polo di attrazione turistica per il Lazio meridionale, soprattutto per la bellezza e la preziosit\u00e0 dei tesori che vi si conservano.<\/p>\n<p>Il <a href=\"http:\/\/www.culturaitalia.it\/opencms\/opencms\/system\/modules\/com.culturaitalia_stage.liberologico\/templates\/viewItem.jsp?language=it&amp;case=&amp;id=oai%3Aculturaitalia.it%3Amuseiditalia-mus_9402\"><strong>Museo della Cattedrale<\/strong><\/a> di Anagni (MuCA) apre le sue porte a tutti i visitatori interessati a immergersi in un<strong> mondo antico, affascinante e ricco di sorprese<\/strong>. Rimarrete sicuramente colpiti dagli ambienti, dai tessuti e soprattutto dai vastissimi<strong> cicli ad affresco<\/strong> ancora oggi visibili nelle due cripte sotterranee.\u00a0\u00a0 <strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\nSono due i protagonisti del celebre episodio dello <strong>Schiaffo di Anagni<\/strong>: papa <strong>Bonifacio VIII<\/strong> e il re di Francia <strong>Filippo IV di Valois<\/strong>, detto il Bello.<\/p>\n<p><strong>L\u2019episodio fu cantato da Dante nella sua Divina Commedia<\/strong>, <strong>Purgatorio<\/strong>, XX, vv. 85-90.<br \/>\n<em>\u00a0&#8220;<\/em><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Opera_del_duomo_(FI),_arnolfo_di_cambio,_Bonifacio_VIII_,_1298_circa,_02.JPG#\/media\/File:Opera_del_duomo_(FI),_arnolfo_di_cambio,_Bonifacio_VIII_,_1298_circa,_02.JPG\"><em>Opera del duomo (FI), arnolfo di cambio, Bonifacio VIII , 1298 circa, 02<\/em><\/a><em>&#8221; di I, <\/em><a href=\"http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/User:Sailko\"><em>Sailko<\/em><\/a><em>.\u00a0<\/em><br \/>\n<strong>Bonifacio VIII e lo Schiaffo di Anagni<br \/>\n<\/strong><br \/>\nI motivi che portarono all\u2019episodio dello Schiaffo di Anagni: avendo esigenze di cassa, <strong>Filippo il Bello<\/strong> voleva <strong>tassare i beni ecclesiastici<\/strong> sul suolo francese; Bonifacio VIII scrisse <strong>una serie di bolle<\/strong>, in parte disattese e ignorate, in parte bruciate e falsificate dalla cancelleria francese, fino alla <strong>bolla di scomunica<\/strong> <strong>Unam Sanctam del 18 novembre 1302<\/strong>, che sarebbe stata affissa sulle porte della cattedrale di Anagni la mattina dell\u20198 settembre 1303.<\/p>\n<p>Per evitare la scomunica, Filippo invi\u00f2 in Italia <strong>Guglielmo de Nogaret<\/strong> che, grazie all\u2019appoggio incondizionato fornitogli dalla nobile famiglia romana dei <strong>Colonna<\/strong> (nemica acerrima dei Caetani, cui apparteneva Bonifacio VIII), arriv\u00f2 ad Anagni nella notte tra il 6 e il 7 settembre, con un esercito di un migliaio tra fanti e cavalieri capeggiato da <strong>Giacomo Colonna<\/strong>, detto Sciarra che in volgare significava \u201cattaccabrighe\u201d. Forte dell\u2019aiuto di una mano traditrice, l\u2019esercito riusc\u00ec a penetrare nella citt\u00e0 vincendo in breve le poche difese organizzate dalla guardia.<\/p>\n<p><strong>Ben presto Bonifacio si ritrov\u00f2 solo<\/strong>: secondo la tradizione il papa si sarebbe rifugiato al secondo piano del palazzo della <strong>famiglia Caetani<\/strong>, nella Sala degli Scacchi (in seguito chiamata Sala della Schiaffo), assistito solo dal cardinale <strong>Nicol\u00f2 Boccasini<\/strong>. Il primo a irrompere nella sala sarebbe stato proprio <strong>Sciarra Colonna,<\/strong> che avrebbe dato il famoso schiaffo a papa Bonifacio VIII.<\/p>\n<p>Non si hanno notizie certe circa lo svolgimento degli eventi, per cui dello schiaffo di Anagni molti storici hanno in passato (e ancora oggi) dubitato. Ma una cosa nessuno ha mai messo in discussionne: <strong>l\u2019insulto morale ci fu<\/strong>!<\/p>\n<p>Bonifacio VIII venne liberato dopo qualche giorno dagli abitanti di Anagni e portato sottoscorta a Roma, dove mor\u00ec poco dopo, l\u201911 ottobre 1303.<br \/>\n<strong>Le sue spoglie vennero sepolte in San Pietro, nella Cappella Caetani costruita da Arnolfo di Cambio<\/strong>.<\/p>\n<p>Oggi di questa cappella non vi \u00e8 alcuna traccia, perch\u00e9 venne distrutta in occasione della edificazione della nuova Basilica di San Pietro.<\/p>\n<p>Le spoglie del pontefice furono invece sistemate nelle Grotte Vaticane, dove si trovano tuttora, nel sarcofago funerario realizzato da <strong>Arnolfo di Cambio<\/strong>.<\/p>\n<p>Testo: Wikipedia<br \/>\n<strong>San Pietro in Vineis<\/strong><\/p>\n<p>La Chiesa di San Pietro in Vineis. Nel XII secolo l\u2019edificio era legato a un monastero appartenente all\u2019ordine delle<strong> Clarisse<\/strong>\u00a0 &#8211;\u00a0 Foto di Emilia Trovini<\/p>\n<p>Ad Anagni, appena fuori le mura urbane della citt\u00e0, sorge l\u2019antica chiesa di<strong> San Pietro in Vineis<\/strong>, che deve il suo nome alla presenza di vigneti che circondavano la zona.<br \/>\nInterno della chiesa &#8211; Foto di Emilia Trovini<\/p>\n<p>Nel XII secolo l\u2019edificio era legato a un monastero appartenente all\u2019ordine delle<strong> Clarisse<\/strong>. Nel tempo il complesso conventuale cadde in rovina e solo nel 1926 l\u2019architetto <strong>Alberto Calza Bini<\/strong> ricevette l\u2019incarico di progettare su quella area un <strong>Convitto destinato agli orfani degli impiegati Inadel<\/strong> (oggi INPDAP \u2013 Convitto \u201cPrincipe di Piemonte\u201d).<\/p>\n<p>Negli ambienti superstiti dell\u2019antico monastero femminile <strong>si conserva un prezioso gruppo di affreschi risalenti<\/strong> <strong>al XIII, XIV e XV secolo<\/strong>. Vale la pena riscoprire questo tesoro, recentemente restaurato.<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong>Ciclo pittorico\u00a0del Matroneo delle Monache. Gli affreschi risalgono al XIII, XIV e XV sec. &#8211;\u00a0A realizzare l&#8217;opera fu probabilmente il Terzo Maestro di Anagni che si stava dedicando alla\u00a0decorazione della Cripta di San Magno\u00a0\u00a0\u00a0&#8211;\u00a0 Foto di Anagni Bike<\/p>\n<p><strong>Il ciclo pittorico di maggiore importanza \u00e8 quello che orna il cosiddetto Matroneo delle Monache,<\/strong> un ambiente posto esattamente al di sopra della navata sinistra della chiesa, con la quale comunica solo attraverso alcune piccole feritoie.<\/p>\n<p>L\u2019ambiente fu decorato con un motivo a finti conci ed arcature a tutto sesto. A realizzare l\u2019opera fu probabilmente il cosiddetto <strong>Terzo Maestro di Anagni<\/strong>, uno dei pittori che si stavano dedicando alla realizzazione dello <strong>splendido ciclo della cripta della cattedrale<\/strong>.<\/p>\n<p>La decorazione affascina per la <strong>raffinatezza cromatica<\/strong>.<br \/>\nAffresco &#8220;Noli Me Tangere&#8221;\u00a0e &#8220;Cristo tra gli Apostoli&#8221;\u00a0 _\u00a0 Foto di Emilia Trovini<\/p>\n<p>Negli anni successivi, su questa base, rimasta pressoch\u00e9 intatta, venne steso uno strato di intonaco a met\u00e0 della parete destra. <strong>Sul nuovo intonaco venne dipinto un ciclo della Passione, Resurrezione e Seconda Venuta di Cristo.<\/strong><\/p>\n<p>Il ciclo inizia dalla parete di fondo con <em>l\u2019Ingresso a Gerusalemme<\/em>, seguito poi <em>dall\u2019Ultima Cena<\/em>, dalla <em>Lavanda dei Piedi<\/em>, dalla<em> Cattura, <\/em>dalla <em>Flagellazione<\/em>, <em>da Cristo davanti a Pilato, <\/em>dalla<em> Deposizione nella Tomba, <\/em>dalla<em> Discesa al Limbo, <\/em>dal<em> Noli Me Tangere, <\/em>dalla<em> Missione degli Apostoli; <\/em>segue <em>il Giudizio<\/em>, dove appaiono la badessa del monastero e il vescovo.<\/p>\n<p>Affresco raffigurante l&#8217;Ultima Cena &#8211; Foto di Emilia Trovini<\/p>\n<p>Chiudono questo gruppo narrativo due episodi che non hanno continuit\u00e0 tematica con quanto precede: la <em>Stimmatizzazione di S. Francesco<\/em> e il gruppo della <em>Santa Aurelia, S. Benedetto e Santa Scolastica<\/em>, a ricordo del fatto che molto probabilmente il monastero apparteneva ad una comunit\u00e0 di benedettine prima di adottare la regola francescana.<\/p>\n<p>Il ciclo probabilmente discende da un prototipo umbro del periodo fra la fine del XII e il XIII secolo, forse una delle tante croci dipinte su tavola che presentano gli episodi della Passione ai lati del Cristo Crocifisso. <strong>Curiosamente, infatti, il ciclo di Anagni omette proprio l\u2019episodio maggiore, la Crocifissione.<\/strong><\/p>\n<p>Vi consigliamo vivamente di visitare questo luogo.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Testo:\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.livefiuggi.com\/incanti-di-ciociaria-san-pietro-in-vineis-anagni\/#\">www.livefiuggi.com<\/a><\/p>\n<p>Per approfondimenti:<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/IlPavimentoCosmatescoDellaChiesaDiSanPietroInVineisInAnagni\">La storia, l&#8217;analisi e le ipotesi relative al pavimento cosmatesco della chiesa di San Pietro in Vineis in Anagni<\/a>. Nicola Severino, Roccasecca, 2010<\/strong><br \/>\nFoto di\u00a0<strong>Riccardo Cuppini<\/strong>,\u00a0<strong> Luca Bellincioni<\/strong>, <strong>Romanus_too<\/strong>, <strong>Pietro Scerrato, Fabrizio Monti, <\/strong><strong>Luigi Strano, Maurizio Ciliegi,\u00a0Gerardo Forti, Emilia Trovini, Anagni Bike, \u00a0<\/strong><strong>48_marioc,<\/strong>\u00a0che si\u00a0ringraziano\u00a0per averle concesse in uso alla Provincia di Frosinone.<br \/>\n<strong><br \/>\nLa Provincia non detiene i diritti d&#8217;autore delle foto pubblicate.\u00a0Esse sono e restano di esclusiva propriet\u00e0 dell&#8217;autore.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anagni \u00e8 un comune italiano di 21.\u00a0441 abitanti. \u00c8 nota come la citt\u00e0 dei Papi, per aver dato i natali a quattro pontefici (Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"featured_media":146,"parent":0,"menu_order":0,"template":"","meta":[],"class_list":["post-145","turismo","type-turismo","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - 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