{"id":38,"date":"2018-01-25T16:48:01","date_gmt":"2018-01-25T15:48:01","guid":{"rendered":"https:\/\/comunicacity.net\/sora\/?post_type=turismo&#038;p=38"},"modified":"2018-04-06T09:51:11","modified_gmt":"2018-04-06T07:51:11","slug":"chiese-a-sora","status":"publish","type":"turismo","link":"https:\/\/comunicacity.net\/sora\/turismo\/chiese-a-sora\/","title":{"rendered":"Chiese a Sora"},"content":{"rendered":"<p><b>Sora \u00e8 uno dei maggiori centri della provincia di Frosinone.<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Attraversata dal fiume Liri, sorge nel punto d\u2019incontro delle tre valli del Liri, di Roveto e di Comino, sviluppandosi interamente in pianura. Fu insediamento dei Volsci. In precedenza il suo territorio fu abitato da altre genti italiche, ed in seguito venne assoggettata a Roma.<br \/>\nFu a lungo capitale del gastaldato longobardo, poi dominio dei Normanni. Dichiarata \u201ccitt\u00e0 regia\u201d dal re di Napoli Carlo I d\u2019Angi\u00f2 nel XIV secolo, in seguito divenne, feudo dei Tomaselli, dei Cantelmi, dei Della Rovere e dei Boncompagni. Tra la fine del Settecento e l\u2019inizio dell\u2019Ottocento divenne teatro di feroci episodi di brigantaggio tra occupazioni militari borboniche, sanfediste e francesi. Molti ed importanti i luoghi di culto della cittadina che fanno parte di un vero e proprio itinerario religioso.<br \/>\nCitiamo tra i tanti la Cattedrale, sede Vescovile, l\u2019Abbazia di S. Domenico, e la Chiesa di S. Restituta con il portale autentico del secolo XIII, il Convento dei Cappuccini ora dei Padri Passionisti, ecc. Tra le vestigia del suo passato ricordiamo il Santuario rupestre del dio Silvano (sec Il a.C.), le mura poligonali e i resti del Castello romano-medioevale di S. Casto che posto sull\u2019omonimo monte si raggiunge a piedi. Lungo il percorso \u00e8 possibile godere di ampie vedute sull\u2019intera citt\u00e0. Ma una delle testimonianze pi\u00f9 antiche ed importanti di Sora \u00e8 il Ponte Marmone (sec Il a.C.), i cui resti sorgono non distanti dall\u2019Abbazia di S. Domenico. Esso fu quasi interamente distrutto da Federico Il nel 1229. La Sora moderna si presenta come importante centro commerciale, fulcro di un vasto comprensorio.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"692\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"686\">\n<table border=\"0\" width=\"689\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"225\"><strong><a title=\"Santa Maria Assunta\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/santa-maria-assunta\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-905 size-full\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/santamaria.jpg\" alt=\"Cattedrale\" width=\"145\" height=\"109\" \/><\/a><\/strong><\/td>\n<td width=\"225\"><b><a title=\"Santa Restituta\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/santa-restituta\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-908 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/srestituta-150x150.jpg\" alt=\"Santa Restituta\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/b><\/td>\n<td width=\"225\"><b><a title=\"Abbazia di San Domenico\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/abbazia-di-san-domenico\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-912 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/sdomenico-150x150.jpg\" alt=\"Abbazia San Domenico\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/b><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"30\"><a title=\"Santa Maria Assunta\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/santa-maria-assunta\/\"><strong>Cattedrale\u00a0<\/strong><b>Santa Maria Assunta<\/b><\/a><\/td>\n<td><a title=\"Santa Restituta\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/santa-restituta\/\"><b>Chiesa di Santa Restituta<\/b><\/a><\/td>\n<td><a title=\"Abbazia di San Domenico\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/abbazia-di-san-domenico\/\"><b>Abbazia di San Domenico<\/b><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><b><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/santantonio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-916 size-full\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/santantonio.jpg\" alt=\"Chiesa di Sant'Antonio\" width=\"145\" height=\"108\" \/><\/a>Sant\u2019Antonio Abate<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Anche la chiesa di Sant\u2019Antonio Abate, come quella dedicata alla Madonna delle Grazie, sorge sulle pendici del colle di San Casto, immediatamente presso alcuni tratti ben conservati delle mura in opera poligonale; il santuario \u00e8 dedicato alla figura del santo eremita protettore deli animali; l\u2019interno \u00e8 a tre navate, con l\u2019altare maggiore opera di scuola barocca napoletana. Il 17 gennaio, nel piazzale antistante, si svolge annualmente una fiera con bancarelle specializzate nella vendita di frutta secca. In questa chiesa ricevette gli ordini minori Giuseppe Rosati, poi vescovo negli Stati Uniti d\u2019America della citt\u00e0 Saint Louis 1826.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em id=\"__mceDel\"><b><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/madonnadellafigura.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-917 size-full\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/madonnadellafigura.jpg\" alt=\"Madonna della Figura\" width=\"145\" height=\"109\" \/><\/a>Santuario di Santa Maria della Figura<\/b><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">Il santuario fu costruito nel 700 presso una grotta, dove era venerata un\u2019antica immagine della Madonna. In seguito ha subito molte trasformazioni e restauri; infatti l\u2019impianto originario della chiesa era scandito da tre navate e solo recentemente sono state aggiunte alcune cappelle e il campanile nel 1937. La cupola \u00e8 ricoperta da un ciclo pittorico in cui sono raffigurati la S.S.Trinit\u00e0, la Vergine e i quattro Evangelisti. Sulla parete dell\u2019altare maggiore \u00e8 collocato l\u2019affresco proveniente dalla primitiva chiesa con la Madonna e il Bambino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em id=\"__mceDel\"><b><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/madonnadellaneve.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-918 size-full\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/madonnadellaneve-e1489574950629.jpg\" alt=\"Madonna della Neve\" width=\"150\" height=\"109\" \/><\/a>Madonna della Neve<\/b><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">Alla chiesa della Madonna della Neve \u00e8 legata una tradizione che risale al XVII secolo: in questa chiesa i nuovi Vescovi di Sora, arrivati dalla Strada Romana, indossavano gli abiti pontificali e da qui partivano, a cavallo di una mula bianca, per recarsi alla Cattedrale, attraversando le strade della citt\u00e0 seguiti dal popolo in processione. La Madonna della Neve \u00e8 la patrona dei condannati a morte. Il titolo ricorda la neve che cadde sul colle Esquilino nell\u2019Agosto del 352 d.C.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em id=\"__mceDel\"><b><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/madonnadellaquercia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-919 size-full\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/madonnadellaquercia.jpg\" alt=\"Madonna della Quercia\" width=\"145\" height=\"108\" \/><\/a>Madonna della Quercia<\/b><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">La chiesa della Madonna della Quercia fu fatta costruire alla fine del secolo scorso nel luogo in cui si dice che la Madonna apparve ad un pastore fra i rami di una quercia. Sulla facciata della chiesa una lapide ricorda le indulgenze concesse da Leone XIII per l\u2019occasione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em id=\"__mceDel\"><b><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/madonnadellegrazie.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-920 size-full\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/madonnadellegrazie.jpg\" alt=\"Madonna Delle Grazie\" width=\"145\" height=\"102\" \/><\/a>Madonna delle Grazie<\/b><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">La chiesa dedicata alla madonna delle Grazie doveva sorgere gi\u00e0 alla fine del secolo XVI, come testimonia un documento che direttamente la cita e dimostra la diffusione del culto Mariano nella zona gi\u00e0 da diversi secoli praticato. Ancora oggi, infatti, la chiesa \u00e8 meta , sopratutto nel mese di maggio di moltissimi fedeli; la celebrazione del mese Mariano culmina con una suggestiva fiaccolata che si snoda lungo le pendici del colle di San Casto prospicente la citt\u00e0 di Sora. Vale la pena raggiungere il Santuario anche per godere il panorama della citt\u00e0 dall\u2019alto del monte. Proseguendo lungo il sentiero sul retro della chiesa, si raggiungono i ruderi del castello di San Casto. Nella chiesa si pu\u00f2 ammirare un recente dipinto della Vergine inserito in una cornice intagliata da artigiani locali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><b><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Madonnadicostantinopoli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-921 size-full\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Madonnadicostantinopoli.jpg\" alt=\"Madonna di Costantinopoli\" width=\"145\" height=\"108\" \/><\/a>Madonna di Costantinopoli<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0La Chiesa della Madonna di Costantinopoli, inserita nel tessuto urbano della citt\u00e0, sorge lungo la strada che congiunge il centro abitato di Sora con la frazione Carnello.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em id=\"__mceDel\"><b><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/madonnadivalfrancesca.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-922 size-full\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/madonnadivalfrancesca.jpg\" alt=\"Madonna di Valfrancesca\" width=\"145\" height=\"103\" \/><\/a>Madonna di Valfrancesca<\/b><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">La chiesa, situata presso la sponda sinistra del Liri a circa 1 km da Sora, fu costruita nel 1679 su progetto dell\u2019arch. Francesco Campione di Como. L\u2019antica struttura di stile barocco aveva una pianta quasi ovale cui si affiancava un alto campanile. In seguito alla distruzione del terremoto del 1915, la chiesa fu ricostruita nel 1932. Bisogna notare l\u2019artistico portale, il rosone romanico e la serie di archetti costruiti dal sorano Vincenzo Tavernese; all\u2019interno, dietro l\u2019altare, si pu\u00f2 ammirare l\u2019immagine della Madonna salvata dal terremoto. All\u2019interno si conserva una statua lignea scolpita alla fine del \u2018600 della \u201d Ma\u00f2nna Ranna\u201d (Madonna Grande), che veniva portata in processione attraverso i campi in caso di prolungata siccit\u00e0. Ai lati dell\u2019abside vi sono due medaglioni affrescati raffiguranti gli apostoli Pietro e Paolo, opera del pittore sorano Giacchetti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><b><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/mariassvaleradice.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-923 size-full\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/mariassvaleradice.jpg\" alt=\"Valleradice\" width=\"145\" height=\"109\" \/><\/a>Maria SS. di Valleradice<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">In una zona ricca di reperti paleolitici, fu costruita prima del 1429, una chiesa dedicata alla Madonna, scavata parzialmente nella roccia, per volont\u00e0 di alcuni cittadini di Sora che la edificarono per espiazione dei propri peccati. In quella data il Santuario, fino a quel momento amministrato dai laici, fu concesso ai canonici e al capitolo della citt\u00e0 di Sora. Nella chiesa esisteva un affresco del \u2018400 della Madonna, distrutto nel 1943 da un bombardamento. La chiesa \u00e8 ricca di ricordi legati alla vita del cardinale Cesare Baronio; sua madre Porzia Febonia, infatti, assai devota alla Madonna del Santuario, vi chiese la grazia di guarigione del piccolo Cesare di due anni che dopo tre giorni continui di preghiera guar\u00ec. La chiesa, dopo le vicissitudini belliche, fu restaurata e dichiarata Santuario dal vescovo Biagio Musto nel 1953. Nel 1960 fu completamente ricostruita con il contributo della popolazione locale e degli emigrati in Canada.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><b><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/sbartolomeoapostolo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-924 size-full\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/sbartolomeoapostolo.jpg\" alt=\"San Bartolomeo Apostolo\" width=\"145\" height=\"108\" \/><\/a>San Bartolomeo Apostolo<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Il primitivo impianto di questa antica chiesa era pi\u00f9 lungo dell\u2019attuale ma, durante la ristrutturazione urbanistica seguita al terremoto del 1915, la parte anteriore fu demolita per allargare il Corso Volsci. Attualmente la facciata, con quattro colonne di gusto neo-classico, presenta due finti campanili sui due lati, mentre il pavimento si trova ad un livello pi\u00f9 basso di quello stradale. All\u2019interno, sulla volta della cupola centrale, si pu\u00f2 ammirare un affresco del pittore, appartenente alla scuola del Cavalier d\u2019Arpino, Sperduti (sec. XVIII), raffigurante la cacciata degli angeli ribelli dal Paradiso. Nella chiesa, nel 1580, fu sepolta la madre del cardinale Cesare Baronio, Porzia Febonia, come attesta una lapide la cui iscrizione fu dettata dallo stesso Baronio. Un crocifisso ligneo, donato nel 1564 da Cesare Baronio alla Congregazione di Carit\u00e0, fu scolpito da Tiberio Calcagni, discepolo di Michelangelo. Nella chiesa si pu\u00f2 ammirare anche un pregevole dipinto di Sebastiano Conca raffigurante la Madonna del Divino Amore e databile nella prima met\u00e0 del \u2018700.<\/p>\n<p><em id=\"__mceDel\"><b><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/santafilomena.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-925 size-full\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/santafilomena.jpg\" alt=\"Santa Filomena Vergine e Martire\" width=\"145\" height=\"109\" \/><\/a>Santa Filomena Vergine e Martire<\/b><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">Entrando in via Amedeo Carnevale, unita al palazzo gentilizio della famiglia Tuzj, si trova la graziosa cappella privata dedicata a Santa Filomena. Questa \u00e8 stata realizzata in stile pseudogotico, con i diversi elementi costruttivi (croce, guglie, pilastri) realizzati in travertino o pietra locale. Attualmente la cappella viene utilizzata per sole cerimonie private.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em id=\"__mceDel\"><b><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/sanfrancesco.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-926 size-full\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/sanfrancesco.jpg\" alt=\"San Francesco D'Assisi\" width=\"145\" height=\"104\" \/><\/a>San Francesco D\u2019Assisi<\/b><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">La chiesa e l\u2019annesso convento intitolati a San Francesco furono fondati agli inizi del 1300. Nel 1363, per disposizione testamentaria di Cicco de Omobono, la chiesa fu ampliata secondo lo stile gotico, di cui resta la parete posteriore in conci di pietra e la bellissima bifora ogivale in travertino, con colonnina centrale e decorazioni curvilinee o lobate e gli affreschi dei sec. XIV- XV, rinvenuti nel 1970 e da poco restaurati, situati fra gli altari della misericordia e del Crocifisso; essi rappresentano la Vergine con il Bambino, San Savino e San Bonaventura. Sempre nel XIV sec. alla chiesa si affianc\u00f2 un chiostro con archi a sesto acuto. I due edifici furono gravemente danneggiati dal terremoto del 1654, ma all\u2019inizio del XVIII sec. furono restaurati ed ampliati. Il chiostro fu chiuso, sopraelevato e fornito di grande scalone, secondo l\u2019architettura settecentesca. Nella seconda met\u00e0 di questo secolo il convento ospit\u00f2 il collegio Tuziano e nel 1798 i suoi locali furono adibiti a granaio dai soldati francesi e a deposito di armi dal brigante Gaetano Mammone. Dal 1806 il convento fu abolito e l\u2019edificio ceduto al comune che lo adib\u00ec a scuola, a sede della sottoprefettura, della regia pretura e, infine, del museo civico. Attualmente l\u2019edificio \u00e8 stato completamente ristrutturato e restaurato ed ospita il deposito archeologico del comune di Sora. La chiesa attuale \u00e8 coperta da una volta a botte su unica navata. Nelle nicchie disposte lungo le pareti laterali sono sistemate sette grandi statue di gesso raffiguranti personaggi biblici: Davide, Mos\u00e8, Salomone, Daniele, Isaia, Aronne e Geremia; esse sono opera di un\u2019anonimo artista francescano del secolo XVIII. Nel 1883 Pietro Biancale con il figlio Domenico restaur\u00f2 la decorazione e gli affreschi della volta dell\u2019abside, dando tuttavia alle raffigurazioni un\u2019impronta personale. Nella sacrestia \u00e8 conservato un dipinto ad olio di forma ovale dello stesso artista, rappresentante San Francesco in atto di penitente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><b><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/sanrocco.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-927 size-full\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/sanrocco.jpg\" alt=\"San Rocco\" width=\"145\" height=\"108\" \/><\/a>San Rocco<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Il culto di San Rocco si diffuse in Ciociaria nel XV sec. in concomitanza della diffusione di un\u2019epidemia di peste. Una primitiva chiesa, ben pi\u00f9 angusta, fu eretta nel 1430 fuori la porta denominata \u201cCancello\u201d, mentre l\u2019attuale, assai pi\u00f9 ampia e di diverso stile, fu edificata tra il 1750-1754 su progetto dell\u2019architetto svizzero Cristoforo de Donatis e poi pi\u00f9 volte restaurata. La chiesa si svilupppa in una sola navata absidata, al termine della quale \u00e8 posta la statua lignea policroma del Santo. A destra della porta della sacrestia si pu\u00f2 ammirare un affresco del sorano Pietro Biancale in cui \u00e8 raffigurato San Rocco mentre intercede per gli appestati e cerca di allontanare l\u2019angelo della morte armato di lunga spada. Dall\u2019altro lato si pu\u00f2 ammirare un secondo affresco di Pietro Biancale che rappresenta San Rocco morente in carcere, consolato solo dal suo fedele cane, sovrastato dagli angeli che recano una corona, simbolo di santit\u00e0 e di regalit\u00e0. Sulla sommit\u00e0 dell\u2019abside, si distende il grande affresco di Bernardo Biancale (1869-1959) di scuola napoletana con San Rocco che prega la Madonna in gloria a favore degli appestati. Al medesimo pittore si devono i sei medaglioni raffiguranti San Francesco, San Cirillo d\u2019Alessandria, Sant\u2019 Emidio, San Domenico da Foligno, San Giuliano e Santa Restituta. Sempre al Biancale appartiene una raffigurazione della citt\u00e0 di Sora, simboleggiata da una \u201cdonna con l\u2019orologio\u201d denudata e desolata per i danni del terremoto e per la tragedia della Grande Guerra. Nella chiesa si pu\u00f2 anche ammirare l\u2019ambone in legno opera dello scultore sorano Marcello Lucarelli e dell\u2019ebanista sorano Francesco De Gregoris.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><b><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/santarosalia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-928 size-full\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/santarosalia.jpg\" alt=\"Santa Rosalia\" width=\"142\" height=\"106\" \/><\/a>Santa Rosalia<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0La Chiesa di S.Rosalia, moderna costruzione, sorge lungo viale S. Domenico, a circa met\u00e0 strada tra il centro storico della citt\u00e0 e la chiesa di S. Domenico, posta al confine con il Comune di Isola del Liri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em id=\"__mceDel\"><b><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/sansilvestropapa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-929 size-full\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/sansilvestropapa.jpg\" alt=\"San Silvestro Papa\" width=\"145\" height=\"100\" \/><\/a>San Silvestro Papa<\/b><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">Secondo la tradizione, la chiesa fu fatta erigere da San Domenico Abate nel 1029 insieme ad un monastero benedettino; difatti l\u2019Abazia di San Domenico dipendeva da questa chiesa. Nel 1765, poich\u00e8 l\u2019edificio versava in uno stato di rovina ed incuria, fu demolito e ricostruito nel 1770 su progetto dell\u2019architetto svizzero Cristoforo de Donatis. La chiesa ha un\u2019unica navata a cui si affiancano cappelle laterali. Alla grande cupola corrisponde esternamente un tiburio ottagonale. All\u2019interno si possono ammirare, in quattro riquadri triangolari posti alla base della cupola, i dipinti dei quattro evangelisti realizzati nella seconda met\u00e0 dell\u2019800 dal pittore sorano Pietro Biancale. Nella chiesa si conservano una tela del 1770 del Cavicchia raffigurante San Bernardo di Chiaravalle, un quadro di Paolo Antonio Sperduti, rappresentante la Madonna col Bambino, San Silvestro Papa e San Domenico Abate; ed ancora, un tabernacolo marmoreo del Pecorella di scuola napoletana, su disegno dell\u2019architetto De Donatis, quindi una formella in terracotta del 1700 raffigurante una Madonna Incoronata. Nella chiesa di San Silvestro fu battezzato il famoso brigante sorano Chiavone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><b><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/santospirito.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-930 size-full\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/santospirito.jpg\" alt=\"Santo Spirito\" width=\"145\" height=\"108\" \/><\/a>Santo Spirito<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">La duchessa Costanza Sforza Boncompagni, grazie ad un lascito testamentario di 300 ducati dopo la morte del marito, il duca Giacomo, fece edificare nel centro della citt\u00e0 la nuova chiesa di Santo Spirito insieme all\u2019edificio che ospit\u00f2 il collegio dei Gesuiti. Nel 1614, per volont\u00e0 del vescovo Girolamo Giovannelli, vi furono traslate dalla piccola cappella extra moenia le ossa del santo martire Giuliano. Nel corso del XVII sec. alcuni eventi naturali minacciarono la stabilit\u00e0 della chiesa e richiesero interventi di restauro ultimati all\u2019inizio del 700: la chiesa assunse una spiccata connotazione barocca che ha conservato nel corso degli anni. Nella seconda met\u00e0 dell\u2019800, pittori di scuola napoletana affrescarono la volta con la \u201cglorificazione della Madonna con i santi Domenico, Giuliano e Restituta\u201d, sul cui sfondo si distingue una veduta di Sora. Le pitture dell\u2019abside, a sinista e a destra dell\u2019altare, sono dell\u2019artista sorano Domenico Biancale (1915) e raffigurano San Bonaventura e San Bernardo. Nella Chiesa di Santo Spirito si conservano una statua cinquecentesca dell\u2019Addolorata ed angeli lignei, scolpiti da Pasquale Fosca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><b><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.arccloud.it\/comunesora\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/passionisti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-931 size-full\" src=\"http:\/\/www.comune.sora.fr.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/passionisti.jpg\" alt=\"Passionisti\" width=\"145\" height=\"108\" \/><\/a>Convento dei Padri Passionisti<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Il Monastero dei Passionisti, ubicato in contrada Collacchio, fu fatto costruire dal Cardinale Cesare Baronio nel 1601, ed il Convento fu edificato con il contributo del Comune e della popolazione; inizialmente sede dei Cappuccini, \u00e8 cenobio dei Passionisti dal 6 marzo 1842. La chiesa annessa (intitolata a Santa Maria degli Angeli) \u00e8 stata poi rinnovata e riconsacrata nel 1917 dal Vescovo Monsignor Antonio Maria Iannotta; ce lo ricorda una lapide, che per\u00f2 riporta l\u2019anno di fondazione sbagliato, 1610, ma in realt\u00e0 \u00e8 1601, le ultime due cifre sono state verosimilmente invertite dal compilatore. La chiesa \u00e8 ad una sola navata e presenta una cappella consacrata a San Gabriele dell\u2019Addolorata, che in questa chiesa \u00e8 festeggiato il 27 febbraio, data spostata ad una delle domeniche successive. Interessante, nell\u2019edificio sacro, \u00e8 il quadro sull\u2019Altare Maggiore, opera di Francesco Vanni, famoso pittore ed incisore italiano, nato a Siena nel 1563-1565 e morto nel 1610, che lavor\u00f2 anche a Roma; la tela, caratterizzata dalla delicatezza degli effetti luministici, risale al 1604 e fu donata dal Cardinale Cesare Baronio ai Cappuccini; il quadro \u00e8 intitolato \u201cSanta Maria degli Angeli\u201d (o Madonna della Vallicella con i Santi Francesco e Restituta); Santa Maria degli Angeli regge il Bambino ed \u00e8 circondata dagli Araldi divini; in basso a sinistra, San Francesco d\u2019Assisi, con l\u2019abito dei Cappuccini, per i quali il quadro veniva dipinto ed a destra Santa Restituta; veramente il Vanni, nel settore di quest\u2019ultima, dipinse il Baronio; ma lui, riservato e molto modesto, volle che il suo ritratto fosse cancellato, ed allora il Vanni sostitu\u00ec l\u2019immagine del Principe della Chiesa con quella della santa; con un po\u2019 d\u2019attenzione si pu\u00f2 ancora vedere il volto del Cardinale, alla sinistra della Taumaturga; sullo sfondo, tra i due Santi, si vede Sora ripresa con le sue mura e le sue torri; questo particolare d\u00e0 al quadro un notevole valore storico e documentario, presentandoci la nostra citt\u00e0 agli inizi del XVII secolo, con le sue opere difensive successivamente sottoposte ad una sistematica distruzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sora \u00e8 uno dei maggiori centri della provincia di Frosinone. 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