{"id":91,"date":"2021-01-15T10:26:19","date_gmt":"2021-01-15T09:26:19","guid":{"rendered":"https:\/\/comunicacity.net\/sanminiato\/?post_type=turismo&#038;p=91"},"modified":"2021-01-15T13:08:07","modified_gmt":"2021-01-15T12:08:07","slug":"il-medioevo","status":"publish","type":"turismo","link":"https:\/\/comunicacity.net\/sanminiato\/turismo\/cenni-storici-san-miniato\/il-medioevo\/","title":{"rendered":"Il Medioevo"},"content":{"rendered":"<p>Dopo la caduta dell\u2019impero romano si hanno tracce di nuovi insediamenti a San Miniato con l\u2019arrivo dei Longobardi, che fecero costruire in \u201cLoco Quarto\u201d una chiesetta dedicata a San Miniato (forse identificabile ove sorge adesso la chiesa San Francesco, e l\u2019oratorio fu donato si dice a San Francesco nel 1211, da qui la nascita del convento)<br \/>\nSan Miniato fu fortificata sempre dai Longobardi ed in questo periodo vi erano quasi sicuramente due insediamenti uno nei pressi della collina della rocca e uno nella zona poi denominata Faognana (si tratta della zona ora individuabile con le vie Gucciardini e Battisti, in citt\u00e0).<br \/>\nLa localit\u00e0 dove sorgeva San Miniato, lontana come era da ogni pericolo di scorribande, divenne sempre pi\u00f9 potente.<br \/>\nL\u2019unica grande rivale che aveva nel territorio limitrofo era San Genesio.<\/p>\n<p>San Genesio era un borgo sicuramente di origine etrusca. Vicino alla confluenza di importanti arterie viarie sia di terra (tra le quali la via Francigena) che d\u2019acqua, aveva conosciuto un forte sviluppo, fino a divenire importate centro commerciale e politico. In questo luogo si tennero diete, incontri, trattati, sia tra le autorit\u00e0 politiche, amministrative ma anche tra le autorit\u00e0 ecclesiastiche. San Genesio fu sempre sotto l\u2019influenza lucchese.<br \/>\nMa San Miniato grazie all\u2019alleanza con gli imperatori germanici riusc\u00ec a prevalere su San Genesio e lo distrusse ben 3 volte. Nel 1217 Federico II concesse in perpetuo il borgo di San Genesio a San Miniato. I sanminiatesi deviarono anche la Francigena per non farla passare l\u00ec vicino. L\u2019imperatore concesse anche il controllo doganale delle strade.<br \/>\nI recenti scavi archeologici a San Genesio hanno portato alla luce importantissimi reperti. Il villaggio era molto esteso, vi erano anche sistemi di difesa come un fossato. Nell\u2019insediamento sono stati trovati resti di varie epoche, a dimostrazione di come il luogo fosse importante.<\/p>\n<p>Prima della distruzione, il borgo era sede di una delle pi\u00f9 grandi chiese, fino ad oggi trovata, dell\u2019alto Medioevo.<br \/>\nL\u2019ascesa di San Miniato si ebbe grazie all\u2019alleanza con gli imperatori germanici che elevarono la citt\u00e0 a sede dell\u2019amministrazione imperiale (sede per la riscossione dei tributi).<br \/>\nTra l\u2019inizio e la fine del 1000 si era cos\u00ec sviluppato da comprendere oltre all\u2019incastellatura superiore (mura castellane del primo insediamento), il palazzo imperiale ed un palazzo del comune, le abitazioni dei potenti, un castrum, cio\u00e8 delle abitazioni fuori le mura dove vivevano gli artigiani i commercianti e i poveri, oltre molti edifici sacri.<\/p>\n<p>I rapporti tra l\u2019impero e San Miniato non furono per\u00f2 sempre buoni e San Miniato cerc\u00f2 sempre di sfruttare al massimo le alleanze con l\u2019uno o l\u2019altro per i propri interessi cambiando spesso partito.<br \/>\nAnche all\u2019interno della citt\u00e0 vi erano due fazioni: una filo-imperiale\u00a0 (ghibellini) e una che parteggiava per un\u2019alleanza con Firenze (guelfi). Per tutto il XII secolo e in parte nel XIII prevalse la fazione filo-imperiale. Ma vi furono lotte interne molto forti, tanto che addirittura un rappresentante imperiale, sospettando un tradimento, fece incendiare il borgo di Castelvecchio (vecchia incastellatura). All\u2019inizio del \u2018200 Federico II fortific\u00f2 San Miniato. In quel periodo San Miniato controllava un vastissimo territorio e poteva contare sull\u2019alleanza di numerosi castelli.<\/p>\n<p>Ma i sanminiatesi, nella loro continua ricerca di vantaggi attraverso alleanze, cominciarono ad avvicinarsi sempre di pi\u00f9 a Firenze ed una parte delle famiglie sanminiatesi si schier\u00f2 apertamente con la citt\u00e0 gigliata. Cos\u00ec nel 1240 Federico II, per punire i ribelli, distrusse le case torri dei signori locali e revoc\u00f2 i diritti su San Genesio.<br \/>\nNel 1248 i sanminiatesi distrussero definitivamente il borgo, anche contro il volere dell\u2019imperatore, lasciando in piedi solo la chiesa.<br \/>\nSuccessivamente al 1240 il partito filo-fiorentino cominci\u00f2 a divenire sempre pi\u00f9 forte, anche perch\u00e9 all\u2019interno della societ\u00e0 sanminiatese cominci\u00f2 a prevalere quella popolazione che si era arricchita con i commerci che si schier\u00f2 contro le famiglie di origini \u201cnobili\u201d.<br \/>\nTra il 1200 e 1260 San Miniato era protetto da tre fortilizi. Quello de Le Colline, di Poggighisi e di San Martino o Faognana. Su tutto predominava il \u201cquartiere\u201d di Castelvecchio dove vi era la cinta muraria (molto pi\u00f9 estesa di quella Longobarda).<\/p>\n<p>Questa situazione urbanistica porter\u00e0 successivamente alla divisione di San Miniato nei cosiddetti Terzieri.<br \/>\nIn questo periodo assistiamo ad un grande sviluppo edilizio: sorgono non solo molti edifici sacri (chiese e conventi) ma anche molti ospedali (spedale de Le Colline, spedale della Croce, spedale di San Martino, ecc.). Ci\u00f2 denota che San Miniato era molto frequentato.<br \/>\nEmancipatosi dal dominio imperiale San Miniato divenne libero comune e si diede i propri Statuti (il pi\u00f9 antico statuto trovato \u00e8 del 1337, ma ve ne erano di precedenti che furono bruciati dopo una rivolta delle famiglie nobili sanminiatesi che si volevano appropriare del potere nel 1309).<br \/>\nSan Miniato, da libero comune, si organizz\u00f2 con una divisione in Terzieri (Castelvecchio,\u00a0 Poggighisi, Fuor di Porta).<br \/>\nOgni Terziere era diviso in contrade (erano 7) e ogni contrada aveva un gruppo di uomini armati a difesa della citt\u00e0. La citt\u00e0 era unita alla campagna da una serie di vicoli corbonari (ne esistono ancora molti). San Miniato in questo periodo assume l\u2019apetto di una citt\u00e0 medievale fortificata.<br \/>\nSan Miniato era un castello molto forte ma la potenza fiorentina dilagava.<\/p>\n<p>Firenze era riuscita con la forza, ma anche con la diplomazia ad annientare e inglobare molti castelli nella sua area ed era sempre pi\u00f9 impellente avere di uno sbocco sicuro verso il mare .<br \/>\nDall\u2019altro lato i castelli sottomessi a San Miniato mal digerivano il suo controllo e sapevano che se si fossero alleati con Firenze subito ne avrebbero tratto dei vantaggi .<br \/>\nGi\u00e0 dal 1330 vi furono le prime defezioni: prima Catelfranco, Fucecchio e S.Croce (1330) poi successivamente Montopoli e S.Maria a Monte (1348)<br \/>\nVa anche detto che in quel periodo molte furono le catastrofi naturali che colpirono queste terre, portando un indebolimento economico e politico (grandi carestie).<br \/>\nSuperata la peste del 1348, Firenze fu pronta ad affrontare l\u2019ultimo ostacolo che si frapponeva a Pisa (ed allo sbocco sul mare), cio\u00e8 San Miniato, che era strategico per il controllo della viabilit\u00e0 ed imponeva gabelle al passaggio delle merci (nei pressi de La Catena vi era la dogana).<\/p>\n<p>Prima della conquista militare i fiorentini provarono con la diplomazia e fecero insediare un governo filo-fiorentino ma ci\u00f2 provoc\u00f2 una vera e propria rivolta (1367). Cos\u00ec Firenze dovette intervenire militarmente e furono lasciate anche delle guarnigioni di soldati anche se, sulla carta, San Miniato rimaneva ancora indipendente.<br \/>\nCi\u00f2 avvenne fino a quando, nel 1369, dopo l\u2019ennesima ribellione sanminiatese, Firenze non la occup\u00f2 definitivamente.<br \/>\nPer controllare il castello tolse a San Miniato ogni potest\u00e0 sui castelli della riva sinistra dell\u2019Arno e di molti altri castelli in Val d\u2019Egola.<br \/>\nNel 1370 San Miniato firm\u00f2 la pace senza condizioni con Firenze.<\/p>\n<p>Firenze impose che San Miniato non fosse pi\u00f9 chiamato \u201cal Tedesco\u201d ma bens\u00ec \u201cFiorentino\u201d. Insedi\u00f2 un vicario che aveva poteri sia militari che civili, vennero tolti tutti i privilegi a San Miniato, i capi della rivolta furono uccisi e i loro beni confiscati. San Miniato fu inserito negli estimi della comunit\u00e0 fiorentina e i sanminiatesi devettero pagare le tasse a Firenze. Dalla conquista fiorentina vi \u00e8 il lento ma graduale decadimento di San Miniato. Sparirono le antiche famiglie (Mangiadori, Ciccioni, Malpini sempre in rivalit\u00e0 tra loro). Emersero nuove famiglie che si erano arricchite grazie alla loro vicinanza a Firenze e per i commerci che iniziarono con questa citt\u00e0\u00a0 come i Roffia, i Morali, gli Ansaldi, ecc.<\/p>\n<p>Ma soprattutto in questo periodo si ebbe la lenta ma inesorabile \u201coccupazione\u201d di famiglie fiorentine. Queste famiglie, data la grande svalutazione delle terre, acquistarono dalle famiglie sanminiatesi grandi appezzamenti di terreni. Questi acquisti e questa \u201coccupazione\u201d faranno si che la nostra organizzazione agraria cambi radicalmente.<br \/>\nLe famiglie fiorentine concepirono i nuovi acquisti come qualcosa che doveva produrre denaro. Costruirono fattorie, divideranno le terre in poderi, pian piano i poderi verranno assegnati \u201ca livello\u201d a\u00a0 famiglie coloniche.<\/p>\n<p>I beni prodotti nelle terre andranno a Firenze ad alimentare la famiglia signorile ed i mercati fiorentini.<br \/>\nQuando Firenze inizi\u00f2 il commercio della seta, le nostre campagne vennero piantumate di gelsi, anche lungo strade.<br \/>\nLa storia di San Miniato diventa in parte la storia di Firenze perch\u00e9 l\u2019economia graviter\u00e0 in base alle esigenze fiorentine e alla domanda di quel mercato.<br \/>\nMa l\u2019arrivo delle famiglie fiorentine port\u00f2 anche un\u2019altra novit\u00e0: la costruzione delle ville signorili nel nostro territorio (villa Castellonchio, villa di Collebrunacchi, La Casaccia, ecc)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la caduta dell\u2019impero romano si hanno tracce di nuovi insediamenti a San Miniato con l\u2019arrivo dei Longobardi, che fecero costruire in \u201cLoco Quarto\u201d una chiesetta dedicata a San Miniato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"featured_media":0,"parent":38,"menu_order":4,"template":"","meta":[],"plugin_turismo":[],"class_list":["post-91","turismo","type-turismo","status-publish","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - 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