Casalserugo (PD) – Sgominata coppia di spacciatori in centro paese
8 Gennaio 2018
Nella prima mattinata di lunedì 08.01.2018, i Carabinieri della Stazione di Casalserugo (PD), a conclusione di una complessa e articolata attività investigativa, hanno neutralizzato un fiorente flusso di sostanze stupefacenti, che venivano smerciate a Padova e nello stesso comune di Casalserugo (PD), da parte di 2 soggetti pregiudicati.
Durante le indagini, iniziate già dal mese di settembre 2017, emergevano responsabilità penali a carico degli indagati, sottoposti alle indagini in relazione a continuative condotte di vendita di cocaina, eroina, hashish e marijuana, perpetrate nel periodo intercorso tra la fine dell’anno 2015 e il mese di ottobre 2017, nei territori di Padova e Casalserugo (PD).
Alle prime luci dell’alba del 08.01.2018, al termine dell’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Padova, i Carabinieri di Casalserugo (PD) hanno dato esecuzione all’Ordinanza di custodia emessa dal GIP patavino, con la quale veniva disposta la misura cautelare in carcere nei confronti di un tunisino 28enne, domiciliato nello stesso centro e il divieto di dimora nel comune di Padova a carico di un italiano 55enne residente nel capoluogo euganeo.
Le indagini hanno avuto appunto inizio nel pomeriggio del 18.09.2017, quando i militari della Stazione di Casalserugo (PD) sorprendevano il tunisino all’esterno della sua abitazione, malgrado si trovasse in regime di arresti domiciliari, mentre stava confabulando con un giovane in atteggiamento oltremodo sospetto.
In quell’occasione, l’uomo veniva tratto in arresto nella flagranza del reato di evasione, mentre, durante la successiva perquisizione effettuata presso il suo appartamento, venivano ritrovati oltre 7.000,00 euro in contanti e una modica quantità di hashish.
In considerazione anche che lo stesso non svolgeva alcuna attività lavorativa lecita, tali risultanze andavano quindi a confermare diverse indiscrezioni pervenute da vari tossicodipendenti locali, che indicavano nell’indagato e nel suo fantomatico cognato italiano, i riferimenti presso i quali acquistare varie tipologie di droghe.
Le cessioni avvenivano soprattutto in prossimità di esercizi pubblici e luoghi di aggregazione giovanile, dove i due spacciatori erano soliti avvicinare gli assuntori proponendo loro l’acquisto delle sostanze.
Il livello di organizzazione del duo prevedeva inoltre la suddivisione delle piazze di spaccio. Infatti, il cittadino tunisino, da tempo operante nella città di Padova, aveva collocato il correo nel capoluogo, cedendogli il suo pacchetto di clienti, per poi spostarsi a Casalserugo (PD) allo scopo di attivare un ulteriore mercato di droghe.
I prezzi che i due applicavano per ogni singola dose di aggiravano tra i 20,00 e i 50,00 euro, a seconda della tipologia e del quantitativo di sostanza acquistata.
Le risultanze d’indagine venivano peraltro corroborate dagli stessi acquirenti escussi, che confermavano di essersi approvvigionati di vari tipi di droghe direttamente dagli indagati, i quali avevano costruito un articolato sistema di spaccio, che prevedeva dapprima l’acquisto delle sostanze su larga scala, che venivano poi immesse nel mercato attraverso la vendita al dettaglio.
Durante l’esecuzione del provvedimento restrittivo, a carico dell’italiano, veniva anche effettuata una perquisizione domiciliare, che consentiva di ritrovare e sequestrare una dose di eroina e un bilancino di precisione.
Al termine dell’attività, i due venivano sottoposti alle indagine per i reati di detenzione e vendita di sostanze stupefacenti, continuati e in concorso, quindi il tunisino veniva associato alla Casa Circondariale di Rovigo, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.