Esplora contenuti correlati

Rigenerazione urbana: recupero spazi strategici senza consumo di suolo

17 Febbraio 2026

Il Consiglio comunale con proprio atto deliberativo ha recepito le disposizioni previste dall’art. 4 della legge della Regione Lazio n. 7/2017, individuando complessi edilizi e singoli edifici oggi in disuso, dismessi o in via di dismissione, presenti sul territorio comunale, per i quali sarà possibile proporre interventi di ristrutturazione edilizia volti al recupero delle volumetrie, anche attraverso la trasformazione della destinazione d’uso dei fabbricati fino ad una superficie lorda complessiva massima di 15.000 mq, avvalendosi di procedure amministrative più snelle rispetto al passato.

Le disposizioni riguardano immobili che hanno perso nel tempo la loro funzione originaria e che oggi rappresentano spazi inutilizzati. In questi contesti sarà possibile attuare interventi di ristrutturazione e recupero, con la possibilità di trasformare gli immobili a funzioni residenziali, turistico-ricettive, produttive, direzionali o commerciali, nel rispetto delle condizioni stabilite dalla normativa regionale recepita dalla delibera stessa.

I soggetti interessati hanno 30 giorni di tempo dalla pubblicazione dell’avviso di adozione della delibera per prendere visione dei contenuti dell’atto deliberativo e ulteriori 30 giorni per formulare osservazioni o proporre l’inserimento di immobili in disuso da “rigenerare”, al fine di poter fruire delle disposizioni previste dalla Delibera comunale.

L’Amministrazione, con la deliberazione adottata, ha individuato complessi edilizi e singoli edifici per quali possono essere proposti interventi di mutamento di destinazione d’uso ai fini di recuperare e rigenerare il tessuto edilizio esistente ormai in disuso.

Nel dettaglio sono stati individuati gli edifici ricadenti nell’area compresa tra la valle del fiume Aniene e l’asse viario formato da via di San Valerio, via del Colle e strada degli Orti, corrispondenti alle ex cartiere e opifici, dove il recupero degli edifici consente di ricucire parti della città segnate da abbandono e discontinuità urbana.

Sono stati individuati gli edifici ricadenti nella porzione di territorio classificata come zona D, sottozona D2 – artigianale mista, compresa tra via di Sant’Agnese e il fiume Aniene; un’area nata per funzioni produttive che oggi necessita di una riconversione coerente con il contesto urbano circostante.

È inoltre compreso l’edificio dell’ex Cinema Italia, situato nell’isolato delimitato da via Aldo Moro, piazza Giuseppe Garibaldi, via Vincenzo Pacifici e via Pietro Nenni, per il quale viene resa possibile una nuova destinazione in grado di restituire vitalità e decoro a uno spazio centrale della Città.

Sono stati individuati, inoltre, due edifici originariamente destinati ad attività di tipografia ed oggi in disuso, i quali potranno essere oggetto di rigenerazione al fine di consentirne il riuso con destinazioni più coerenti con quelle rilevate nel tessuto edilizio circostante.

Si tratta dell’edificio in passato adibito per attività di tipografia, litografia e cartografia, situato nel cuore del quartiere Braschi, ricadente in area classificata come zona D, sottozona D4 – industriale, e l’edificio, in passato sede di una tipografia, situato lungo la Via Tiburtina Valeria, dopo l’incrocio con Viale Giuseppe Mazzini.

La scelta consente all’Amministrazione di guidare la trasformazione di aree complesse, evitando processi casuali e assicurando che ogni intervento produca benefici per la Città, primo tra tutti la riqualificazione delle aree urbane degradate con presenza di funzioni eterogenee e tessuti edilizi disorganici.

Per Tivoli significa riattivare luoghi oggi fermi, migliorare la qualità urbana, favorire investimenti mirati e recuperare spazi strategici senza nuovo consumo di suolo, rafforzando il controllo pubblico sulle trasformazioni del territorio.