{"id":695,"date":"2016-07-14T17:08:14","date_gmt":"2016-07-14T15:08:14","guid":{"rendered":"https:\/\/comunicacity.net\/solofra\/?post_type=turismo&#038;p=695"},"modified":"2018-03-22T18:30:20","modified_gmt":"2018-03-22T17:30:20","slug":"storia","status":"publish","type":"turismo","link":"https:\/\/comunicacity.net\/solofra\/turismo\/storia\/","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"<p>Solofra \u00e8 posta in una conca dei monti Picentini, aperta sulla pianura di Montoro-S. Severino che fa da collegamento tra i bacini dell\u2019Irno e del Sarno ed \u00e8 un importante e vitale nodo della pianura campana.<br \/>\nLa cittadina \u00e8 stata favorita nella sua storia e nella sua economia da questa particolare condizione.<br \/>\nIl suo territorio fu sede di un avamposto sannita sulla via di comunicazione tra la valle del Sabato e quella dell\u2019Irno e di un insediamento della colonia romana di Abellinum.<br \/>\nCon le invasioni le sue balze pedemontane accolsero due arroccamenti altomedioevali protetti dalla Pieve di S. Angelo e S. Maria che fu un importante e forte punto di coagulo nella formazione della identit\u00e0 popolare. Essa permise il gravitare delle attivit\u00e0 solofrane verso Salerno da cui dipendeva e di cui il territorio fu tributario.<br \/>\nOccupata dai Longobardi fu assorbita nel Ducato di Benevento e fece parte del gastaldato di Rota (S. Severino). In questa epoca la conca era divisa in due entit\u00e0 territoriali: il locum Solofre e quello de sancta Agatha.<br \/>\nNel periodo normanno-svevo Solofra divenne vico e fece prima parte della contea di Rota, poi del feudo dei Tricarico con i quali raggiunse l\u2019autonomia territoriale ed amministrativa (XIII secolo) divenendo feudo di Giordano Tricarico. Fu poi assegnata dal fratello di costui, Giacomo, come dote alla figlia Giordana, sposa di Alduino Filangieri di Candida.<br \/>\nI Filangieri favorirono il legame con la realt\u00e0 artigiano-mercantile di Salerno e costruirono nel\u00a0centro mercantile di Solofra, la platea pubblica, il convento degli Agostiniani (seconda met\u00e0 del XIV secolo).<br \/>\nIn seguito all\u2019estinzione del ramo dei Filangieri, il feudo pass\u00f2 agli Zurlo di Napoli e ai Della Tolfa di Serino e, dopo una breve parentesi di autonomia dal feudale (1535-1555), agliOrsini di Gravina che trasferirono sul feudo la titolarit\u00e0 del loro principato e che lo tennero fino all\u2019eversione della feudalit\u00e0 (1809).<br \/>\nNella storia di Solofra si individua un\u2019importante linea rivendicativa in difesa delle sue attivit\u00e0 artigiano-mercantili ed in funzione antifeudale, che si espresse in un significativo episodio di lotta cittadina di opposizione agli Orsini (tra la fine del XVII secolo e l\u2019inizio del XVIII) e che guid\u00f2 l\u2019Illuminismo solofrano sfociando nella Rivoluzione partenopea del 1799. Importante fu anche la partecipazione ai moti carbonari del 1820-1821 con la costituzione di ben quattro vendite carbonare e alle rivendicazioni operaie dell\u2019inizio del secolo con lo sviluppo di una cellula socialista che comprendeva sia Solofra che S. Agata.<\/p>\n<p>La cittadina si caratterizza per l\u2019attivit\u00e0 della concia delle pelli che, nata in loco come in tutte le realt\u00e0 pastorali, vi rimase per favorevoli condizioni ambientali acquistando uno spessore sempre maggiore. Essa infatti fece parte di un polo specializzato nella produzione e nella lavorazione dei prodotti della pastorizia &#8211; lana e pelli &#8211; che gravitava sul mercato di Salerno e che comprendeva anche i casali di Giffoni e quelli di S. Severino, con cui ebbe intensi rapporti.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 cogliere il segno dell\u2019importanza della realt\u00e0 artigiano-mercantile di Solofra se si tiene presente che, all\u2019inizio del secolo XVI, essa aveva uno sviluppo urbano di ben quindici casali, che sul territorio c\u2019erano non meno di quaranta apotheche de consaria nelle quali si lavorava una gran variet\u00e0 di prodotti<br \/>\ncoire pelose, barbare, per calzarelli, in pigna, levantesche, coire membrane (pergamene), suole, coiramine, scardose, vacche levantesche, di Sicilia, alessandrine, sardesche, pelli conciate in galla, di sommacco, de calce, di mortella in bianco;<br \/>\nsi esercitavano diverse arti legate alla pelle<br \/>\narte de conciaria, de coraria, de mercanzia, de viaticaria, de fabricar calzarelli e scarpe, de far funi e cordoname, de corredare, de far auropelle, de far carte membrane, de vender lana, de far mortella, de far summacchi.<br \/>\nA queste si devono aggiungere talune attivit\u00e0 locali e cio\u00e8 la salatura e la lavorazione delle carni suine, che risalgono al periodo longobardo, e l\u2019arte del battiloro in cui gli artigiani raggiunsero una specificit\u00e0 propria e una particolare valentia.<br \/>\nSi era creato in loco un vero polo di prodotti legati all\u2019industria armentizia che alimentava una viva realt\u00e0 mercantile.<\/p>\n<p>Solofra ha dato i natali a Francesco Guarini (1611-1654), espressione della pittura del Seicento napoletano, a Gregorio Ronca (1859-1911), che fu protagonista di viaggi di notevole utilit\u00e0 e autore di scoperte scientifiche applicate dalla Marina italiana, a Giuseppe Maffei, autorevole\u00a0rappresentante della magistratura napoletana del XVIII secolo, insegnante e rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Napoli, studioso delle Istituzioni napoletane tanto da sistemare storicamente, in una voluminosa ed importante opera, tutte le norme e le consuetudini che si erano andate sviluppando del Meridione.<br \/>\nSi ricordano inoltre i medici Fasano (Riccardo, Andrea e Niccol\u00f2) che nel XIV secolo furono esperti dell\u2019arte medica alla corte angioina ottenendo per Solofra importanti privilegi economici; Onofrio Giliberti (1618-1665), matematico, astronomo e letterato, che fece parte dell\u2019Accademia solofrana di Amene lettere; Gabriele Fasano (1645-1689), sacerdote e letterato, che tradusse in napoletano la Gerusalemme Liberata del Tasso, partecipando ai rapporti letterari tra Napoli e Firenze; Costantino Vigilante (1685-1754), vescovo di Caiazzo, dette un contributo al moto di rinnovamento messo in atto da Carlo III; Massimiliano Murena(1728-1781), giurista e filosofo, autore di importanti opere dell\u2019Illuminismo napoletano; Matteo Barbieri (1746-1789), cultore di scienze matematiche ed autore di un\u2019essenziale opera di divulgazione scientificaNotizie storiche dei filosofi e matematici del Regno di Napoli; Felice Giannattasio (1759-1849), matematico, astronomo e filosofo; Leonardo Santoro (1764-1853), medico e chirurgo innovatore; Antonio Giliberti(1809-1900), teologo e latinista, autore del Pantheon Solophranum in versi latini, in cui celebra le glorie locali; Felice De Stefano (1889-1936), ingegnere navale e dirigibilista nella prima guerra mondiale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Solofra \u00e8 posta in una conca dei monti Picentini, aperta sulla pianura di Montoro-S. 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