{"id":48,"date":"2018-01-25T16:56:07","date_gmt":"2018-01-25T15:56:07","guid":{"rendered":"https:\/\/comunicacity.net\/sora\/?post_type=turismo&#038;p=48"},"modified":"2018-02-03T00:51:27","modified_gmt":"2018-02-02T23:51:27","slug":"antonio-valente","status":"publish","type":"turismo","link":"https:\/\/comunicacity.net\/sora\/turismo\/figli-illustri\/antonio-valente\/","title":{"rendered":"Antonio Valente"},"content":{"rendered":"<p><i>Architetto, scenografo di cinema e di teatro, pittore<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">1894 Antonio Valente nasce a Sora (Frosinone) il 14 luglio, figlio dell\u2019ingegnere Vincenzo Valente e della nobildonna Cecilia Franchi. 1900 muore il padre, Antonio Valente rimane con un fratello e due sorelle.<br \/>\n1912-1914 Si iscrive alla Scuola Superiore di Ingegneria a Roma che, per\u00f2, lascia presto per frequentare la Scuola Superiore di Architettura e successivamente il Corso Superiore di Urbanistica. Nel frattempo inizia a occuparsi di critica teatrale scrivendo per diversi giornali specializzati.<br \/>\n&lt;id=&#8221;__mcedel&#8221;&gt;1915-1918 Con il grado di tenente presso il 13\u00b0 Reggimento Artiglieria da Campagna partecipa alla guerra riportando una grave ferita alla mano sinistra nelle operazioni sul Col di Lana (Cortina d\u2019Ampezzo).<br \/>\n1919-1922 AI fine di aggiornarsi sulle nuove correnti artistiche d\u2019avanguardia e soprattutto sui nuovi sistemi scenotecnici, viaggia per l\u2019Europa soggiornando a Parigi, Berlino, Londra. Nello stesso anno del suo arrivo a Parigi (1919) collabora con il regista e autore drammatico Jacques Coupeau ideando le scene di alcuni sketch d\u2019avanguardia su testi di Antonio Valente, poi rappresentati al VieuxColombier fondato dallo stesso Copeau. Nella capitale francese \u00e8 in contatto con un gruppo di intellettuali italiani tra cui figurano Aniante, Corrado Alvaro, Massimo Campigli. Collabora con Lev Bakst, Firmin G\u00e9rmier, attore e direttore del Teatro Odeon, Gordon Craig, regista e scenografo, Lugn\u00e9-Poe, regista e impresario che lo accoglie nel suo Teatro de l\u2019Oeuvre, Raymond Bernard. Nel 1920 partecipa alla XIII Esposizione Artistes-D\u00e9corateurs di Parigi con progetti di lampade, cuscini, paraventi colorati e, due anni pi\u00f9 tardi, espone una serie di disegni alla Galleria \u201cDer Sturm\u201d di Berlino.<br \/>\n1923 Tornato in Italia, partecipa alla XCVI Esposizione della Galleria d\u2019Arte Bragaglia con una serie di acquerelli caratterizzati da \u201cpiani e linee energetici\u201d che Prampolini accosta, per il carattere teatrale, alla pittura raggista di Larionov e ai Balletti di Diaghilev (E. Prampolini 1925). Collabora con il Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia realizzando le scene per i balletti de La vetrata azzurra musicata da Santoliquido, poi con la compagnia di Tatiana Pavlova, per la quale progetta la scenografia del Sogno d\u2019amore di Krossorotoff seguendo un criterio costruttivo ambientate e psicologico (3 ottobre 1923, Teatro Valle, Roma). Con la stessa compagnia collabora in altri lavori teatrali utilizzando li medesimo criterio scenografico. 1925 AI teatro la Fenice di Venezia costituisce lui stesso una compagnia di balletti italo-russi e sperimenta scene mutabili a vista mediante effetti di luci colorate. Con questo sistema mette in scena spettacoli dinamici plastico-musicali come la Danza macabra di Saint-Sa\u00eans, il Sogno di Scriabin, l\u2019Arcobaleno di Schumann. Direttore d\u2019orchestra della compagnia \u00e8 Alberto Savinio.<br \/>\n1925-1926 Partecipa all\u2019 Esposizione d\u2019Arte futurista che si tiene al Palazzo Madama di Torino, insieme a Dottori, Fillia, Pannaggi, Prampolini, Tato ed altri. Espone alla Intemational Theatre Exposition di New York, organizzata da Friedrich Kiesler e Jean Heap, alla quale partecipano i pi\u00f9 importanti nomi della scenografia internazionale. 1927 In febbraio si laurea in Architettura con una tesi che ha per oggetto la costruzione di un Teatro di posa da erigersi a Roma. 1928 Lavora alla messa in scena di quasi cinquanta lavori al Concorso Nazionale del Dopolavoro tenuto a Torino. Per incarico del Governo disegna, costruisce e cura l\u2019allestimento del primo \u201cCarro di Tespi\u201d: un vero e proprio teatro popolare ambulante dotato di tutti gli accessori pi\u00f9 moderni, tra cui una variante della cupola Fortuny a struttura ellissoidale progettata dallo stesso Valente. A questo primo esemplare, inaugurato nel 1929 e attivo a Roma e nel Sud Italia, si aggiungono, tra il 1930 e il 1938, altri due grandi complessi mobili, uno lirico e l\u2019altro drammatico, cui si affiancano anche carri pi\u00f9 piccoli destinati ai centri minori. Collabora in modo continuativo con il Carro di Tespi, dirigendo ne sempre l\u2019allestimento scenico fino alla sua abolizione durante la seconda guerra mondiale. Contemporaneamente progetta il \u201cpalcoscenico mobile circolare tripartito\u201d e il \u201cpalcoscenico mobile tripartito a piani slittanti\u201d 1929 Collabora alla realizzazione di un volume su Il teatro filodrammatico\u201d, edito per l\u2019Ufficio Educazione artistica dell\u2019O.N.D. 1930 Progetta per l\u2019O.N.D. un teatro da erigersi a Roma in Via Capo d\u2019Africa. Successivamente, con il progetto del cineteatro \u201cConceptio\u201d, munito delle pi\u00f9 moderne attrezzature fisse e mobili di scena, vince il concorso nazionale per il grande Teatro Drammatico di Stato che si sarebbe dovuto costruire a Roma sul terreno di Castro Pretorio. Crea le sei scene per la \u201cprima\u201d italiana de La Veglia dei lestofanti di Brecht, tenutasi al Teatro Filodrammatico di Milano con la regia di A.G. Bragaglia. Costruisce teatri e cineteatri in Italia e all\u2019estero (Romania, Turchia, Venezuela, Kuwait Grecia). 1931 Con l\u2019allestimento per l\u2019opera Figli di Re di Humperdinck messo in scena alla Scala di Milano, Valente introduce anche nel teatro lirico l\u2019uso di scene plastiche architettoniche. A questo periodo risale probabilmente la sua adesione all\u2019Associazione \u201cAmici di Bagutta\u201d. In ottobre gli viene conferita la medaglia d\u2019oro dell\u2019O.N.D. come architetto e scenografo dei \u201cCarri di Tespi\u201d. 1932 Per incarico del Governo progetta e cura l\u2019allestimento della \u201cSala dei martiri\u201d per la Mostra della Rivoluzione Fascista, ordinata a Roma al Palazzo delle Esposizioni. Realizza le scene per la Butterly rappresentata al Teatro dell\u2019Opera di Roma, tali scene sono state utilizzate fino al 1976. In marzo \u00e8 nominato cavaliere della Corona d\u2019Italia per i meriti avuti nell\u2019ideazione dei \u201cCarri di Tespi\u201d. 1933 Vince il concorso per la Mostra d\u2019Arte Italiana di Chicago con un bozzetto del Padiglione Italiano. Progetta e realizza gli stabilimenti cinematografici \u201cPisorno\u201d di Gioacchino Forzano a Tirrenia, dando vita alla prima \u201ccitt\u00e0 del cinema\u201d in Italia con i teatri di posa pi\u00f9 grandi d\u2019Europa. Per il Maggio Musicale Fiorentino disegna scene e costumi per il Falstaff. 1934-1936 E\u2019 incaricato da Luigi Chiarini allora Commissario dell\u2019Accademia Nazionale di Cinematografia, di studiare il progetto per una scuola modello per l\u2019insegnamento tecnico-artistico cinematografico. Nasce cos\u00ec, nel 1935 a Roma, su Via Tuscolana, il razionale complesso polifunzionale del Centro Sperimentale di Cinematografia, in cui Valente terr\u00e0 la cattedra di Scenotecnica e Scenografia fino al 1968. Nel settembre 1936 prende parte al Concorso di Cinematografia Turistica e Scientifica Internazionale che si tiene a Villa Olmo (Como), dove cura l\u2019allestimento della mostra ed espone un nutrito gruppo di bozzetti di scena e costumi. 1937 Per il Maggio Musicale Fiorentino disegna scene e costumi per \/\u2019Edipo re di Strawinsky. In novembre, presso la Mostra della Meccanica organizzata a Torino, cura il Padiglione della Direzione Generale per la Cinematografia realizzando un fotomontaggio del macchinario italiano. Da questo anno si dedica alla progettazione della sua villa a San Felice Circeo, localit\u00e0 Quarto Caldo, e inizia a interessarsi di urbanistica. Fino al 1975, data della sua scomparsa, le ville e gli Alberghi da lui progettati sono stati 120. 1939 Progetta il complesso della zona industriale cinematografica su Via Tuscolana a Roma (sedi per sei societ\u00e0 cinematografiche e abitazioni per duecento famiglie), e il Piano di Ricostruzione della citt\u00e0 di Veroli. Realizza i teatri di posa per la societ\u00e0 cinematografica \u201cElica\u201d (ora De Paolis) al Tiburtino, Roma. 1940 Viene inaugurato ufficialmente il Centro Sperimentale di Cinematografia. 1941-1944 E\u2019 inviato dal Governo italiano a Bucarest per progettare e costruire un complesso cinematografico di Stato con tre grandi teatri di posa. 1945-1946 In qualit\u00e0 di architetto, entra a far parte della Commissione nazionale per l\u2019apertura delle Sale Teatrali, mansione che deterr\u00e0 fino al 1975. Restaura e progetta il complesso di teatri SAFA al Palatino, Roma. Riceve incarichi per nuovi complessi cinematografici per le citt\u00e0 di Venezia, San Remo, Napoli, Palermo. 1947-1949 Realizza il Teatro statale di Istambul con un palcoscenico tripartito ad anello rotante. E\u2019 tra i primi esponenti dell\u2019Associazione Tecnica \u201cItaliana per la Cinematografia (A.T.I.C.) 1950-1959 Con la costruzione delle Scuole primarie e secondarie di Veroli, Valente inizia a dedicarsi alla progettazione di architetture civili pubbliche, tra cui sono da ricordare le Scuole Materne a Sabaudia e a San Felice Circeo, la chiesa di S. Francesco a Tirrenia (1954), il Collegio e la Chiesa dell\u2019Istituto Nostra Signora della Mercede a San Felice Circeo. Come membro della Commissione Edilizia e della Pro Loco di San Felice Circeo collabora per molti anni allo sviluppo del comune, restaurando numerose opere del centro cittadino, come il Palazzo Baronale, e realizzando edifici nuovi pubblici e privati: il Tabacchificio ora Orimar, il Teatro Comunale, il Cinema-Teatro Circe, l\u2019Arena Circe, i complessi alberghieri di Punta Rossa e Maga Circe, oltre a diverse ville che diventano presto ritrovi estivi di famosi artisti di teatro e di cinema quali Renato Rascel e Anna Magnani. A Roma e nella zona dei Castelli progetta ville, restauri, arredamenti. Tra il 1952 e il 1953 realizza a Latina il Calzificio del Mezzogiorno, un complesso industriale con oltre cinquecento unit\u00e0 lavorative, e il Teatro Massimo di Lecce. Disegna oltre centocinquanta ville costruite lungo la costa tirrenica, da Marina di Pisa a Capri fino alla Baia d\u2019Oro di Licata (Agrigento), dove sorgono un grande albergo per duemila persone e dieci villini. A lui si deve anche l\u2019ideazione di un complesso alberghiero nelle Isole Bahamas e di una grande villa a Punta del Este, in Uruguay. Questi lavori, seppur avviati negli anni Cinquanta, si protraggono e si concludono durante il successivo ventennio.<br \/>\n1960 Riceve la medaglia d\u2019oro in occasione del XXV anno di fondazione del Centro Sperimentale di Cinematografia, in qualit\u00e0 di suo architetto progettista nonch\u00e9 docente. 1963 Tiene una relazione sull\u2019argomento: \u201cCineteatri di posa e meccanismi spaziali\u201d nell\u2019ambito del XV Congresso Internazionale della Tecnica Cinematografica, organizzato a Torino dal 23 al 25 settembre dal Salone Internazionale della Tecnica con la collaborazione dell\u2019Associazione Tecnica Italiana per la Cinematografia (A.T.I.C.). 1968 In seguito alle contestazioni studentesche, nel mese di giugno lascia la cattedra di Scenotecnica al Centro Sperimentale di Cinematografia. 1970 Il 30 novembre gli \u00e8 conferita la medaglia d\u2019oro in occasione dell\u2019inaugurazione delle opere di abbellimento e restauro, da lui progettate e dirette, della Basilica di Sant\u2019Andrea delle Fratte a Roma. 1974 Nonostante le difficili condizioni di salute, rilascia al critico cinematografico Francesco Savio un intervista andata in onda durante un\u2019inchiesta radiofonica sulla nascita del cinema italiano. 1975 Antonio Valente muore a Roma il 30 giugno. 1977 L\u20198 maggio il Comune di San Felice Circeo dedica a Valente il piazzale del Faro, in localit\u00e0 Quarto Caldo. Il 30 giugno il Centro Studi di Cultura, Economia e Divulgazione del Cinema gli conferisce, post mortem, un riconoscimento alla memoria per premiare la sua lunga e prestigiosa attivit\u00e0. 1987 Il 18 novembre il Comune di Roma intitola a suo nome una strada situata nella IV Circoscrizione. 1988 Il 27 febbraio al Teatro Sala Umberto di Roma viene presentato il volume di Giovanni Isgr\u00f2, Antonio Valente, architetto scenografo e la cultura materiale del teatro in Italia fra le due guerre, S.F. Flaccovio ed., Palermo 1988. 1989 Il 31 maggio \u00e8 intitolato ad Antonio Valente l\u2019Istituto Statale d\u2019Arte di Sora. 1990 Il settimanale \u201cIl Borghese\u201d gli dedica quattro articoli monografici. 1992 Il suo nome \u00e8 incluso nell\u2019Enciclopedia UTET, Torino. 1994 Sora, paese natale di Valente, celebra il centenario della nascita dell\u2019artista con una serie di iniziative: una mostra di manifesti e una mostra fotografica dal titolo Vita e opere di Antonio Valente allestite nelle sale del Palazzo Municipale. Viene incluso nell\u2019 Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti 1979-1992 edita dall\u2019Istituto Giovanni Treccani, Roma. 1995 Il 5 giugno, nella Sala dei Convegni del Senato della Repubblica Italiana, si tiene un Convegno di studi sul centenario del cinema dedicato a Luigi Freddi e Antonio Valente realizzatori di Cinecitt\u00e0 e del Carro di Tespi. Il 9 luglio, in occasione del centenario della nascita e del ventennale della morte, nella parrocchia di S. Francesco a Tirrenia \u00e8 posta in opera una lapide a ricordo di Antonio Valente ideatore della chiesa. Il 14 luglio ha luogo a San Felice Circeo la cerimonia commemorativa per il centenario della nascita. 2000 L\u2019ex Campo boario di Sora \u00e8 trasformato in parco e intitolato ad Antonio Valente. Il giardino, che accoglie al suo interno un Carro di Tespi, ossia un palcoscenico, \u00e8 inaugurato il 14 luglio. 2002 Da un\u2019idea dello scenografo Gaetano Castelli viene indetta nel luglio dello stesso anno, la Prima Edizione del Premio Veroli di Scenografia \u201cAntonio Valente\u201d. 2003 Pi\u00f9 di 150 bozzetti creati dal Valente vengono vincolati dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali della Sovrintendenza Archivistica del Lazio (da Roma capitale al secondo dopo guerra), e vengono pubblicati su di un sito Internet. Sempre nello stesso anno viene consegnato il Premio Sora di Scenografia \u201cAntonio Valente\u201d 2^ edizione. 2004 Anniversario della intestazione dell\u2019ISA ad Antonio Valente (1989-2004) L\u2019 ATTlVlTA\u2019 DI SCENOGRAFO\u00a0Balletti\u00a01923 La vetrata azzurra di Santoliquido (Teatro degli Indipendenti, Roma) 1925 La danza macabra di Saint-Saens (Teatro della Fenice, Venezia) Il Sogno di Scriabin (Teatro della Fenice, Venezia) L\u2019Arcobaleno di Schumann, Compagnia di balletti italo-russi diretta da Antonio Valente, direttore d\u2019orchestra Alberto Savinio (Teatro della Fenice, Venezia) Risveglio della foresta di Grestchianinow\u00a0Teatro lirico\u00a01931 Madama Butterfly (Carro di Tespi) Rigoletto (Carro di Tespi) Figli del Re di Humperdinck (Teatro della Scala, Milano) Palla de\u2019 Mozzi di G. Marinuzzi (Teatro della Scala, Milano) 1932 Madama Butterfly di Puccini (Teatro dell\u2019Opera, Roma) Palla de\u2019 Mozzi (Teatro Massimo, Palermo) 1933 Falstaffdi Verdi (Maggio Musicale Fiorentino, Firenze) Palla de\u2019 Mozzi (Teatro dell\u2019Opera, Roma) 1937 Edipo Re di Strawinsky, scenografia e costumi (Maggio Musicale Fiorentino, Firenze) 1938 Aida di Verdi, scenografia e costumi (Carro di T espi) Traviata di Verdi, scenografia e costumi (Carro di Tespi) 1940 La vedova scaltra di Wolf Ferrari, scenografia e costumi (Carro di Tespi)\u00a0Teatro di prosa\u00a01919 Per fare l\u2019alba di Rosso di San Secondo, collaborazione scenica di A.G. Bragaglia (Teatro Argentina, Roma) Le Roi pauvre, Apr\u00e8s-midi d\u2019un jour de f\u00eate, Hamlet, sketche di Antonio Aniante (Vieux-Colomber, Parigi) 1923 Sogno d\u2019amore di Kossorotoff, Compagnia Tatiana Pavlova (Teatro Valle, Roma) 1925 Il fiore sotto gli occhi di Fausto Maria Martini 1930 La veglia dei lestofanti, edizione italiane de L\u2019opera da tre soldi di Bertold Brecht, Compagnia Remigio Paone (Teatro Filodrammatico, Milano) Campo di Maggio di Gioacchino Forzano (Carro di Tespi) Ginevra degli AImieri di Gioacchino Forzano (Carro di Tespi) 1931 Sly di Gioacchino Forzano (Carro di Tespi) 1932 Villafranca di Gioacchino Forzano (Teatro Argentina, Roma) Adamo ed Eva di Sem Benelli (Teatro del Casin\u00f2, Sanremo) 1933 Un albergo sul parlo di Ugo Betti, Compagnia Tatiana Pavlova-Picasso Glauco di E. Luigi Morselli (Carro di Tespi) L\u2019uomo che incontr\u00f2 se stesso di L. Antonelli (Carro di Tespi) Mago Merlino di Gioacchino Forzano, stenografia e costumi (Teatro Argentina, Roma) Madre Regina di Sem Benelli (Teatro del Casin\u00f2, Sanremo) Eroi di Sem Benelli (Teatro del Casin\u00f2, Sanremo) 1934 Caterina Sforza di Sem Benelli (Teatro Comunale, Forl\u00ec) Caterina Sforza di Sem Benelli (Teatro Excelsior, Milano) 1938 La figlia di Jorio, di Gabriele D\u2019Annunzio, scenografia e costumi in collaborazione con O. Moroni (Commemorazione del poeta al Maggio Musicale Fiorentino, Firenze) La partita a carte di P. D. Pesce (Teatro delle Arti, Roma) 1939 Cesare di Gioacchino Forzano, scenografia e costumi, Compagnia Cesare (Teatro Argentina, Roma)Filmografia essenziale\u00a01933 Camicia nera di Gioacchino Forzano (film proiettato in contemporanea il 23 marzo in tutte le citt\u00e0 d\u2019Italia, a Parigi, Londra e Berlino) Villafranca di Gioacchino Forzano 1935 Campo di Maggio di Gioacchino Forzano Maestro Landi di Gioacchino Forzano 1936 Fiordalisi d\u2019oro di Gioacchino Forzano Un colpo di vento di Gioacchino Forzano Cuor di vagabondo di Jean Epstein 1939 La vedova di Goffredo Alessandrini, dalla commedia omonima di Renato Simoni Le sorprese del divorzio di Guido Brignone, dalla commedia Les surprises du divorce di Alexandre Bisson Pap\u00e0 Lbonnard di Jean de Limur, scenografie e costumi Sant\u2019Elena, piccola isola di R. Simoni e U. Scarpelli Sei bambine e il Perseo di di Gioacchino Forzano, scenografia e costumi 1940 La peccatrice di Amleto Palermi (presentato alla Mostra di Venezia) 1941 II Re d\u2019Inghilterra non paga, scenografia e costumi, riduzione cinematografica di G. Forzano 1943 Piazza S. Sepolcro, o cronaca di due secoli di Gioacchino Forzano 1951 Imbarco a mezzanotte di Joseph Losey 1954 Teodora di Riccardo Freda 1955 II cantante misterioso di Marino Girolami BIBLIOGRAFIA GENERALE E. PRAMPOLlNI, Un\u2019esposizione d\u2019arte futurista, in \u201cL\u2019Impero\u201d, 30-31 gennaio 1925. AST., Scene figurini e giuoco di luci nella scenografia moderna, in \u201cIl Piccolo del Giornale d\u2019Italia\u201d, 10 dicembre, 1925. Esposizione d\u2019arte futurista, cat. mostra Palazzo Madama, Torino 1925 (non rinvenuto) International Theatre Exposition, New York, 27 febbraio-15 marzo 1926. Cat. mostra a cura di F. Kiesler, J. Heap, New York 1926 XCIV Esposizione di Belle Arti della Societ\u00e0 degli Amatori e Cultori di Belle Arti, cat. mostra Palazzo delle Esposizioni, Roma, gennaio-febbraio 1928, p. 21. Concorso Nazionale del Dopolavoro, in \u201cDrama\u201d, 1 luglio 1928 AG. BRAGAGLlA, Un palcoscenico mobile circolare tripartito dell\u2019architetto Antonio Valente, in \u201cComoedia\u201d, n. 7, maggio-giugno 1929. Mostra d\u2019arte Italiana, cat. mostra collettiva, Chicago 1933 V. MAGIOCCO, Chicago e la sua esposizione mondiale, in \u201cLa vie d\u2019Italia e del mondo\u201d, a. I, n. 6, giugno 1933, p. 732 MEDEBAC, Architettura del Teatro, in \u201cComoedia\u201d, a. XIII, n. 1, 15 gennaio-15 febbraio 1931, p. 41. I Concorso di Cinematografia Turistica e Scientifica internazionale, Como, Villa Olmo, settembre 1936 A MASSINA, La tecnica e l\u2019arte cinematografica alla rassegna e al concorso di Villa Olmo, in \u201cLa Provincia di Corno-Il Gagliardetto\u201d, 22 settembre 1936. 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