Esplora contenuti correlati

AVVELENAMENTI DI ANIMALI – I CONSIGLI PRATICI DI ENPA SAVONA

20 Ottobre 2015

CONSIGLI PRATICI CONTRO GLI AVVELENAMENTI DI ANIMALI (ENPA SAVONA).

Questi “CONSIGLI PRATICI” sono rivolti a tutti i proprietari di cani e gatti che potrebbero, loro malgrado, trovarsi vittime di queste vili azioni contro i propri animali.

L‘E.N.P.A. di Savona ha redatto questi suggerimenti per ognuno di loro a scopo cautelativo, senza per questo volersi sostituire in alcun modo ai Medici Veterinari ed alle strutture pubbliche che operano sul territorio. Vi preghiamo, per il benessere dei Vostri amici, di leggere e scaricare queste pagine. Ci auguriamo che non dobbiate averne mai bisogno!

Ma ecco cosa fare:

PREMESSA

Molti degli avvelenamenti verificatisi in provincia che hanno colpito molti cani e gatti, soprattutto cuccioli, sono avvenuti tramite l’assunzione da parte degli stessi dì potentissimi veleni, quasi sicuramente amalgamati a veicoli alimentari (polpette, cibo per animali…). Le sostanze tossiche usate, ad alcune delle quali si è potuto finora risalire grazie ad alcune denuncie, sono varie: si va dal comune topicida, alI’Endosulfan (un potentissimo antiparassitario adoperato dagli agricoltori per i noccioleti), dai lumachicidi alla Ietale stricnina. Molti di questi prodotti sono inodori ed insapori e pertanto ben celabili in altri composti.

Come fare per evitare che i nostri animali li ingeriscano?

Il cane è un curioso e vorace assaggiatore, molte sostanze lo attirano, lo tentano, lo invogliano. Il cucciolo poi suole sperimentare ed ingoiare quasi tutto quello che trova. Il gatto, molto più diffidente, è però meno controllabile, specie se vive libero nelle colonie feline, recandosi presso le abitazioni dell’uomo solo per i pasti. Ecco dunque:

COSA FARE PRIMA:

GATTO: Il gatto non può essere sottoposto ad una educazione complessa come il cane.

Reagisce soltanto a pochi ordini, subordinandoli alla sua convenienza. E’ pertanto quasi impossibile indurre nel suo comportamento il rifiuto dei cibo che trova. Le precauzioni saranno quindi (sperando che la attuale situazione di emergenza trovi presto una risoluzione) restrittive. Eviteremo che il gatto esca di casa il più possibile: sarà facile abituarlo ad orinare e defecare nella sua cassetta piena di sabbia, dedicandogli magari più attenzioni del solito. Se proprio deve uscire, lasciatelo solo dopo avergli somministrato un lauto pasto che sia di suo gradimento. Il gatto sazio diventa molto più discriminante verso il cibo trovato e difficilmente tenterà di assumerlo.

CANE: Per il cane il discorso è diverso, anche se alcune delle cose valide per il suo cugino felino possono essergli applicate. Se possedete un cucciolo avrete sin dall’inizio la possibilità di educarlo a mangiare solo quello che gli viene offerto dal padrone, o dalla persona che di solito se ne cura. lnsegnategli a sedersi prima di mangiare e a non cominciare il pasto se non dietro ad un ordine preciso (“Mangia!). Questo anche se la ciotola con il pasto si trova già di fronte a lui. Il cane manifesterà il proprio appetito con una abbondante salivazione: nonostante questo impeditegli di mangiare sino a che non glielo avrete ordinato. Se instillato fin dalle prime settimane di vita questo tipo di educazione può dare ottimi frutti.

Se il vostro cane è già adulto (adottatene uno nei nostri rifugi …), l’educazione può risultare contrastata da una vita di abitudini diverse. Ma non sottovalutate il vostro cane: può facilmente imparare cose nuove e fare propria una nuova abitudine.

Oltre all’educazione, la prevenzione dall’avvelenamento casuale è praticabile unicamente con l’adozione della museruola. Questo accessorio, sicuramente limitante ed irritante per il Vostro amico, può però rivelarsi la sua unica salvezza. Non temete quindi di adottarlo, specialmente durante le passeggiate nei campi, sulle strade, o quando il cane scorrazza da solo.

COSA FARE SE:

temete che il Vostro animale sia caduto vittima di un avvelenamento. Fate molta attenzione ai seguenti sintomi: una volta ingerita la sostanza nociva, possiamo riscontrare due differenti patologie: una locale e una generale.

La prima è strettamente legata al potere patogeno, caustico, irritante che si esercita nella sede di introduzione, generalmente orale, meno frequentemente inalatoria. Osserviamo in questi casi ipersalivazione e colìo profuso di saliva dalla bocca, starnuti, tosse, sintomi di soffocamento, ulcere sulla lingua, nel cavo orale, sulle narici. In molti casi, però, la sostanza passa direttamente e rapidamente nello stomaco, senza mostrare traccia del suo passaggio. I sintomi pertanto compaiono tempo dopo, anche con alcune ore o giorni di ritardo. In questi casi possiamo distinguere tre differenti e possibili manifestazioni:

Neurologiche: con convulsioni, tremori, irrigidimenti, perdita di coscienza (tipici dei diserbanti, pesticidi, insetticidi).

Generalizzate: rapidamente mortali (come per la stricnina), poco specifiche: con lesioni così devastanti, improvvise, che non si riesce ad emettere una diagnosi certa. Esse possono essere accompagnate da vomito, spasmi, dolore, malessere generale, diarrea.

Da deficit della coagulazione: comuni nei topicidi a base di dicumarone, compaiono emorragie incontrollabili dal naso, dalla bocca, uterine, vescicali dei vari organi interni, il sangue non coagula normalmente; non c’è mai vomito.

Di fronte ad un sospetto o una certezza, la prima cosa da fare è contattare immediatamente il veterinario. Nel frattempo è altresì utile evitare ogni stress all’animale, tenerlo tranquillo, lasciarlo respirare agevolmente, collocarlo in un posto al riparo dal sole, mettergli a disposizione dell’acqua e consentirgli di bere spontaneamente. In caso di episodi convulsivi state attenti a proteggerlo da autotraumatismi, cadute, ferite accidentali. Evitate i rumori improvvisi, che possono scatenare un nuovo attacco, tenete l’animale al buio. Nello stesso tempo evitate di mettere le mani troppo vicino alla sua bocca per non venire involontariamente morsicati. Identico accorgimento per i denti e le unghie del gatto.

Certi veleni alterano la funzionalità del centro nervoso della termoregolazione, per cui l’organismo può diventare molto freddo o, all’opposto, caldissimo (oltre i 42°C). Nella prima evenienza tenete l’animale coperto (ma non troppo), nel secondo caso invece bagnatelo un poco, sulla fronte e sul torace. Non tentate assolutamente, in modo empirico, di indurre il vomito. Sarà il veterinario a decidere l’eventuale uso di antidoti, emetici, adsorbenti, purganti o della lavanda gastrica.

COSA FARE DOPO:

Se il Vostro animale non è riuscito a farcela nonostante tutte le cure, Vi preghiamo vivamente di seguire queste istruzioni. La vostra rabbia e disperazione sono comprensibili. Amiamo gli animali quanto Voi.

Ma se volete fare ancora qualcosa per il Vostro amico che Vi ha lasciati, fate in modo che quello che è accaduto non possa più ripetersi ad altri animali, o al Vostro prossimo futuro amico.

Per prima cosa si devono stabilire precisamente le cause della morte. Per far questo è necessario un esame necroscopico effettuato da persone specializzate.

I professionisti che Vi operano sapranno redigere un referto sulle cause della morte.

Una volta ottenuta la diagnosi necroscopica, se il Vostro animale è stato vittima di un avvelenamento, non esitate a rivolgerVi alle Forze dell’Ordine (POLIZIA MUNICIPALE, CARABINIERI, POLIZIA DI STATO, POLIZIAPROVINCIALE, GUARDIE ZOOFILE DELL’ENPA) per denunciare l’accaduto, inviandoci copia della denuncia (stiamo redigendo un archivio per conoscere meglio e quindi combattere il fenomeno).

Esistono nel nostro Paese leggi che puniscono chi commette reati contro gli animali e mette in pericolo la pubblica incolumità.

Farete in modo che chi li ha commessi corra il grosso rischio di venire punito e che tali fatti non si ripetano più.

Grazie della Vostra attenzione!

Auguriamo a Voi ed ai Vostri amici animali una lunga vita piena di salute e serenità.